Musei del gusto a Bologna

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Musei del gusto a Bologna


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Dopo avervi condotto tra i sapori della Romagna e per le ricche produzioni dell’Emilia, eccoci arrivati all’ultima tappa del nostro viaggio alla scoperta del Musei del Gusto del’Emilia-Romagna.
Questa volta vi portiamo alla scoperta dei Musei del Gusto a Bologna, capitale regionale che sorge al centro della #FoodValley, la grande valle del cibo italiana che raccoglie molte delle migliori produzioni nazionali.

Se quindi siete ancora interessati alla dimensione culturale della gastronomia, al modo in cui si producono, trasformano e conservano i prodotti che dalla terra arrivano alla tavola, seguiteci in queste 4 ultime tappe dedicate ai Musei del Gusto a Bologna:

Museo del Castagno
Museo del Gelato Carpigiani
Enoteca Regionale dell’Emilia-Romagna
Museo della Patata
Istituto Nazionale di Apicoltura

Musei del Gusto a Bologna

Il Borgo di Dozza sede dell’Enoteca Regionale dell’Emilia-Romagna – Foto di Durelli Massimo via Wikipedia


Museo del Castagno


Il Museo del Castagno di Castel del Rio sorge sulle colline imolesi, in provincia di Bologna e racconta uno dei più conosciuti prodotti delle montagne dell’Emilia-Romagna, il Marrone (da non confondere con le più comuni castagne dalle quali si differenziano per un gusto più dolce e profumato che esalta gli aromi del bosco).

Il Museo è organizzato per portare a conoscenza di tutti le caratteristiche naturali dell’albero di Castagno, il suo ambiente di crescita ed i suoi valori economici e culturali. Il percorso espositivo parte quindi dalla descrizione e dalle caratteristiche dell’ambiente in cui si sviluppa l’albero di castagno, per passare poi all’evoluzione storica del suo incontro con l’uomo.
Secondo una leggenda infatti il castagno sarebbe un albero importato la cui diffusione in Emilia-Romagna si deve all’opera di Matilde di Canossa durante il Medioevo, pertanto la sua presenza è dovuta principalmente all’azione dell’uomo.

Una splendida occasione per visitare il museo, conoscere l’ospitalità del paese e degustare questo prelibato frutto sono le domeniche di ottobre, periodo durante il quale si svolge la Sagra del Marrone di Castel del Rio con il tradizionale mercato e stand gastronomici che propongono specialità a base di marroni.

Museo del Castagno
Castel del Rio (Bo)


Museo del Gelato Carpigiani


Il Museo del Gelato Carpigiani di Anzola dell’Emilia è forse uno dei pochi musei dedicato ad uno dei i prodotti più conosciuti ed apprezzati nel mondo, il Gelato Artigianale. Tra i pià apprezzati e visitati dei Musei del Gusto a Bologna, i suoi spazi sono allestiti all’interno degli spazi dello stabilimento Carpigiani, storica azienda emiliana specializzata nella produzione di macchine per gelati.

Il Percorso espositivo interattivo ripercorre la storia del Gelato dall’antichità fino a nostri giorni e si sviluppa su 3 livelli di lettura: l’evoluzione del gelato nel tempo, la storia della tecnologia produttiva, i luoghi e i modi del consumo del gelato.
Vi si trovano aneddoti sull’uso del ghiaccio nell’antica Mesopotamia, sulle preparazioni del Medio Evo, sulle ricette rinascimentali fino ad arrivare alle moderne macchine industriali.
Un excursus di golosità lungo tre millenni che accompagna tutta l’evoluzione dell’uomo ed in cui ripercorrere la storia del gusto, delle mode e della gastronomia gelatiera. Cibo per la mente, ma anche e soprattutto storie e curiosità da gustare con tutti i sensi disponili questa prelibatezza tutta italiana.

Museo del Gelato Carpigiani
Angola dell’Emilia (Bo)


Enoteca Regionale dell’Emilia-Romagna


Tra i più completi e forniti Musei del Gusto a Bologna, l’Enoteca Ragionale dell’Emilia-Romagna soprge all’interno dei sotterranei della suggestiva Rocca del borgo dipinto di Dozza come luogo consacrato a rappresentare e a promuovere una delle produzioni più caratteristiche dell’intera Regione: il vino. E’ qui infatti ospitata la più completa mostra permanente di vini emiliano-romagnoli comprendente circa 800 etichette di vini prodotti da più di 200 produttori associati.

La mostra si sviluppa negli antichi locali della Rocca, in quelli che un tempo erano i sotterranei del castello e, per i più esigenti, è possibile effettuare la visita anche accompagnati da un Sommelier. Inoltre tutte le domeniche all’interno dell’enoteca viene aperto un wine bar, dove vengono organizzati banchi di assaggio, anche tematizzati, sulle tipologie di vino e sempre accompagnati da abbinamenti con i buonissimi prodotti locali.

Per facilitare una più ampia comprensione possibile del vino emiliano-romagnolo, il percorso dell’esposizione è organizzato come un “pranzo all’italiana”: dove alle normali portate dell’antipasto, del primo, del secondo e del dolce vengono abbinati specifici vini regionali.
Inoltre lungo il percorso non mancano vini di uve recuperate e che oggi fanno parte del catalogo dell’agrobiodiversità regionale, cosi come non manca uno sguardo agli aceti Balsamici, nelle due varianti di Reggio Emilia e di Modena, ed ai i liquori locali.

Ottime occasioni per visitare l’Enoteca Regionale dell’Emilia-Romagna sono la “Festa del vino” che ogni anno si tiene nel mese di maggio nel centro del borgo di Dozza, la “Festa dell’Albana” a novembre e a settembre, con cadenza biennale, la rassegna del “Muro dipinto”, dove per tre giorni pittori da tutto il mondo si confrontano sull’arte dei murales.

Enoteca Regionale dell’Emilia-Romagna
Dozza (Bo)


Museo della Patata


Il Museo della Patata, inaugurato nel 2008 nel territorio di Budrio, è una collezione di macchine ed utensili che va da inizio 1900 fino ad arrivare agli anni ’70.
La Patata pur essendo una specie che è nata e si è diffusa nel mondo a partire dall’America, ha trovato proprio qui in Italia ed in Emilia Romagna una situazione climatica ideale. Avversata per oltre un secolo come un frutto del diavolo, a causa del suo crescere sotto terra, la patata iniziò ad essere studiata dai botanici proprio nell’Università bolognese, divenendo un alimento fondamentale solamente nel 1700 con il passaggio degli eserciti napoleonici.

L’esposizione del Museo della Patata di Budrio è divisa in tre distinte sezioni: una dedicata alle macchine pianta patate e scava patate, una agli attrezzi utilizzati per la raccolta ed una agli irrigatori, così importanti per questa coltura. Si tratta di macchine realizzate da “agricoltori-meccanici” o artigiani locali che, proprio come per i grandi marchi automobilistici locali, hanno sfruttato l’ingegno e l’esperienza di chi si trovava ogni giorno ad affrontare i problemi, producendo migliorie, pezzi ed utensili unici.

Inoltre la presenza del Consorzio Patata di Bologna DOP, composto da due associazioni di produttori, alcuni produttori agricoli, cinque cooperative e quindici commercianti privati, testimonia l’importanza economica di questa solanacea americana nel comprensorio bolognese. Due grandi Associazioni di produttori che raccolgono attorno a sé oltre 2.000 agricoltori, a garanzia dei consumatori della patata di Bologna e nel rispetto della qualità di un prodotto unico, il quale deriva la propria unicità da fattori locali quali il suolo, il microclima, la capacità produttiva degli agricoltori legata all’innovazione e alla tradizione.

Museo della Patata
Budrio (Bo)


Istituto Nazionale di Apicoltura


L’Istituto Nazionale di Apicoltura di Bologna offre una curata esposizione sugli usi e sui costumi legati al “nettare degli dei” e, non a caso, sorge proprio nel territorio che vide nascere per primo l’apicoltura moderna. Alimento dalle origini millenarie e conosciuto per le sue proprietà fin dal tempo dei sumeri e dei babilonesi, fu solamente tra la fine ‘800 e inizio ‘900 che furono gettate le basi per quella che è l’apicoltura moderna.
La mostra all’interno dell’Istituto espone quindi arnie e strumenti per l’apicoltura provenienti da tutte le regioni italiane e costruiti con i più diversi materiali, come ad esempio le antiche gabbiette per il trasporto e la spedizione delle Api Regine o i diversi tipi di affumicatori. Molto suggestivi inoltre i modellini in legno di apiari ispirati alle tradizioni regionali italiane, che mostrano al visitatore piccoli spaccati di villaggi del secolo scorso.

Istituto Nazionale di Apicoltura
Bologna

Musei del Gusto a Bologna

Propolis – Ph. Hadi via Wikipedia

 

Come sempre, anche per i Musei del Gusto a Bologna vale l’indicazione, visto che si tratta di strutture talvolta gestiste da privati o da associazioni di volontariato, di fare una telefonata prima della visita.


La rubrica Musei del Gusto è realizzata basandosi sull’elenco dei Musei riconosciuti dall’Assessorato agricoltura, caccia e pesca della regione Emilia-Romagna.

Autore:

Esploratore e Avventuriero: ama navigare gli oceani, scalare le montagne più alte e surfare sulle onde del web

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