La Fugheraza

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La Fugheraza


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focarina-san-giuseppe-079Secondo un’antica tradizione contadina, nei campi vicino alle case o nelle piazze di molti paesi romagnoli, all’inizio di marzo è usanza all’imbrunire accendere le “focarine” o i “lòm” o i “falò”. Il rito rinnova ancor oggi il passaggio dalla cattiva alla buona stagione con grande gioia di adulti e bambini.
Da sempre i grandi riti profani dell’uomo sono ispirati e scanditi dai ritmi della natura: e in questo periodo dell’anno bisogna potare le piante e raccogliere i vecchi rami che, come mani scheletrite si stagliavano nel grigio cielo d’inverno, ora giacciono a terra in attesa di essere bruciati.
Il fuoco che purifica, il fuoco che riscalda, simbolo stesso di un ricordo che si vuole cancellare e augurio per una nuova stagione prospera e piena di frutti. È automatico che questo antico rito si trasformi poi in una grande festa popolare, che non a caso cade pochi giorni prima dell’equinozio di primavera.
Nei periodi che precedono la festività di San Giuseppe vi è una gara tra i rioni dei diversi paesi nell’accumulare il maggior quantitativo possibile di fascine e frasche dalla potatura degli ulivi e delle viti per accendere un grande falò che durerà anche due sere consecutive.
Questi riti sono accompagnati da musiche e canti, cibi e dolci consumati all’aperto al fuoco scoppiettante dei falò.
In alcune località vengono distribuite anche ai visitatori provenienti dagli altri rioni del paese cibo, dolciumi e vino. Si crea una sorta di pellegrinaggio con persone che fanno il giro dei falò dei vari rioni per giudicare quale sia il più grande, il più bello, il più ospitale tra i falò.
Quando le fiamme del falò sono ormai basse e la notte tarda, aiutati dal vino e dal cibo che contribuisce a dare coraggio, molti sfidano il fuoco saltandogli attraverso.
Nell’immaginario del rituale, che affonda le sue radici in epoche storiche lontanissime, tali salti avevano l’inconscio significato dell’uomo che sfida e domina le forze della natura.
Anche il giorno successivo al rito conservava qualcosa di magico: nell’aria aleggia una foschia acre e nei campi si possono ancora vedere le nere areole di brace ancora fumante.

Di seguito eccovi elencate le varie sagre e feste di questo antico rito che potete gustarvi in Emilia Romagna:

Riolo Terme, Brisighella, Casola Valsenio, Castel Bolognese, Faenza (RA) – FUOCHI MAGICI – LÒM A MÊRZ – Incanti in campagna (01/03/2010, 02/03/2010 e 03/03/2010)

Forlì (FC) AL FUGAREN – FE LOM A MERZ – (05/03/2010)

Cervia e Pinarella (RA) – FIERA DI SAN GIUSEPPE – Sagra della Seppia e focarina di San Giuseppe
(14/03/2010, 17/03/2010, 18/03/2010, 19/03/2010, 20/03/2010 e 21/03/2010)

Gemmano (RN) – FOCHERACCIA DI SAN GIUSEPPE – (18/03/2010)

Montescudo (RN) – FOCHERACCIA DI SAN GIUSEPPE – (18/03/2010)

Poggio Berni (RN) – TRADIZIONALE FOGHERACCIA DI SAN GIUSEPPE – Bentornata primavera (18/03/2010)

Imola (BO) – LOM A MERZ – Lumi di marzo. Tradizionale festa di fine inverno (20/03/2010)

Rocca San Casciano (FC) – FESTA DEL FALO` Festa paesana con accensione dei falò, sfilata di carri allegorici e spettacolo pirotecnico (10/04/2010 e 11/04/2010)

Non ci resta quindi che “armarci” di accendini e goderci il caldo fuoco dei Fugherazi che scaldano le ultime nottate dell’inverno!

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