L’Albergo Diffuso? La miglior forma di vivere la cultura genuina di paesi e piccoli borghi

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L’Albergo Diffuso? La miglior forma di vivere la cultura genuina di paesi e piccoli borghi


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Una nuova settimana è iniziata e noi vogliamo invitarvi a seguirci per i prossimi 15 giorni con una tematica molto interessante, le iniziative “slow” dell’Emilia-Romagna. Quando diciamo “slow” ci riferiamo a tutto ciò che ha a che vedere col turismo sostenibile. Cercheremo quindi di raccontarvi tutte le modalità che si stanno sviluppando per valorizzare al massimo la natura e la cultura del nostro territorio, ma specialmente quelle aree meno conosciute, meno pubblicizzate o apparentemente meno raggiungibili. Perché questi posti? Di solito sono i luoghi dove si conservano meglio le tradizioni, lì si può vivere la vera identità dei prodotti, dei luoghi e delle persone che ne fanno parte. Partiamo allora con un’iniziativa di accoglienza turistica che merita di essere conosciuta e provata, gli “Alberghi Diffusi”.

 Avete mai sentito parlare di un Albergo Diffuso?

In Italia le strutture classificate con questo nominativo sono piuttosto poche, si parla di poco più di una sessantina in tutto il territorio nazionale; comunque il numero è aumentato pian piano nel tempo e speriamo continui ad aumentare. In Emilia-Romagna, secondo l’ “Associazione Nazionale Alberghi Diffusi (ADI)”, ad oggi si trovano 3 di queste strutture. Chi ha già avuto l’opportunità di alloggiare in uno di questi posti si sarà accorto subito delle sue particolari caratteristiche e dei suoi vantaggi, che si allontanano un po’ dalle idee tradizionali di accoglienza, senza disattendere gli interessi dei turisti -anzi è una modalità che li arricchisce….

Basta Parole! Cos’è l’Albergo Diffuso?

Come dice il nome, è un albergo, potete quindi essere certi che troverete tutti i servizi e le comodità che offrono gli alberghi tradizionali (pulizia quotidiana, assistenza, reception, spazi comuni, punti ristoro ecc.). La sua altra componente è la parola Diffuso, che invece dice molto di più della prima. Questo termina indica primordialmente il fatto che abbia una struttura dislocata in diverse unità abitative o edifici separati (non più di 300 metri), per cui tutte le camere (o appartamenti) della struttura non si troveranno mai in un unico edificio come negli alberghi tradizionali. È diffuso in quanto verticale e steso nell’area di un centro antico o un piccolo borgo abitato.

Allora costruiamo un Albergo Diffuso?

NO! Un altro elemento che identifica queste strutture è che questi alberghi non si possono costruire, si deve partire da edificazioni già esistenti, in quanto compatibili con l’architettura tradizionale -di preferenza palazzi storici che hanno bisogno di ristrutturazione. La ragione di questo rappresenta l’anima, l’identità e lo scopo degli Alberghi Diffusi che cercano di recuperare il patrimonio artistico e culturale dei centri minori (massimo 5.000 abitanti). Il fine ultimo di questi è valorizzare quei piccoli borghi, paesini o località ricche di storia ma poco visitate dove diventa difficile creare nuove o moderne strutture di accoglienza date le sue dimensioni e la configurazione urbana.

Il risultato di questi elementi è un’iniziativa affascinante che offre la possibilità di vivere la cultura più genuina in contatto con le persone che vivono veramente i territori e portano nel cuore la storia e le tradizioni delle località che si visitano. Il valore relazionale di essere a contatto con chi ci abita è il perfetto complemento per godersi l’ambiente riconoscibile e autentico (requisito per essere qualificato AD) nel quali ci si inserisce. Per chi piace il turismo fuori dall’ottica di massa, questi alberghi sono un’opportunità da non perdere, sostenibile e che offre un’esperienza che non sarà mai uguale ad un’altra.

Nella storia dell’Albergo Diffuso l’Emilia-Romagna ha avuto un ruolo d’importanza, anche se breve, in alcun punti. A partire dal pioniere nel settore Giancarlo Dall’Ara (@GDallAra), che ha portato avanti l’iniziativa ed è presidente dell’ADI, fino al comune di San Leo (RN) dove si sviluppò il primo progetto e studio di fattibilità su questa nuova modalità di accoglienza già nel 1989. Dopodiché diverse iniziative sono state realizzate  fino ad avere oggi un offerta abbastanza estesa nel territorio italiano. SE volete provare uno di questi alberghi, vi consigliamo di dare un’occhiata all’elenco della ADI, qua trovate l’elenco delle strutture in Emilia-Romagna. [Per ulteriori info potete anche anadre su www.albergodiffuso.com ;]

… Ma prima di salutarvi vi portiamo a scoprire il primo Albergo Diffuso della nostra Regione, situato negli Appennini di Forli-Cesena a Portico di Romagna:

Un commento

  1. Marisa Raggi

    Grazie mille per il bell’articolo e per aver colto cosi bene l’essenza del nostro lavoro e il nostro amore per il piccolo borgo in cui viviamo e a cui abbiamo dedicato la nostra vita!

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