[Parlami di tER #149] Al settimo cielo all’università del gelato di Bologna

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[Parlami di tER #149] Al settimo cielo all’università del gelato di Bologna


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Parlami di tER è una serie di racconti dell’Emilia-Romagna. Sono sguardi d’autore gettati sulla regione da donne e uomini che son nati, vivono o semplicemente si sono innamorati di questa singolare, bellissima, terra con l’anima. Se anche tu vuoi raccontare l’Emilia-Romagna che si vede dalla tua finestra sei benvenuto. Basta una mail a <turismoemiliaromagna[at]gmail.com> o un commento qui sotto!

 

 Sono una di quelle persone che durante i pasti ormai mangia solo gelati. Ma non quei semplici e noiosi gelati comprati al supermercato, bensì gelati come per esempio l’esplosione di gusto di quello al caramello che ho mangiato a Sydney lo scorso anno oppure un gelato quasi completamente nero chiamato “Morte con la Cioccolata” che ho gustato invece a Barcellona. La stessa soddisfazione l’ho provato con il gelato fritto al cocco in Thailandia e con le coppette di gelato artigianale dei confini canadesi.

Quando lo scorso anno sono tornata per la prima volta di nuovo in Italia, avevo già deciso di assaggiare altri gustosi gelati in gelaterie che non avevo mai visitato prima. E quando ho sentito che a Bologna c’era anche una “Università del Gelato, è stato subito chiaro: dovevo andarci.

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Un autobus mi portò quella mattina nella zona industriale, nei dintorni di Bologna. L’Università del Gelato si trova nella zona di produzione delle macchine per gelati Carpigiani.

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Qui pellegrinano i fan del gelato da tutto il mondo, per poter scoprire tutti i segreti del gelato italiano attraverso vari corsi strutturati in moduli, e, magari, in futuro aprire una propria gelateria. Il mio piano era rimanere un giorno intero all’Università, imparare cosa fosse il gelato e come si producesse, e durante tutto ciò gustare tanto più gelato possibile.

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Ma prima dell’assaggio c’erano prima le ore di teoria, durante le quali mi limitavo ad annusare i gustosi odori degli interni dell’Università del Gelato.

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Nella prima lezione studiammo a fondo le ricette e gli ingredienti, poi io decisi di frequentare i corsi di Semifreddi, Torte Gelato e Sorbetti. Tra le macchine per il gelato, le fruste e montagne di ingredienti prendono forma le creazioni più gustose.

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Sorbet-Italien Parlando con i vari studenti era chiaro che eravamo persone da tutto il mondo di diverse professioni che erano tutte interessate all’arte del gelato.

Alla fine si arriva finalmente al Laboratorio del Gelato che funziona esattamente come una gelateria aperta. Qui si può ammirare il maestro artigiano preparare le sue delizie.

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Mi sentivo al settimo cielo: prima ho assaggiato vari gelati, poi con l’aiuto del maestro abbiamo fatto il nostro primo gelato alle mandorle e pinoli. La procedura è più o meno questa: mescolare insieme le giuste dosi degli ingredienti rimestando sempre il composto. Dopo mettere il tutto nella macchina del gelato, che pensa da sola al resto: per prima cosa riscalda il composto, poi lo raffredda e lo rimescola.

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Nonostante ciò sono stata molto fiera quando una versione del nostro gelato poco dopo venne fuori dalla macchina. Mancava solo l’ultimo test da fare, quello del sapore: era buonissimo! E io ne presi un cucchiaino dopo l’altro.

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Il pomeriggio seguente feci ritorno in città. La mia pancia era piena di gelato e in mano avevo una borsa frigo con ancora tanto gelato.

Con tutto quel gelato ero sicura che mi sarebbero bastati altri due soli cucchiaini di gelato per avere una crisi iperglicemica, ma ne è valsa davvero la pena!

Susi è una giovane blogger originale e divertente. Ha creato un suo blog tutto dedicato al piacere di scoprire e viaggiare per condividere con il mondo le sue magnifiche ed emozionanti esperienze per ispirare altri viaggiatori con i suoi racconti.  L’articolo originale in lingua tedesca lo potete trovare qui.

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