Niente Panettone, niente Pandoro, siamo in Emilia-Romagna! [Parte 1]

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Niente Panettone, niente Pandoro, siamo in Emilia-Romagna! [Parte 1]


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I veri pan dolci natalizi dell’Emilia-Romagna: Pampepato e Spongata

Non c’è Natale senza Pan Dolce! Ma dimenticatevi dei soliti Pandoro e Panettone dei supermercati, qua siamo in Emilia-Romagna e con la gastronomia non si scherza mica; qua il Natale si vive da secoli con versioni specifiche di pandolce che seguono tradizioni antichissime. Vi vengono già in mente ricette e nomi? Se no, non vi preoccupare che risolviamo subito 😉 Oggi vi portiamo indietro nel tempo per scoprire un pezzo natalizio di patrimonio storico-gastronomico della nostra regione in quattro parole: Pampepato, Spongata, Certosino e Miacetto; i più tradizionali dolci di Natale della regione. Torniamo alle nostre radici e vediamo com’è che queste prelibatezze sono nate, quando, perché e… ovvio, come si fanno ;D così che ci prepariamo per un dolce Natale in regola con la tradizione che ci regala delizie frutto di esperienze secolari.

A Natale, in tempi antichi un dono poteva essere una preparazione speciale, non era da poco perché in quei tempi spezie e frutta erano di grande valore e le preparazioni erano lunghe, potevano durare diversi giorni. E’ cosi come diversi dolci si sono istituiti come tradizione speciale, un regalo che ci si poteva permettere una volta all’anno, perché carico di elementi preziosi; spezie portate da lontano dopo lunghi viaggi e frutta secca e sciroppata, candita o macerata che si manteneva con lo zucchero finche arrivava il girono del suo utilizzo. Questi ingredienti compaiono insieme nei diversi sapori natalizi e formano i ricordi di Natali passati e i dolci tradizionali di cui vi parliamo oggi.

IL PAMPEPATO:

Pandolce antico di forma rotonda, il cui antenato sembra sia stato il melatello (un dolce fatto con farina e acqua melata –acqua usata per risciacquare i contenitori del miele); sotto ispirazione di alcuni pani d’oriente questo è stato poi arricchito durante il medioevo con le spezie per farlo diventare un dolce sfarzoso degno delle corti.

Questo dolce si è stabilito come forte tradizione nella zona di Ferrara …quindi sono stati gli Este a partecipare nella reputazione della preparazione, si dice che la prima comparsa sulla loro tavola sia stata fatta intorno a 1600. Ma siccome la storia vuole cambiare le cose e gli Este doverono restituire Ferrara allo Stato Pontificio di Roma, il dolce eccellente dové accontentare adesso al Papa! Come fare? Il compito passò alle mani di delle monache di clausura del convento Corpus Domini che lo inviarono agli Alti Prelati come omaggio natalizio e così nacque l’atro nome di questo dolce: il Pampapato (pane del Papa).

Una caratteristica particolare di questo dolce oggi è la sua copertura di cioccolato fondente, questa risale ai primi del 900, prima il cacao era ancora più pregiato, un bene di lusso per pochi che si aggiungeva come polvere. Oggi il Pampepato o Pampapato convive con altri cambiamenti storici che lo rendono ancora più ricco: cubetti di scorza d’arancio candito, mandorle, nocciole, miele e aromi naturali, sono alcuni dei suoi ingredienti, se cerchi la ricetta, la trovi qua.

Se vuoi sapere di piu’ su questa tradizione, ti suggeriamo questo bel articolo della Pro Loco di Ferrara.

LA SPONGATA:

Un dolce emiliano, il cui nome deriva da “sponga” (spugna) che richiama da una parte la lievitazione dello zucchero cotto e dall’altra la parte esterna della torta che è irregolare e bucherellata come una spugna. La sua ricetta risalirebbe al ‘300 ma ci sono indizi che possa essere ancora più antica.

Si dice sia un dolce di carattere diplomatico giacché diversi documenti (come il registro delle Masserie Estensi e i fogli dell’archivio di Modena) riflettono il suo valore come dono formale politico. Possiamo dedurre quindi che sia un dolce lussuoso, e’ infatti lo era, al punto che durante il rinascimento, nell’area reggiana era vietato in periodo di carestia perché considerata troppo ricca d’ingredienti.

Secondo alcuni la spongata è legata alla tradizione ebraica della pianura dell’Emilia, altri ne trovano radici anche nell’epoca romana collegata poi alla tradizione dei pani melati. Quello che è certo è che geograficamente si concentra come tradizione gastronomica di Reggio Emilia, principalmente a Brescello e stendendosi nei dintorni da Parma fino a Modena. E siamo certi anche del buon risultato della storia: una pasta sottile e croccante, zucchero a velo, una morbida farcitura bruna dal pronunciato sapore speziato. Volete provare a farla anche voi? Qua trovate la ricetta.

Ulteriori curiosità storiche le potete trovare qua nel sito dell’Accademia Italiana di Cucina

Per ora vi lasciamo questi due pandolci natalizi dell’Emilia-Romagna, ci sono altri ma come questi sono tanto carichi di storia e ingredienti che per gustarli meglio ve li raccontiamo la prossima settimana 😉

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