[Parlami di tER #153] UrbanResistDance: un collettivo per scoprire Bologna ballando

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[Parlami di tER #153] UrbanResistDance: un collettivo per scoprire Bologna ballando


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Parlami di tER è una serie di racconti dell’Emilia-Romagna. Sono sguardi d’autore gettati sulla regione da donne e uomini che son nati, vivono o semplicemente si sono innamorati di questa singolare, bellissima, terra con l’anima. Se anche tu vuoi raccontare l’Emilia-Romagna che si vede dalla tua finestra sei benvenuto. Basta una mail a <turismoemiliaromagna[at]gmail.com> o un commento qui sotto!

Vi è mai capitato di visitare una città e, nel guardarvi intorno, chiedervi cosa c’è dietro ad un portone sbarrato, oltre ad una cancellata arrugginita? Le città sono piene di questi luoghi chiusi, inaccessibili, un tempo luoghi di culto o di attività produttive, case e negozi sfitti.
A Bologna potrebbe capitarvi di trovarli aperti. Il collettivo UrbanResistDance si dedica a scoprire accessi nascosti e a rendere questi luoghi temporaneamente permeabili al resto della città, organizzandovi degli eventi musicali a vocazione sperimentale.

UrbanResitDance_1Condividere musica, muoversi ed esplorare spazi obliati, contaminare temporaneamente gli stessi con nuove forme di aggregazione sono concetti che animano lo spirito del gruppo e che alimentano la voglia di intervenire dei partecipanti.
A questo proposito, in occasione del festival di musica elettronica e arti visuali RoBOt terremo un workshop negli spazi di Housetonic in cui verranno costruiti alcuni strumenti autoalimentati con cui i partecipanti potranno sperimentare l’esperienza di hackerare il clima acustico urbano in un luogo che verrà svelato alla fine del laboratorio.

Una parte fondamentale dell’attività del collettivo è infatti la progettazione e costruzione di tutta la tecnica audio necessaria per la reinterpretazione dell’ambiente prescelto: per realizzarla vengono impiegati materiali di recupero con diverse tecnologie nel campo della diffusione sonora (amplificatori miniaturizzati, speaker a vibrazione…) per creare sound system portatili e autonomi dalla rete elettrica, versatili per l’utilizzo nello spazio scelto.

Allo stesso modo nasce la parte d’illuminotecnica, con luci e proiettori realizzati tramite la tecnica del reverse engineering. Per la realizzazione dei set musicali, URD lavora inoltre effettuando registrazioni sul campo (field recording): i suoni all’interno degli spazi, i loro “urli” e “sussurri”. Il risultato è una collezione di suoni che è materiale vivo. Questa ricerca consente di orientare le scelte musicali e di integrarle all’ambiente sonoro preesistente.

A ben vedere, la mancanza di scopi, di una adibizione funzionale, rende gli edifici abbandonati allo stesso tempo dei monumenti allo spreco e degli spazi di libertà nella successione ininterrotta di zone commerciali che caratterizza le nostre città.
La libertà concessa rende questi luoghi delle occasioni di sperimentazione artistica eccezionali. Il gesto artistico di URD, dedicato alla loro storia, al presente e ad un possibile futuro, passa attraverso il suono e la musica con l’organizzazione degli Extemporary Music Set: eventi musicali gratuiti, in cui le persone possono fare nuovamente esperienza dello spazio, scoprendone le geometrie attraverso l’ascolto e il ballo.

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Chi partecipa agli eventi ha modo di approcciarsi alla città in un modo del tutto inedito, perché dietro a quei cancelli, imprevedibilmente, va in scena l’incanto: edifici un tempo razionali perdono il loro senso originario, strumentale, e costruiscono geometrie inaspettate, incorniciate da una vegetazione in crescita incontrollata, come avamposti della fine del mondo. Esplorandoli non è raro imbattersi anche in opere che artisti hanno voluto lasciare all’interno: murales e installazioni che i visitatori di musei non incontreranno mai.

Dalla sua nascita, poco meno di un anno, URD ha organizzato quattro Extemporary Music Set nella città di Bologna ed eventi analoghi a Monaco di Baviera, Bruxelles, Lilles e collaborato con il festival di street poster art Cheap 2014 e con il gruppo di guerilla gardening “Terra di Nettuno”, sonorizzando i loro attacchi.
Il prossimo EMS sembra avere tutte le carte per essere un evento imperdibile: la location è ancora segreta e chi vuole partecipare non deve far altro che iscriversi alla mailing list e aspettare la notte precedente per conoscere tutti i dettagli dell’evento.


UrbanResistDance è un collettivo aperto che si prefigge di suggerire un percorso urbano inedito, sperimentando forme di aggregazione alternative in contesti di abbandono e disagio o in non-luoghi.
Potete seguire le sue attività anche su FacebookTumblr e Instagram.

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