[Parlami di TER #145] What if? – Romagna 2019

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[Parlami di TER #145] What if? – Romagna 2019


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Parlami di tER è una serie di racconti dell’Emilia-Romagna. Sono sguardi d’autore gettati sulla regione da donne e uomini che son nati, vivono o semplicemente si sono innamorati di questa singolare, bellissima, terra con l’anima. Con il racconto di oggi prosegue la collaborazione tra TER e Ravenna2019 candidata Capitale Europea della Cultura, con una novità: Ravenna infatti ha passato il primo turno ed è una delle città finaliste per il titolo! Ogni secondo mercoledì del mese Ravenna continuerà a raccontarci un pezzetto di sé: una delle storie, dei progetti, delle ragioni che la rendono unica e ne fanno la candidata naturale per diventare Capitale Europea della Cultura 2019.
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“What if?” Ravenna diventasse la Capitale Europea della Cultura nel 2019? A noi piace immaginarlo e soprattutto sperarlo. Ecco perché è nato “What If?”, cartellone di eventi in programma nella provincia di Ravenna dal 20 giugno al 21 luglio 2014.

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Noi del social media team di #ra2019 ve lo abbiamo voluto raccontare a modo nostro, parlandovi sì dell’evento ma soprattutto della città che lo ospita che, in un modo o nell’altro, lega ciascuno di noi a questa terra meravigliosa che è la Romagna. Bene, cominciamo!

RIMINI – Carlotta Taroni
Rimini è la mia seconda città: per due anni l’ho vissuta, centro e mare, e l’ho amata. Ricordo il Ponte di Tiberio come l’ostacolo che mi separava da quel bellissimo ristorante a San Giuliano, dove ho festeggiato il Natale con i compagni di facoltà. Oggi questo ponte fa da scenario ad una delle tappe di “What If?”: la mia Rimini che sostiene la mia Ravenna nella corsa per diventare Capitale Europea della Cultura è una soddisfazione. Due città su misura per me.

cervia

foto di carlotta addante

CERVIA – Carlotta Addante
Cervia è sempre stata un po’ casa mia. Da quando venivo in villeggiatura da bambina con la mia famiglia, lasciando una Milano desolata e insopportabilmente calda per tre mesi di libertà, bagni, giochi, abbuffate. A Cervia lego tutti i miei ricordi più importanti (belli e brutti): le ninne nanne sul balcone di casa sulle note di “Luglio col bene che ti voglio”, i pinoli schiacciati con i sassi, la cornici fatto con le conchiglie che si trovavano in spiaggia, le ripetizioni di matematica, mia sorella che impara ad andare in bicicletta, la mia prima volta con la macchina in una strada che non fosse urbana, i bagni di mezzanotte, le prime uscite con gli amici (con coprifuoco assurdo), le sedie scomodissime del cinema estivo, le grandi delusioni e poi alla fine il grande amore.
Il grande amore, quello che mi ha fatto trasferire qui, senza nessun rimpianto. Perché dopo un anno da cittadina cervese, ho ancora quella sensazione di essere in una sorta di rifugio, di limbo perenne proprio come quando ero adolescente.
Solo che ora la mia curiosità per le discoteche e la movida ha lasciato il posto a quella per la cultura e la tradizione, facendomi rendere conto di come Cervia sia in realtà un piccolo scrigno da scoprire, a partire dalla civiltà del sale che per quasi due millenni l’ha resa una delle località più importanti per la produzione, la storia e il commercio dell’oro bianco. Ora quella civiltà potrebbe rivivere grazie al progetto “Ecomuseo del Sale”, un nuovo percorso alla scoperta di questa antica e affascinante tradizione.
Se ne è parlato anche nell’ambito di “What if?” il 23 giugnoscorso durante l’incontro partecipato “Cervia dei paesaggi. Per un ecomuseo del patrimonio cervese”.

FAENZA – Beatrice Ghetti
Di Faenza porto nel cuore tanti ricordi. Come quello della grande locomotiva che si trovava (e forse c’è ancora) all’interno del Parco Bucci o le passeggiate in centro con le bellissime colline sullo sfondo. La Rocca di Brisighella in lontananza e le voci del palio. E come dimenticare le innumerevoli gite della scuola al Museo della Ceramica con le mani sporche per aver provato a maneggiarla nei laboratori. La ceramica, grande eccellenza della nostra terra, come non considerarla cultura? Ma mica solo il vaso della mamma, quello che bisognava stare attentissimi a non toccare per non romperlo. No, la ceramica non è solo tradizione, è anche innovazione, sperimentazione e fusione di generi artistici diversi. E’ proprio questo che vedremo tra gli eventi di “What If?”: una fusione tra arte, design, musica e chissà che altro.

ALFONSINE – Elena Sabattini
In quel labirinto mi ci perderei volentieri: il Labirinto Effimero, dove la scelta sbagliata è davvero dietro l’angolo, ma mai del tutto. L’Azienda Galassi e l’artista land Luigi Berardi hanno dato vita al labirinto più grande d’Europa, con un percorso meraviglioso tra i campi di circa 4 chilometri. Un po’ come fare una passeggiata per la dolce Alfonsine dove invece è quasi impossibile perdersi. Terra della frutta dove in estate tutti i profumi della Romagna vengono sprigionati. Sì ho deciso, questa estate il mio compleanno lo festeggerò lì con i miei cari, sotto un gazebo di tela bianca immerso nei campi. Le lucciole saranno le benvenute.

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foto di antonella barozzi

FORLI’ – Beatrice Ghetti
Forlì dista solo poche decine di chilometri da Ravenna. Il percorso tra le due città corre lungo il Fiume Ronco e attraversa campi sterminati, coloratissimi frutteti, ville signorili che ricordano le fiabe e i paesini isolati pieni di autovelox. Così vicine, così diverse: Forlì è austera, solida, squadrata. Niente a che vedere con le forme irregolari, gli archi, i colori dei mosaici. Eppure anche la città degli Ordelaffi ha un discreto fascino, con le sue torri che svettano sopra i palazzi regolari, con gli spazi enormi di piazzale della Vittoria, dei viali principali o di piazza Saffi. Anche Forlì è una città piena di cultura: ha forse la migliore scuola di Scienze Politiche in Italia (quella dove studio io, tanto per dire!), una biblioteca quasi futuristica e cinema, tanto cinema. Nonostante tutte le sale cinematografiche in città abbiano chiuso i battenti negli ultimi anni, Forlì ha sempre un occhio di riguardo per quest’arte meravigliosa. Venerdì e sabato, infatti, per “What If?”, sono in programma due giornate all’insegna di laboratori, conferenze, giochi e proiezioni, tutte sul grande mondo dell’audiovisivo. E io ci andrò, proprio perché il cinema è un po’ la mia seconda casa.

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foto di antonella barozzi

CESENA – Francesca Fabbri
Sicuramente non sono la persona più adatta a parlare delle bellezze di Cesena o del suo incredibile passato ottimamente conservato, però posso parlarvi di come Cesena mi ha conquistata, giorno dopo giorno, senza arroganza, ma con strabiliante semplicità.
Cesena mi ha rapita prima di tutto per la sua movida notturna: un teatro trasformato in una discoteca, ancora lo trovo uno dei posti più suggestivi dove poter ballare fino a mattina.
Mi ha accompagnata durante le pause pranzo trascorse a mangiare passeggiando sui ciottoli della lunga piazza per poi riposarmi in una delle più belle biblioteche del mondo, la biblioteca Malatestiana. Proprio lì il 18 luglio si terrà il convegno di “What If?” “Di che gusto sei? Il giro del mondo in 80 passioni gastronomiche”. Stanca e assonata mi rifugiavo in questa oasi in cui tecnologia e tradizione libraia convivono e si mescolano alla perfezione.
Durante i miei viaggi in macchina, le dolci colline in lontananza, i vigneti, i campi mi hanno reso dipendente dai suoi tramonti serali e dalle sue mattiniere foschie.
Cesena mi sta ancora conquistando e ogni volta che ci torno scopro qualcosa di nuovo, un negozio, una fiera che profuma di lavanda, un piccolo vicolo con i balconi fioriti. Quindi prometto vi terrò aggiornati, sperando di conquistare anche qualcun altro che mi accompagni in questa splendida città nel cuore della Romagna.

COTIGNOLA – Carlotta Taroni
Sono una cotignolese outsider: potete trovarmi mentre faccio jogging al lago, oppure una volta l’anno a bere un boccale di birra alla festa del paese e un bicchiere di vino a fine vendemmia. Ma l’appuntamento a Cotignola al quale non manco mai è l’Arena delle Balle di Paglia, quest’anno tappa di “What If?”. Un teatro scolpito nel fieno che tutti ci invidiano: ci si può rilassare sull’argine del fiume, oppure scatenarsi al ritmo dei concerti, godendosi la brezza che abbiamo solo in campagna. Dal 17 luglio mi trovate sempre lì, per il resto dell’anno cercatemi a Ravenna.

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