[Parlami di tER #46] La mia Ravenna

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[Parlami di tER #46] La mia Ravenna


Tempo stimato di lettura: 2 minuti

Parlami di tER è una serie di racconti dell’Emilia-Romagna. Sono sguardi d’autore gettati sulla regione da donne e uomini che son nati, vivono o semplicemente si sono innamorati di questa singolare, bellissima, terra con l’anima

Al Bar – (in provincia di RA)
Mentre passeggio lungo il paese per sgranchirmi un po’ le gambe, improvvisamente mi ritrovo di fronte al bar della piazza. E’ fresco stasera, con un cielo chiaro nel quale si scorgono tutte le stelle, una sera davvero fresca, ritrovandosi questo paesino un po’ più in alto rispetto a Ravenna. Quindi entro, e subito torno ad essere quella piccola bambina di un tempo. Quel bar esiste da quando ho memoria.
Qui si lasciava a suo tempo la posta per le case più lontane, qui si giocava al Lotto, qui si venivano a sapere tutte le novità e i pettegolezzi. Gli anziani sedevano riuniti per giocare a carte, un bicchiere di rosso davanti che veniva regolarmente sorseggiato mentre si spiava il vicino.
Ci sono giornali, sigarette e ricariche telefoniche. La macchina del caffè brontola, sul soffitto gira il ventilatore e nessuno si preoccupa del generico divieto di fumo. La polizia non si trova ad ogni modo nelle immediate vicinanze.
Così lo era più di vent’anni fa e così lo è ancora adesso. Un proprio microcosmo, in cui il tempo si è fermato. Allora, quando si era fortunati ci si beccava un gelato. Oggi mi ordino una birra piccola e Luca, che ha preso in gestione il bar da suo padre, mi fa l’occhiolino. E’ quasi come se non me ne fossi mai andata. E’ tardi, ma il figlio di Luca corre ancora su e giù per il bar, guarda desideroso verso il frigo dei gelati e io so che anche fra vent’anni qui non cambierà mai niente.

 

Ravenna sotto la pioggia.
La ,,mia” città. Persino qui ogni tanto piove. L’acciotolato nel centro storico diventa subito scivoloso. Ma c’è sempre un’infinità di bar e pub carini e accoglienti e il sole non si fa mai tanto desiderare. Così ci si intrattiene solo brevemente per una breve chiacchierata con gli altri clienti del bar, naturalmente inerente al fattore tempo, e ci si gode quel momento.

 

 

 

A Casa.
Sono cresciuta nelle vicinanze di Ravenna, in una fattoria. Lavoravamo principalmente vino e olive. Possedevamo un grande terreno che arrivava fino alla collina dietro Ravenna.
Da casa mia si arrivava in dieci minuti in città e quasi nello stesso tempo al mare.
Quando iniziarono i miei studi a Ravenna, mi cercai un piccolo appartamento in centro per poter raggiungere l’università a piedi. Ho resistito là una sola settimana, che mi bastò.
Dalla mia camera da letto potevo ammirare le dolci colline emiliane, mentre in città la vista dava al muro della casa di fronte. A casa vedevo i campi lontani, i prati e i vigneti, a Ravenna avevo solo qualche vaso di fiori nel balcone di fronte. Avevamo anche una villetta al mare dove coi fratelli e la mamma passavamo tutti i weekend d’estate. Così potevamo ammirare l’alba alle sei di mattina ed essere i primi nel bar della spiaggia alle sette e mezza per fare colazione in tutta tranquillità.
Quella volta, seduta nel mio nuovo appartamento a Ravenna vicino all’università, mi tornarono alla mente quei tempi quando ero bambina, così feci le valigie e me ne tornai alla casa al mare. Preferivo guidare ogni giorno quei due minuti in più per andare in centro perché così almeno mi sentivo di nuovo libera e dal mio letto ogni mattina potevo vedere il mare – come allora, quando ero bambina.

 

 

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LadyItaly è lo pseudonimo di una ragazza che è nata e ha vissuto la sua infanzia e gioventù in Romagna, fra le colline ed il mare di Ravenna ma che si è spostata ormai da diversi anni in Germania, Monaco, dove vive e lavora. Ogni anno ritorna comunque nella sua terra natìa per assaporare i paesaggi e gli aspetti che le mancano di questa terra. Ha un suo proprio blog nel quale tiene i suoi racconti personali, il tutto ovviamente inerente alla sua vita qui in Italia, ma su cui scrive esclusivamente in tedesco. Quelli sopra sono tre testi che lei ci ha messo a disposizione per mostrarci quanto l’Emilia-Romagna l’abbia sempre nel cuore.

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