[Parlami di tER #108] La sfida

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[Parlami di tER #108] La sfida


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Parlami di tER è una serie di racconti dell’Emilia-Romagna. Sono sguardi d’autore gettati sulla regione da donne e uomini che son nati, vivono o semplicemente si sono innamorati di questa singolare, bellissima, terra con l’anima. E con il racconto di oggi prende il via la collaborazione tra TER e Ravenna2019 candidata Capitale Europea della Cultura. Ogni secondo mercoledì del mese Ravenna ci racconterà un pezzetto di sé: una delle storie, dei progetti, delle ragioni che la rendono unica e ne fanno la candidata naturale per diventare Capitale Europea della Cultura 2019.

“La sfida per diventare Capitale Europea della Cultura è un’occasione per misurarsi con la capacità di immaginare il proprio avvenire.”

Così inizia il dossier di candidatura consegnato al Ministero lo scorso 20 settembre, frutto di appassionanti anni di lavoro e tentativo di sintetizzare un percorso, ora al vaglio della Commissione giudicatrice. Entro fine anno una rosa di città italiane sarà ammessa alla seconda fase di selezione che eleggerà la vincitrice entro la fine del 2014. Ravenna, che lavora a questo obiettivo dal 2007, ci crede, anche in virtù di un cammino che ha messo al centro la partecipazione in tutte le possibili forme, decidendo di non delegare il lavoro a consulenti esterni. La candidatura appartiene al territorio e alle sue risorse.

We Stand For Europe, azione coreografica Piazza del Popolo, Ravenna, 9 maggio 2013_Photo_Luca Di Giorgio_Snaphoto

Questi ultimi tre anni sono stati intensissimi: allo Staff di Ravenna 2019 è stato affiancato un Comitato Artistico-Organizzativo composto da operatori culturali in larga parte under 40, ponte fra istituzioni, associazioni e cittadini; sono stati attivati 28 gruppi di lavoro disciplinari in tutta la Romagna; un’Open Call sul territorio ha raccolto 400 spunti progettuali; sono stati invitati a Ravenna esperti provenienti da altre Capitali Europee della Cultura, ma anche scrittori e letterati europei per discutere pubblicamente del “Mosaico di Culture” e delle “Cinquetracce”, rispettivamente lo slogan della candidatura e l’articolazione del Programma; un treno storico (Romagna Express 2019) ha portato in Romagna i contenuti del progetto; il centro cittadino è stato abitato da una rassegna estiva di cinema e da concerti, spettacoli per bambini, performance. Sul Candiano un mostro marino minaccia una barca di topolini naufraghi che ci guardano dalle pareti dell’ex Mangimificio Martini, ex-voto nel cuore della Darsena per una comunità che ripone nella cultura molte speranze per il futuro: è il wallpainting commissionato da Ra2019 a Ericailcane, streetartista di fama mondiale.
Tutto questo e altro ancora è confluito nelle 80 pagine del dossier.

foto sartoni ericailcane
Ravenna custodisce uno straordinario patrimonio storico, artistico e architettonico, ma le ragioni della candidatura non si fondano solo su questo, e nemmeno in via esclusiva su di un sistema di manifestazioni e istituzioni spesso di livello internazionale.
Ravenna si candida innanzitutto perché si ritiene in grado di rappresentare in modo esemplarmente efficace il nostro Paese. La sua dimensione, la sua storia, le testimonianze artistiche di cui è ricca, il legame con Dante e le origini della nostra lingua, il rapporto del territorio con l’acqua: tutti questi aspetti delineano un modello di città che rispecchia l’identità italiana e che può contribuire positivamente al processo di costruzione dell’identità europea. Nel dossier di candidatura si possono leggere queste tensioni, in un programma suddiviso in cinque grandi tracce che ci parlano della diversità culturale, della necessità di fare i conti con il conflitto, dell’urgenza di spingersi verso il non conosciuto mettendo al centro l’innovazione e la visionarietà dell’arte, guardando in particolare ai giovanissimi, senza dimenticare che ogni impresa acquisirà maggior valore quanto più saprà essere collettiva e agganciarsi ai segni identitari della nostra storia e del nostro territorio (il mare, ma non solo).

bernabini visioni eterno

Il Programma Culturale si sviluppa in diciotto nuclei tematici, che a loro volta prefigurano progetti da sviluppare da qui al 2019: un festival dei quartieri interculturali d’Europa; eventi di piazza; parate che enfatizzano la diversità culturale del continente; cicli di concerti nei luoghi più insoliti; eventi in spazi ad alto potenziale culturale (Case del Popolo, colonie marine, stabilimenti balneari ecc.); settimane per la divulgazione scientifica; mostre sull’oro nell’arte e sugli artisti europei in viaggio per l’Emilia-Romagna; gemellaggi fra classi romagnole ed europee intorno ai 100 canti della Commedia e integrali rappresentazioni del capolavoro dantesco; settimane dedicate alle arti bulgare (l’altra nazione che esprimerà la Capitale 2019); nuove reti che connettono le città di porto europee. E poi percorsi di trekking fra natura e storia, progetti legati alla memoria delle aziende del porto, eventi che valorizzano le tradizioni romagnole in agricoltura, ospitalità, gastronomia, e ancora prototipi di scambi europei per operatori culturali e tante altre proposte.

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Se il nostro percorso procederà fino al 2019, vedremo una nuova Ravenna con infrastrutture più forti e nuovi contenitori culturali. In particolare nella Darsena di città dove potrà nascere qui un polo per le arti, per il turismo, per la giovane impresa attraverso percorsi di riuso temporaneo e di ridisegno urbanistico e architettonico. Senza dimenticare gli spazi che inaugureranno fra Bassa Romagna, Cesena, Faenza, Forlì, Rimini.
Non sappiamo se i nostri progetti e il nostro impegno appassionato riusciranno a convincere la Commissione. Sappiamo però che, pur non immune da errori e possibilità di miglioramento, il lavoro collettivo svolto in questi anni lascerà tracce importanti per lo sviluppo futuro di Ravenna e della Romagna.

Per leggere, scaricare, condividere il dossier, clicca qui

Photo credits: Luca di Giorgio/Snaphoto, Luca Sartoni, Andrea Bernabini, Andrea Rambelli

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