Sei collezioni lungo la Via Emilia

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Sei collezioni lungo la Via Emilia


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Ferrari, Lamborghini, Maserati…L’Emilia-Romagna, si sa, è la Terra dei Motori! Sarà la tradizione agricola, o semplicemente l’aria che si respira, ma la nostra regione non solo ha dato i natali ai fondatori dei più grandi marchi di auto sportive del mondo (da Enzo Ferrari a Ferruccio Lamborghini) ma è fatta di persone che per i motori hanno una vera e propria passione sfrenata. E così lungo il corso della Via Emilia si sono sviluppate negli anni tantissime collezioni di auto e moto d’epoca nate dall’impegno e dalla dedizione degli appassionati.

Sulla scia del nostro viaggio tra Motori Veloci e Cibo Lento di qualche mese fa, oggi vi portiamo alla scoperta di alcuni piccoli musei e raccolte meno conosciute che -dalle colline romagnole alle campagne emiliane- racchiudono dei veri e propri tesori automobilistici!
Il nostro viaggio parte da Rimini, con il Museo Nazionale del Motociclo, nato nel 1993 per iniziativa di tre collezionisti locali. Al suo interno sono esposti ben 250 esemplari di moto di 65 marche diverse, suddivisi per temi e per epoche, dai “pionieri” di fine ‘800 fino agli anni ’80. Tra di essi c’è perfino la Guzzi 500 appartenente al pittore Antonio Ligabue [aperture e orari].
Procedendo verso Imola incontriamo la collezione di Benito Battilani, appassionato di motori fin da bambino e oggi presidente del club romagnolo Auto e Moto d’Epoca. La collezione riunisce numerose motociclette prodotte da case italiane e straniere tra gli inizi del Novecento e il 1945; il pezzo forte della collezione sono le numerose Harley Davidson e Frera, restaurate con attenzione filologica dallo stesso Battilani, oltre ad alcune rarità per veri intenditori [ingresso gratuito, visite su appuntamento].
Proseguendo sulla strada, proprio nel centro di Bologna, nelle cantine di un palazzo storico, troviamo la collezione di Giampietro Parmeggiani, grande appassionato e prestigioso collezionista di moto d’epoca. La sua raccolta è ricca soprattutto di Moto Guzzi da corsa, tra cui dei pezzi rarissimi. E ancora: alcune Morini, una Gilera e una Ducati entrambe campioni del mondo e la MV con cui Giacomo Agostini vinse ben 10 mondiali.

Spostandoci nel modenese, il castello seicentesco di Panzano vicino a Castelfranco Emilia ospita la collezione di Mario Righini, considerato il “principe delle auto e moto d’epoca”, che racconta buona parte della storia automobilistica italiana. Righini, ex demolitore di vecchie vetture che ha poi cambiato rotta “cominciando a salvarle”, ha raccolto negli ultimi 50 anni oltre 350 pezzi straordinari, tra cui addirittura l’unico esemplare rimasto della prima macchina costruita da Enzo Ferrari quando ancora non esisteva la sua fabbrica: è la Auto Avio Costruzioni tipo 815 del 1940, una otto cilindri da 1500 cc appartenuta nientemeno che ad Alberto Ascari! Ma la vera passione di Mario Righini sono le Alfa Romeo, tra cui la Alfa 2300 appartenuta a Tazio Nuvolari (una otto cilindri del 1932 -modello molto amato anche dallo stesso Ferrari-) e la famosa Alfa 1750 carrozzata Zagato, una vera e propria auto da corsa per l’epoca: pensate che -negli anni ’30- faceva i 170 km/h [ingresso gratuito, visite su appuntamento].

Lungo la ViaEmilia Est nei pressi di Modena incontriamo poi il Museo dell’Auto Storica Stanguellini, un santuario che ripercorre la storia della celebre squadra corse nata qui nel 1925 dalla passione di Francesco Stanguellini e del figlio Vittorio, considerato “il pioniere della MotorValley“, perché iniziò a costruire prima ancora di Ferrari e dei fratelli Maserati. In esposizione una trentina di automobili che raccontano le vicende automobilistiche di questa famiglia di costruttori, tra cui le prime Sport 750 e 1100 di derivazione Fiat, la Stanguellini Junior 1100 che vinse il Gran Premio di Montecarlo e la Stanguellini-Guzzi Colibrì, sulla quale il 9 ottobre 1963 Angelo Poggio e Pietro Campanella stabilirono 6 record mondiali a Monza.

Spostandoci verso la campagna modenese, presso l’azienda agricola Hombre, troviamo infine la Collezione della famiglia Panini, selezionate negli anni da Umberto e dai fratelli, e ora passate alla cura del figlio Matteo. La raccolta di mezzi motorizzati di questa famiglia di coltivatori (passata alla storia soprattutto per aver inventato le celebri figurine Panini) comincia con i trattori, e prosegue con la passione per le motociclette. Ma il punto forte del Museo è la collezione di Maserati, una delle più complete al mondo, che permette di ripercorrere le tappe più significative della casa Tridente dal 1926 ad oggi [visite su appuntamento].

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Social Media Manager per @inEmiliaRomagna e mamma a tempo pieno.
Amo viaggiare, sia fisicamente che con la fantasia, grazie a film e libri, e celebro ogni giorno con un sorriso.

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