[Parco Poesia] E’ uscito “Oltre le ringhiere” il libro vincitore della scorsa edizione del Premio Rimini

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[Parco Poesia] E’ uscito “Oltre le ringhiere” il libro vincitore della scorsa edizione del Premio Rimini


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#ParcoPoesia è la rubrica letteraria di Travel Emilia Romagna. Ogni settimana segnalazioni, racconti e poesie di autori emiliano romagnoli consigliati dalla redazione di Parco Poesia, un festival ed un osservatorio dedicato ai nuovi talenti ed agli autori della poesia contemporanea italiana. Un taglio diverso ed una dimensione letteraria per vivere l’Emilia Romagna attraverso i suoi versi più belli.

Questa settimana pubblichiamo un articolo di presentazione di Oltre le ringhiere” di Filippo Amadei (poeta e scrittore ravennate che vive a Forlì) , opera vincitrice della scorsa edizione del Premio Rimini che il 21 marzo sarà donata ai 500 studenti che formeranno la giuria popolare dell’edizione 2015

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E’ uscito finalmente per l’Editore Walter Raffaelli “Oltre le ringhiere” il libro con cui Filippo Amadei ha vinto la prima edizione del Premio Rimini per la poesia giovane.

Scelto come finalista dalla Giuria Junior, votato collettivamente con nove voti su undici, Filippo Amadei il 29 marzo 2014 ha conquistato i 500 studenti della giuria popolare, vincendo con 104 voti la prima edizione del premio.

Il libro, che sarà presentato ufficialmente nel corso della prossima premiazione il 20 e 21 marzo 2015, e donato a tutti gli studenti che comporranno la giuria popolare, esce in una veste esile ed elegante, con copertina color ghiaccio e un piccolo segnalibro che riporta la biografia dell’autore accompagnata da uno scatto di Daniele Ferroni.

Un’opera concentrata ma nello stesso tempo compiuta, in cui Amadei trova la maturità dei suoi temi e della sua lingua. Una precisa consapevolezza si coglie fin dalla citazione di Philip Larkin scelta in esergo: “ogni giorno grigio, ogni atto disperato/ costruisce le rupi da cui lo spirito spicca il balzo”.

Oltre le ringhiere risponde a pieno alla volontà del Premio Rimini di promuovere la pubblicazione di un libro importante; è tutt’altro che una raccolta messa insieme per un premio, è un’opera attesa e curata negli anni, piena di vita anche nella dedica e nella scelta da parte di Filippo di avere un prefatore esterno alla giuria, che condividesse un profondo percorso di amicizia con l’autore e con la formazione della sua scrittura. Una scelta da noi sostenuta e incoraggiata, perché autentica e libera.

Riportiamo un piccolo brano dalla bella prefazione di Francesco Tomada e alcune poesie da Oltre le ringhiere.

Le aperture sorprendenti che rendono così preziosa la poesia di Filippo Amadei sono il filo conduttore della vita stessa: per “cercare in alto / ogni angolo di luce” è necessario spalancare gli occhi, fissare la propria attenzione sul bene e sulle persone, “riconoscere l’uomo /nell’uomo di fronte”, e non si tratta di un percorso rettilineo, quanto di una conquista, perché “la verità, anche la più piccola / idea creduta vera” deve lottare per poter essere riconosciuta ed affermare il proprio diritto ad esistere in chi la coltiva. Solo allora possiamo vantare il diritto ad una ingenuità adulta, sapendo bene il dolore e la fatica che ci è costata, ma anche nella convinzione che la bellezza del presente è in grado di ricompensare il nostro atto di fiducia, come quando il meteo dava pioggia e invece “guarda i tuoi panni / nel vento, contro ogni logica / saranno presto asciutti”.

 Dalla prefazione di Francesco Tomada

FILIPPO AMADEI da OLTRE LE RINGHIERE

Fin da piccolo mio padre mi ha insegnato

a farmi il segno della croce

davanti a un cimitero, oppure solo

alzare la mano in segno di saluto

non so il motivo (come fanno

i morti a vederci da quei cancelli

di ferro battuto, dietro le scure

file di pioppi, non sono già andati tutti

all’aldilà?), ma lo faccio sempre

forse perché spero che qualcuno

particolarmente nostalgico

sia rimasto ancora qui a credere

che non siamo andati via per sempre.

***

MATTINA DI NATALE

Ma c’è sempre fretta nei vostri occhi

di essere altrove, dove avete da fare

si mischia ai regali da scartare la pena

dei giorni feriali che non v’abbandona

mai, neanche in queste feste comandate

per una volta vorrei comandarvi io

di stare in pace, la mente sgonfia

al riparo dalle lance dei giorni a venire

e il vostro cuore che è qui

come appena nato

che ritrova insieme al mio fiato.

***

La bellezza esplode fuori dalla galleria

un lampo che raschia le ossa

le membrane degli occhi impazzite

dopo il torpore del buio

è tutta una deflagrazione di luce

il dolore della tua smorfia nascosta

in un sorriso annacquato, non bastano

i pensieri a contenerci, viviamo

sempre un poco oltre l’orlo

e cosa stanno a fare questi giorni

– mi chiedo, questa estate rubata

all’autunno, che è l’unica cosa che accetto

possa esserci rubata: non l’Italia

non i nostri soldi, non la vita

che preme come una spina

non i nostri amori vivi.

***

ATTRAVERSO DI NOI

Cosa ha visto, quali cieli

dolorosi sono entrati nella retina

la frenesia breve delle ali, motori

impazziti prima dell’avaria, quale acerbo

destino spingevano lontano

quando è caduto e la picchiata

ha risucchiato l’aria di tutti

il petto saldato, l’arcata alare spalancata

come una porta, non c’è più morte

nella stanza, non c’è più vita

tutto è qui, il vuoto che fissa

attraverso di noi.

***

IL LIMPIDO DELLE FINESTRE

Oggi diventi il limpido delle finestre

che mi riflettono nel sole, diventi qualcosa

più simile all’aria di maggio

che fa rivivere i muri, la piscina secca

le palme impacchettate dentro al cellophane

quando credo le cose inanimate

è segno che l’inverno è stato duro

e mi ha fatto dimenticare persino

che quell’uomo con la barba sono io

quando sei in me, doloroso

come una croce inchiodata ai pensieri

gli oggetti prendono vita, si alzano

dal buio, lanciano a riva il ricordo di te

dopo il lavoro in albergo – eri un sorriso

allora, eri la spiaggia della tua fronte

tornata liscia, tu mi servi

per tornare me.

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