[MotorValley presenta] Horacio Pagani: lo stilista dell’auto

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[MotorValley presenta] Horacio Pagani: lo stilista dell’auto


Tempo stimato di lettura: 6 minuti

“Inizia con il fare il necessario, passa quindi al possibile e di lì a poco, ti troverai a fare l’impossibile”
San Francesco di Assisi

Esclusività, design innovativo e cura maniacale del dettaglio sono da sempre gli attributi che identificano le supercar prodotte da Pagani. Caratteristiche che non potevano mancare nel nuovo stabilimento Pagani Automobili di 5800 mq a San Cesario sul Panaro, tra Modena e Bologna, vero e proprio atelier di uno stilista dell’auto di lusso di cui si possono oggi visitare showroom, uffici di progettazione, e le linee da cui escono futuristiche monoscocca in titanio e carbonio a tiratura limitata; il tutto nel magico contesto della MotorValley dell’Emilia Romagna

Cenni Storici


La storia della nascita delle automobili Pagani coincide con l’autobiografia del suo creatore, Horacio Pagani, signore di origini piemontesi che il 10 novembre 1955 nasce a Casilda, piccolo paese dell’Argentina, e che da subito mostra i segni di una inclinazione ben precisa: la passione per la velocità e le automobili da corsa. Già all’età di 12 anni il piccolo Horacio, grazie all’assidua frequentazione con la bottega del locale progettista Tito Ispani, inizia ad interessarsi ai primi modellini navali ed aeronautici.
La passione cresce cosi come la  curiosità e la voglia di conoscenza, che il giovane Pagani soddisfa divorando pile di riviste automobilistiche per poi riprodurne gli schizzi.
Proprio da una di queste ebbe modo di conoscere la vita e le imprese di quello che al tempo era l’idolo incontrastato di tutti gli argentini, quel Juan Manuel Fangio che in seguito avrebbe incontrato di persona e che tanta importanza avrebbe avuto nel proseguo della sua attività.
Ma il giovane Horacio non è solo affascinato dai grandi miti della Formula 1, infatti legge, studia, analizza disegna, abbeverandosi di nuovi segreti tecnici e artistici. E qui, grazie ad un libro “selezione del Reader’s Digest”, scopre il genio di Leonardo da Vinci che gli insegna come ogni oggetto, ogni creazione, dovesse essere bella e funzionale allo stesso tempo.

Ecco già posti in giovinezza tutti gli elementi per la creazione di una storia di successo, ovvero quella filosofia che vede arte e scienza danzare armoniosamente in un unico movimento dove tecnologia e design diventano inconfondibili. L’adolescenza è il tempo delle sfide, quel periodo in cui ci si misura per le prima volta con il mondo circostante, ed è proprio in questo passaggio generazionale decisivo che Horacio mostra ancora le stigmate del designer motoristico.
A quattordici anni si cimenta, insieme ad un amico, alla costruzione di una motocicletta partendo da un motore di seconda mano che ha avuto in regalo e prima, della conclusione delle scuole superiori, è all’opera nella costruzione di una Dune-Buggy a partire da un kit carrozzeria in vetroresina che aveva comprato, adattata sulla scocca di una Renault Deuphine. In capo a cinque mesi di duro e paziente lavoro, il Buggy era finalmente terminato, vivacemente verniciato in una nuova e brillante livrea, immatricolato e circolante come un qualsiasi altro veicolo lungo le strade di Casilda.

Vennero poi gli anni delle Facoltà Universitarie, del Disegno Industriale e della teoria costruttiva, cose interessanti certo per il giovane Horacio, ma molto distanti da quell’ansia costruttiva, dallo sporco delle officine dove, realmente, il ferro prendeva corpo per trasformarsi in un automobile.  Come paragonare gli esercizi di stile e le ore di studio sui tavoli da disegno con quell’attività creatrice che, a partire da un’idea, da una ossessione porta alla realizzazione fatta e finita di un oggetto di design?

Pagani

Pagani F2 – Foto di Automobili Pagani

E’ il 1978, Horacio ha 23 anni ed ha una sua “fabbrica”, certo è uno stabilimento piccolo e con lui stesso come unico dipendente, ma qui può essere libero di costruire quel che vuole, di realizzare tutte le creazioni che la sua passione gli ordina. Non passa molto tempo che inizia a realizzare i primi prototipi, che gli procurano altri ordini ed acquirenti alla ricerca di disegni particolari. Tra le prime creazioni Horacio Pagani realizza Camper e Pick-Up adibiti al trasporto merci, un ottimo inizio.
Le macchine da corsa ed il successo non tardano ad arrivare, nel 1979 realizza la sua prima Formula 2 da pista, nel 1982 collabora con il Laboratorio stradale dell’Istituto di ricerca e sviluppo dell’Università Nazionale di Rosario per alcuni prototipi di strumentazione stradale e nello stesso anno inizia la collaborazione con uno dei grandi marchi dell’automobilismo sportivo dell’epoca, la Lamborghini.

Bertone, il grande designer italiano, era da tempo uno dei suoi idoli, ma adesso il giovane Horacio, aveva la possibilità di lavorare lui stesso nel team di sviluppo di una delle più famose e rinomate case automobilistiche del mondo. L’incontro con gli ingegneri di Lamborghini si rilevò positivo e le idee del giovane ragazzo argentino furono accolte con entusiasmo dal team di Lamborghini; sopratutto l’intuizione di lavorare con materiali compositi, cosa che porterà Pagani alla realizzazione della Countach Evoluzione nel 1985, una vettura che detterà le basi per tutte le future applicazioni della fibra di carbonio e dei materiali compositi nell’industria automobilistica.
Lo stallo creato dagli eventi bellici della Prima Guerra del Golfo e la crisi di oltreoceano convinsero Pagani a lasciare la Lamborghini e ad orientare la propria ricerca altrove. Dato che poco del suo inteso lavoro di progetto aveva visto la luce sotto forma di vetture effettivamente prodotte, iniziò a dare vita al suo sogno più ambizioso: una supercar tutta sua. In questa vettura finì per sintetizzare tutti i migliori elementi di design apparsi nei precedenti progetti.

E cosi che nel 1999 viene presentata al Salone di Ginevra la Zona C12 da un progetto di Horacio Pagani completamente autofinanziato con l’obiettivo dichiarato di creare un’automobile talmente coinvolgente sul piano emotivo che un cliente l’avrebbe acquistata senza nemmeno pensarci.

Pagani

Pagani Zonda – Foto di Automobili Pagani

Ecco come Horacio Pagani descrive la sua dea, la Zonda:

“La forma doveva essere sensuale, i passaruota per il seno, il cofano posteriore per i fianchi. All’interno, i sedili avrebbero avuto una forma a piramide capovolta, per circondare le spalle, L’uomo doveva sentirsi forte, la donna coccolata. Una complicata ricerca di idee semplici. In una parola: la Zonda”.

La Zona C12 aveva tratti sensuali e combinava la sinuosità di una donna formosa con la linea aggressiva di un cacciabombardiere, l’espressione di velocità, tecnologia, esasperazione e ingegneria per eccellenza, prendendo come ispirazione stilistica le vetture di LeMans di fine anni 80, inizio anni 90.  La scelta del propulsore fu un atto dovuto. Fangio voleva che fosse Mercedes e Pagani ne era ben contento; che fosse un V12 quel motore a dodici cilindri che rappresenta la storia dell’automobilismo italiano.
La Zonda era la prima vettura stradale omologata a essere presentata con il carbonio completamente a vista, e sarà la prima, con l’avvento della Zonda Cinque, ad avere il telaio in carbo-titanio, testimoniando la lungimiranza di Horacio nel credere fermamente, fin dagli anni di Lamborghini, nei materiali compositi.

Pagani

Zonda F – Foto di Aneaud Taquet / Automobili Pagani

Il solco in cui Horacio Pagani avrebbe incontrato la sua passione ed ossessione per le macchine sportive era tracciato, bisognava solamente percorrere fino in fondo il proprio destino. Alla prima Zona seguiranno la Zona S, vettura potenziata che presentava una serie di variazioni sul progetto originario, la Roadster, una versione della Zona senza capote, e la mitica Zonda F, una sorta di summa filosofica delle idee di Juan Manuel Fangio ed Horacio Pagani.

Oggi il Pagani Automobili è uno dei marchi più famosi e desiderati al mondo, le sue creazioni sono oggetti a metà strada tra l’arte, il saper fare artigiano e le più alte tecnologie. La Huayra, l’ultima nata di casa, è una delle vetture più innovative, estreme e raffinate al mondo, capace di richiamare antiche potenze naturali, come ebbe a dire lo stesso Horacio:

Antiche leggende degli Aymara narrano di Huayra Tata, dio del vento, che comanda le brezze, i venti e le bufere di neve che invadono le montagne, le scogliere e le colline degli altipiani andini.

Showroom Pagani


Lo Showroom Pagani, spazio espositivo che sorge subito accanto alla Fabbrica automobilistica, è caratterizzato da quella eleganza e design innovativo che rendono i 5800 mq di San Cesario sul Panaro un ideale prosecuzione delle idee e delle suggestioni della casa di Horacio Pagani.
Composto da una strutture a serra, sembra che l’ispirazione per il progetto sia venuta allo stesso Horacio Pagani durante una visita nei pressi dello Chateau de la Grenerie quando vide una grossa serra con grandi superfici vetrate e supporti in ferro in stile Eiffel.

Nello spazio destinato sia all’esposizione che alla costruzione delle auto si è voluto ricreare l’ambiente tipico di una piazza italiana, dove sotto le arcate troviamo i box dedicati alle versioni speciali, al controllo della carrozzeria ed all’area post vendita. Nella nuova struttura c’è anche uno Showroom dove è possibile, prenotandosi, ammirare i rari esemplari prodotti e seguire la linea di produzione delle fantastiche hyper-cars a marchio Pagani.
Pagani Automobili è ovviamente lieta di ricevere visitatori presso il suo atelier a San Cesario sul Panaro (Provincia di Modena) ed offre su prenotazione visite guidate sia dello showroom che all’interno dell’area produttiva nel nuovo stabilimento di Via dell’industria 26 per una durata di circa 45 minuti.
E’ richiesta prenotazione con un anticipo di 3 giorni lavorativi, scrivendo a: paganitour@modenatur.it
[Visita il sito Pagani per maggiori informazioni sui tour personalizzati]

Come Arrivare alla Pagani Automobili


Pagani Automobili S.P.A. si trova in Via dell’Industria, 24, 41018 a Graziosa, Modena ed è raggiungibile

In Auto
Da Bologna prendere la strada SS9 Via Emilia verso Modena, arrivati a Castelfranco Emilia prendere in direzione Via dell’Industria nella frazione di Graziosa.

In Treno
Biglietto regionale acquistabile presso Trenitalia fermata – Castelfranco Emilia
Dalla Stazione prendere l’autobus 760 per Autostazione Modena e scendere a Madonna degli Angeli. Proseguire sulla Via Emilia verso Modena per circa 20 minuti

Autore:

Explorer and adventurer: loves to surf the Oceans, climb the Mountains and ride on the deep web.

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