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Mostre, musei, collezioni aperte lungo la Via Emilia

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Mostre, musei, collezioni aperte lungo la Via Emilia


Tempo stimato di lettura: 14 minuti

Ha riaperto la cultura in Emilia-Romagna e lungo la Via Emilia sono tante le occasioni per organizzare un weekend all’insegna del bello: ecco un vademecum sui principali appuntamenti da Piacenza a Rimini. Oltre alle mostre sono riaperti anche i musei con le loro collezioni permanenti, che valgono sempre una visita.

La gioia impalpabile che regalano la bellezza e l’arte, ritorna a spandersi lungo la Via Emilia: da Piacenza a Rimini è tutto un brillare di mostre, musei e collezioni permanenti che meritano una visita.

Naturalmente la fruizione è adesso modulata in base alle nuove regole di sicurezza: prenotazioni obbligatorie, biglietto preferibilmente online, accessi limitati, turni di piccoli gruppi, percorsi prestabiliti, mascherine e distanziamento.

Ma finalmente oggi sono tante le opportunità per un weekend del bello di cui possono godere tutti gli esploratori d’arte e di cultura. Ecco intanto una guida sui principali appuntamenti da non perdere in questo periodo.


Piacenza

A Piacenza Musei di Palazzo Farnese e l’Urban Center

Non si può fare un giro a Piacenza senza godersi la bellezza dei Musei di Palazzo Farnese in piazza Cittadella e il Museo di Storia Naturale all’Urban Center in via Scalabrini, oggi riaperti.
A Palazzo Farnese si possono visitare le sezioni delle sculture, degli affreschi medievali, dei Fasti Farnesiani, il Museo delle Carrozze, la raccolta delle preziose porcellane europee e cinesi e il famoso Tondo di Botticelli.
il Museo di Storia Naturale è organizzato come un percorso esperienziale attraverso i tre principali
ecosistemi del territorio: la pianura, la collina e la montagna.

Il Klimt ritrovato alla Galleria Ricci Oddi

C’è una vera spy-story dietro al Klimt ritrovato che si può finalmente vedere alla Galleria d’Arte Moderna Ricci Oddi. Il quadro “Ritratto di Signora” era scomparso nel 1997 ed era da anni nelle classifiche dei più ricercati al mondo. La tela è stata ritrovata lo scorso 10 dicembre, durante i lavori di ripulitura di un’edera che copriva una parete esterna della Galleria stessa: era in un sacco all’interno di un’intercapedine nascosta nel muro.

Ritratto di signora, Gustav-Klimt © Ricci Oddi

Ritratto di signora, Gustav-Klimt © Ricci Oddi

Ma non c’è solo Klimt in questo spazio d’arte di Piacenza. Il Museo conta oggi più di 400 opere dei più importanti artisti del Novecento e non solo.

Nello spazio della ex Enel a settembre riparte “La rivoluzione siamo noi”

Nell’edificio Ex Enel dei primi decenni del Novecento, adesso ristrutturato e trasformato in un contenitore d’arte, riaprirà il 26 settembre la mostra “La rivoluzione siamo noi”.
Questo edificio del passato di via Santa Franca 36 è stato restituito alla città come luogo per raccontare il tempo presente.
“La rivoluzione siamo noi” è un’esposizione dedicata al collezionismo italiano contemporaneo con oltre 150 opere tra dipinti, sculture, fotografie, video installazioni provenienti da 18 collezioni d’arte che indagano trasversalmente movimenti, stili e tendenze della contemporaneità.

Parma

Parma invita il pubblico a “Fornasetti Theatrum Mundi” alla Pilotta

Si intitola “Fornasetti Theatrum Mundi”, la nuova grande mostra ospitata all’interno del Complesso Monumentale della Pilotta di Parma. L’esposizione è un viaggio tra passato e presente, tra classico e design contemporaneo. Il lavoro mette in dialogo le architetture e le opere del cinquecentesco Complesso con l’immaginario di Piero e Barnaba Fornasetti, creando un ‘teatro del mondo’ e regalando universali ed
emozionanti implicazioni. La mostra dissemina, tra le collezioni della Pilotta, centinaia di opere dell’Atelier, accompagnate da brevi testi esplicativi e da citazioni scelte di altri autori che offrono suggestioni e chiavi di lettura. Fino al 14 febbraio 2021.

Al Complesso di San Tiburzio i 200.000 fiori di “Florilegium”

Un’installazione unica, una cascata naturale di fiori in costante e organico mutamento, composta dalla coabitazione di 200mila diverse varietà, dall’Achillea millefolium al Tortum. Si tratta di Florilegium, la prima personale italiana della britannica Rebecca Louise Law (1980), al complesso San Tiburzio che include anche l’Antica Farmacia San Filippo Neri.
Florilegium è l’evento di punta di Pharmacopea, un progetto di riscoperta dell’identità chimico-farmaceutica di Parma, inserito nell’ambito di Parma Capitale Italiana della Cultura 2020-2021.
Gratuita, adatta ai bambini, l’installazione è il cuore di una ricerca, condotta da Rebecca Louise Law sull’evoluzione e il deperimento di un’opera d’arte.
I luoghi, spesso insoliti, scelti dal progetto dell’artista britannica, sottolineano e creano nuovi itinerari turistici. Fino al 20 luglio e poi da settembre fino al 19 dicembre 2020. Oratorio, di San Tiburzio, Borgo Palmia 6.

  • Florilegium, Installation Chiesa di San Tiburzio, Credits OTTN Projects

  • Florilegium, Installation Chiesa di San Tiburzio, Credits OTTN Projects

  • Florilegium, Installation Chiesa di San Tiburzio, Credits OTTN Projects

  • Florilegium, Installation Chiesa di San Tiburzio, Credits OTTN Projects

  • Florilegium, Installation Chiesa di San Tiburzio, Credits OTTN Projects

Al Museo d’Arte Cinese ed Etnografico i vestiti raccontano la vita dei popolo

Ogni giorno nel mondo, miliardi di individui di aree diverse della Terra indossano un abito che li caratterizzerà. Con la mostra “La moda nel mondo: i vestiti raccontano la vita dei popoli”, aperta al Museo d’Arte Cinese ed Etnografico di Parma, si percorre un viaggio del mondo attraverso i vestiti e gli ornamenti che ogni giorno scelgono e si mettono addosso persone di paesi ed etnie diverse.
L’abbigliamento è comunicazione, è un potente linguaggio sociale. Tramite ciò che si indossa, e agli ornamenti che accompagnano l’abito, è facile capire l’appartenenza a uno stato sociale o a un’etnia, ad una classe sociale. I pezzi esposti provengono dai luoghi in cui hanno operato i missionari Saveriani: Cina, Indonesia, Giappone, Sumatra, Sudan, Burkina Faso.
Ci sono, fra i tanti, abiti liturgici, abiti delle grandi feste, calzature femminili, i burqa azzurri delle donne bengalesi. Sorprendente l’angolo dedicato alle popolazioni amazzoniche che si vestono dipingendo il proprio corpo: come il popolo Kayapò, in un meraviglioso profluvio di piume e tessuti vegetali.

La Pinacoteca Stuard presenta “I quadri di Pietro Barilla”

Nella ricca Pinacoteca Stuard di Parma, fra dipinti e opere d’arte, si può vedere anche il progetto “Quadri di Pietro. Capolavori dalla Collezione Barilla d’Arte Moderna”, che mette in mostra, uno a turno per un anno, le più interessanti opere della Collezione Barilla di Arte Moderna, non esposte al pubblico da più di 25 anni. A giugno il dipinto di turno è “Fruits et orange” di Alberto Savinio. Fino a dicembre 2020.

A Palazzo Rosa Prati c’è “Vincent Van Gogh Multimedia & Friends”

I dettagli, le pennellate, anche le più piccole dei quadri di Van Gogh, come non li avete mai visti prima d’ora. È quello che promette la mostra multimediale “Vincent Van Gogh Multimedia & Friends” aperta nelle fastose sale di Palazzo Dalla Rosa Prati, a fianco del Battistero di Parma.
Il percorso, arricchito con dipinti di Renoir, Monet e Degas, svela l’universo del geniale pittore olandese.
Riprodotti su supporti multimediali ad altissima qualità, i ritratti e gli autoritratti, le nature morte e i paesaggi del pittore prendono vita e avvolgono completamente il visitatore. Fino al 16 agosto.

Reggio Emilia

Reggio Emilia alla Collezione Maramotti “Two Thoughts” di Deininger

Negli spazi della Collezione Maramotti (ingresso gratuito, appena fuori città in via Fratelli Cervi 66) si può vedere Two Thoughts, mostra personale di Svenja Deininger (Vienna, 1974), artista che vive e lavora tra Vienna, Berlino e Milano. La mostra raccoglie un ciclo di nuove opere pittoriche, in dialogo con quattro dipinti degli anni Venti dell’avanguardista polacco Władysław Strzemiński, in prestito dal Muzeum Sztuki di Łódź. Fino al 6 dicembre.
La Collezione Maramotti è una galleria privata di arte contemporanea. In esposizione oltre duecento opere, tra dipinti, sculture e installazioni, rappresentative delle principali tendenze artistiche italiane e internazionali dal 1945 ad oggi.
Lo spazio è la prima sede produttiva storica di Max Mara. Prenotazione obbligatoria.

A Gualtieri (RE) La vita di Antonio Ligabue attraverso le sue opere

C’è anche la leggendaria fotografia che cattura Antonio Ligabue, uno dei più importanti artisti naïf del XX secolo del panorama europeo, alle prese con la sua inseparabile Moto Guzzi, nell’emozionante mostra a Palazzo dei Bentivoglio a Gualtieri dal titolo: “Incompreso. La vita di Antonio Ligabue attraverso le sue opere”.
Il percorso della mostra si dipana in 22 dipinti, fra i quali anche i celeberrimi “Il serpentario” e “Autoritatto con spaventapasseri” e poi ci sono bronzi, terrecotte e anche rari documenti e testimonianze della sua sfortunata esistenza.
Alcune di queste opere sono apparse nel film di Giorgio Diritti “Volevo nascondermi” con la magistrale interpretazione di Elio Germano nei panni di Antonio Ligabue, premiata con l’Orso d’Argento alla Berlinale e con il Nastro dell’anno 2020.
L’esposizione è realizzata della Fondazione Museo Antonio Ligabue in collaborazione con la Regione Emilia-Romagna e Fondazione Cassa di Risparmio di Reggio Emilia Pietro Manodori.

Museo Antonio Ligabue

Museo Antonio Ligabue

Modena

A Modena all’ex Manifattura Tabacchi “Requiem for Pompei”

Cosa vede e cosa cattura con la sua pellicola un appassionato fotografo d’arte passando alcune giornate fra le rovine di Pompei? A Modena, negli spazi del Mata (in via Manifattura Tabacchi) riapre “Requiem for Pompei”, la commovente mostra del fotografo giapponese Kenro Izu, da sempre affascinato dalle vestigia delle civiltà antiche dei cinque continenti.
In esposizione ci sono 55 fotografie inedite, frutto di una visione lirica di quanto è rimasto a Pompei, il giorno dopo l’eruzione del 79 d.C.
La mostra è aperta ogni fine settimana fino al 28 giugno negli spazi del MATA, Fondazioni Modena Arti Visive.

Alla Palazzina dei Giardini la prima volta in Italia di Geumhyung Jeong

Alla Palazzina dei Giardini della FMAV (Fondazione Modena Arti Visive) è stata prorogata fino al 20 settembre la mostra “Upgrade in Progress”, prima personale in Italia dell’artista coreana Geumhyung Jeong (1980) con le sue sorprendenti e inedite sculture create con i più svariati oggetti contemporanei ed apparecchi elettronici dalle sembianze umanoidi.

Bologna

A Bologna la riscoperta di un capolavoro del 1470, il Polittico Griffoni

Un’incredibile odissea lunga 300 anni è la storia della mostra aperta a Palazzo Fava: è la riunione e il ritorno a casa di un dipinto 550 anni dopo la sua realizzazione e 300 anni dopo la sua disgregazione.
Il Polittico Griffoni è una tempera ad uovo su legno e viene realizzato da Francesco del Cossa ed Ercole de’ Roberti per la cappella di famiglia di Floriano Griffoni nella Basilica di San Petronio nel 1470. All’inizio del 1700 però fu smembrato in numerose tavole e messo in vendita.
Le varie porzioni finirono sul mercato antiquario.
Oggi, dopo oltre 300 anni dalla scomparsa, questo straordinario capolavoro del Rinascimento torno a casa e ci torna tutto intero: a Bologna, dopo tanto impegno, sono arrivate tutte le 16 tavole originali.
Questa sfida è stata possibile grazie ai prestiti dei musei oggi proprietari: la National Gallery di Londra, il Louvre di Parigi, la National Gallery of Art di Washington, i Musei Vaticani, il Museo Van Beuningen di Rotterdam e la Pinacoteca di Brera, solo per citarne alcuni.
Al secondo piano la mostra prosegue con la ricostruzione rinascimentale del Polittico, realizzata da Factum Foundation, grazie alla registrazione ad alta risoluzione e alle nuove tecnologie digitali.
Fino al 31 dicembre 2020.

A Palazzo Pallavicini Doisneau, il bacio più romantico della fotografia

Il più romantico bacio del dopoguerra è sicuramente quello scattato dal fotografo Robert Doisneau, con i due giovani innamorati che camminano nel vento della Parigi del 1950: “Le Baiser De L’Hotel De Ville”. Bologna adesso dedica una mostra al fotografo francese noto per il suo approccio poetico alla street photography.
Doisneau ci racconta la Parigi degli innamorati, quella dei bistrot, quella degli atelier di moda e quella dei bambini di strada, regalando ai suoi ammiratori un monumentale affresco di Parigi e dei parigini.
Insieme a Henri Cartier-Bresson, è considerato uno dei padri fondatori della fotografia umanista francese e del fotogiornalismo di strada. Fino al 21 luglio 2020.

“Le Baiser De L’Hotel De Ville”Robert Doisneau Ph. Palazzo Pallavicini

“Le Baiser De L’Hotel De Ville”Robert Doisneau Ph. Palazzo Pallavicini

Etruschi, viaggio nelle terre dei Rasna al Museo Civico Archeologico

Riapre anche la grande mostra “Etruschi. Viaggio nelle terre dei Rasna”, al Museo Civico Archeologico di Bologna. L’ambizioso progetto, dedicato alla civiltà etrusca -basta dire che ci sono 1400 oggetti esposti su oltre 1000 m² di superficie espositiva- sarà visitabile fino al 29 novembre 2020, grazie a tutti i prestatori coinvolti che hanno acconsentito a prorogare la durata dei prestiti.
I reperti provengono da 60 musei italiani e internazionali, tra cui il British Museum, il Louvre, il Museé Royal d’Art e d’Histoire di Bruxelles, il Ny Carlsberg Glyptotek di Copenhagen, i Musei Vaticani.
L’itinerario attraverso le terre degli Etruschi racconta dei molti territori e dei molti modelli di organizzazione dell’Etruria che era davvero (come forse non tutti sanno) molto estesa: dagli Appennini alla Campania.

A Palazzo d’Accursio è aperta la Recherche Humaine di Gilbert Kruft

Fino al 30 giugno nella Sala d’Ercole di Palazzo d’Accursio si può vedere la “Recherche Humaine” di Gilbert Kruft. A cinque anni dalla scomparsa, questa è la prima mostra dedicata interamente all’artista tedesco, scultore e filosofo che per tutta la vita ha cercato di rendere visibile lo spirituale e l’immateriale.
Ingresso gratuito.

Ferrara

A Ferrara Palazzo dei Diamanti presenta Un artista chiamato Banksy!

La grande mostra dell’estate a Palazzo dei Diamanti è dedicata a “Un artista chiamato Banksy!”, l’artista inglese che nessuno ha mai visto e di cui nessuno conosce il volto, ma di cui tutti ammirano le opere di Street Art.
Banksy, nato a Bristol intorno al 1974, è probabilmente oggi il più grande artista globale del nuovo millennio. Il suo è un caso di popolarità straordinaria per un autore vivente che non si vedeva dai tempi di Andy Warhol.
Palazzo dei Diamanti riunisce oltre 100 opere e oggetti originali dell’artista britannico: dai dipinti della primissima fase fino alle opere del 2019, come la scultura Mickey Snake con Topolino inghiottito da un pitone. Tra le oltre 30 serigrafie, ci sono le ormai iconiche “Girl with Balloon”, serigrafia su carta del 2004-05 (votata nel 2017 come l’opera più amata dai britannici) e “Love is in the Air”, che riproduce su fondo rosso lo stencil apparso per la prima volta nel 2003 a Gerusalemme sul muro costruito per separare israeliani e palestinesi e che raffigura un giovane che lancia un mazzo di fiori.
Completano la mostra poster da collezione, le banconote Banksy of England, alcune t-shirt rarissime e i progetti di copertine di vinili.
Fino al 27 settembre 2020.

"There is Always Hope" Banksy, Palazzo dei Diamanti Ferrara

“There is Always Hope” Banksy, Palazzo dei Diamanti Ferrara

Al Castello Estense “Tra simbolismo e futurismo Gaetano Previati”

Anche il Castello Estense riapre i suoi spazi e riprende l’allestimento “Tra simbolismo e futurismo. Gaetano Previati”. Sospesa come un ponte d’arte tra Ottocento e Novecento, la figura di Previati ha avuto un ruolo fondamentale nel rinnovamento dell’arte italiana alle soglie della modernità. È considerato un erede della tradizione romantica e un anticipatore delle ricerche d’avanguardia futuriste.
Fino al 27 dicembre 2020.

Riapre la Delizia con “Schifanoia e Francesco del Cossa. L’oro degli Estensi”

Palazzo Schifanoia, meravigliosa antica Delizia della dinastia Estense, torna finalmente a brillare per la gioia del pubblico. Dopo un lungo periodo di restauro post sisma e dopo la chiusura dovuta all’emergenza sanitaria, riapre parzialmente l’antica residenza di svago degli Este, un luogo che ha accompagnato i fasti della dinastia e affascinato per secoli i suoi visitatori.
Per l’occasione è aperta la mostra “Schifanoia e Francesco del Cossa. L’oro degli Estensi”, raccolta di opere legate alla figura di Borso Este e altri pezzi dedicati alla Ferrara rinascimentale. Un viaggio tra gli artisti che si sono ispirati al capolavoro presente a Palazzo Schifanoia: il Salone dei Mesi di Francesco del Cossa (1430-1478).
Fino al 13 settembre 2020.

Ravenna

Il Mar di Ravenna presenta una novità: il Martirio di San Bartolomeo

Il Mar -Museo d’Arte della città di Ravenna riapre al pubblico e presenta una novità: un’opera di Nicolò Rondinelli, il “Martirio di San Bartolomeo”, acquistata dal Museo nel 2018.
L’opera rimarrà esposta fino al 30 agosto 2020. Nicolo’ Rondinelli, artista ravennate, è stato una figura di rinnovamento nel panorama artistico di Ravenna tra la fine del Quattrocento e gli inizi del Cinquecento, quando la città stava vivendo un periodo di rinascita sotto la protezione del Leone di San Marco.
Per l’adeguamento dei protocolli sanitari il percorso di visita alle collezioni è adesso a senso unico e segue una linea retrospettiva che parte dalla contemporaneità per risalire alle opere più antiche.

A Palazzo Rasponi dalle Teste c’è Ericailcane: “Potente di fuoco e altri disegni”

A Palazzo Rasponi dalle Teste c’è la mostra “Potente di fuoco e altri disegni” dell’artista Ericailcane. È una delle esposizioni più ricche di sempre per varietà e per quantità di disegni dedicate a questo artista di Street Art.
Il progetto risponde a una sfida: cosa avviene se riscopri gli animali disegnati da bambino e li reinterpreti con il tuo stile di oggi? La mostra è costituita da 88 disegni su carta, raffiguranti animali reali e fantastici: da una parte quelli realizzati nel lontano 1985 dal piccolo Leonardo all’età di 5 anni e conservati dai genitori che, venticinque anni più tardi, li hanno riconsegnati al figlio, diventato l’artista Ericailcane. Dall’altra gli animali di ieri diventati “adulti”: al segno infantile è subentrato quello controllato in anni di esercizio di un talento artistico non comune.
Tra i disegni inediti vi è una serie di recentissime carte di grande formato in bianco e nero, create nei giorni bui del lockdown, opere che accoglieranno i visitatori all’ingresso del percorso.
I lavori di Ericailcane, oggi noti a livello internazionale, sono caratterizzati da una precisione estrema con cui delinea animali dalle movenze umane, inseriti in contesti estranianti e carichi di significato sociale ed ecologico.
A Ravenna Ericailcane ha realizzato una delle sue più importanti e monumentali opere, in zona Darsena: è dipinta sui muri in mattoni del vecchio mangimificio ex Mosa.
Fino al 7 luglio.

Al Museo Civico di Bagnacavallo la mostra su Renato Bruscaglia

Il Museo Civico delle Cappuccine di Bagnacavallo in occasione della riapertura presenta la mostra “Renato Bruscaglia. Una donazione per Bagnacavallo”.
Il lavoro è dedicato alle opere di Renato Bruscaglia (1921-1999), uno dei più grandi incisori di paesaggi del secondo Novecento ed esponente di spicco della cosiddetta “Scuola di Urbino”.
Nel percorso i visitatori potranno vedere anche un video di presentazione.

Forlì-Cesena

Il viaggio di Ulisse riparte: la grande mostra prorogata di oltre 4 mesi

Riparte la grande mostra forlivese sul Viaggio di Ulisse ai Musei San Domenico. Gli spazi della Chiesa di San Giacomo si riaprono con l’allestimento “Ulisse. L’arte e il mito”, dedicato all’eroe dell’Odissea, tratteggiato tanto dall’arte quanto dalla letteratura e dal cinema: oltre 250 opere e 16 sezioni.
La mostra si apre con un pezzo rarissimo: i resti della nave greca di Gela, dell’VIII secolo a.C. che per la prima volta viene messa in mostra dopo il suo ritrovamento, 15 anni fa nelle acque della Sicilia, e il restauro. Le parti recuperate raggiungono una lunghezza di 17 metri e una larghezza di 4,30. È uno dei più emblematici ritrovamenti archeologici subacquei del Mediterraneo Antico che consente di conoscere la storia della navigazione e le tecniche di costruzione navale dell’Antica Grecia.
Ma perché Ulisse tocca il cuore degli uomini? Perché è un eroe che condensa in sé i destini umani. Fra le opere in mostra negli spazi di San Giacomo ci sono il Concilio degli Dei di Rubens, la Circe Invidiosa di Waterhouse, le muse Inquietanti di De Chirico, il Cavallo Statuario di Mimmo Paladino.
Tante le collaborazioni con i più importanti Musei nazionali e internazionali: il Musée d’Orsay di Parigi, la Royal Academy di Londra, il Museo dell’Ermitage di San Pietroburgo, il Metropolitan Museum of Art di New York, i Musei Vaticani, le Gallerie degli Uffizi di Firenze e l’Università di Ginevra, per citarne alcuni. Assieme alla mostra riaprono anche i Musei della città.
La mostra è eccezionalmente prorogata sino al 31 ottobre.

"Ulisse. L'arte e il mito" a Forlì

“Ulisse. L’arte e il mito” a Forlì

A Palazzo Romagnoli la vita di Caterina Sforza vista da Irene Ugolini Zoli

Bella, indomita, guerriera, Caterina Sforza (1463-1509) è il personaggio simbolo di Forlì. Figlia di Galeazzo Maria Sforza, cresciuta nella raffinata corte milanese, insediatasi poi nelle signorie di Forlì e Imola, si distinse per il suo coraggio e per le azioni temerarie nel difendere i suoi titoli e possedimenti dai molti attacchi dei suoi avversari che ne avevano sottovalutato la giovane età e il suo essere una donna.
A Palazzo Romagnoli Forlì le dedica una mostra: “Irene e Caterina, Caterina Forza nell’immaginario di Irene Ugolini Zoli”.
Irene Ugolini Zoli (1910-1997), pittrice forlivese di fama internazionale, è stata una studiosa della vita e delle gesta della Duchessa di Forlì. Le opere di Irene Ugolini Zoli sono conservate nelle Raccolte Novecentesche dei Musei Civici forlivesi. Il linguaggio figurativo è quello del realismo e della narrazione, ma anche degli aspetti psicologici e introspettivi.
Nel percorso espositivo si incontra così Caterina Sforza dinnanzi a papa Sisto IV, ad una festa di matrimonio, Caterina nel momento della morte: una duchessa guerriera che viveva con tutti gli umori di una donna.
Fino al 31 ottobre.

Rimini

Al Musas di Santarcangelo di Romagna c’è la mostra “Fuòri”

Il Museo Storico Archeologico di Santarcangelo, con la riapertura, torna a proporre la sua sfida: percorsi e accostamenti tra arte contemporanea e antica. E questa volta sono le opere dell’artista Elvis Spadoni a essere installate negli spazi del Museo. Sono le sue grandi tele contemporanee ad accostarsi e a confrontarsi con la collezione permanente del Musas che custodisce dipinti che vanno dal Tardo Medioevo all’Ottocento e da reperti archeologici compresi tra il Paleolitico e l’Età Romana.
La mostra si intitola “Fuòri” perché Spadoni vuole creare una connessione con il momento storico che stiamo vivendo: uscendo lentamente dalla quarantena entriamo nuovamente in relazione con il “fuori”, attraverso nuovi occhi e nuova pelle, dove ci aspetta il ritorno alla “normalità”.
La mostra si compone da opere pittoriche di medio e grande formato, la scelta deriva dal fatto che il tema principale della produzione dell’artista è la figura umana nella sua interezza, il che richiede non solo di essere proposta alla sua grandezza naturale, ma anche di avere spazio.
Fino al 2 agosto, dal giovedì alla domenica.

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Autore:

Giornalista e mamma.
Ho preso a scrivere a 6 anni, non mi sono più fermata. Ottimista. Traveller.

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