L’A-B(i)C(i) del cicloturista in Emilia-Romagna

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L’A-B(i)C(i) del cicloturista in Emilia-Romagna


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Che l’Emilia Romagna sia in sintonia con le due ruote, ormai è cosa nota, ma oggi vogliamo ricordarvi quanto sia facile pedalare nella nostra regione, visitare luoghi d’arte, rimanere senza fiato di fronte a spettacoli naturali o semplicemente digerire le squisitezze che ci rendono unici.

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Incominciamo da Ferrara, la cui piatta campagna rigata dalle acque invita al viaggio. Oltre a Ferrara stessa, splendida città d’arte, medievale e rinascimentale, scoprirete campi coltivati, case rurali, ville nobili, castelli, rocche e un reticolo di fiumi e canali su cui veglia il grande Po.

Scegliendo Ferrara come meta cicloturistica, ecco cosa potrebbe contenere il vostro cestino del pranzo: dalla rinascimentale salama da sugo, di cui anche Lucrezia Borgia era golosa, al pasticcio di maccheroni, ai cappellacci di zucca, e all’immancabile crocetta ferrarese.
Se state già gonfiando le gomme, qui potete trovare tantissime informazioni, consigli e suggerimenti per vivere un’esperienza indimenticabile!

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Un’altra città naturalmente adatta alla bicicletta è Ravenna. La sua provincia offre crinali aspri, morbide colline, vaste pianure e ovviamente la costa: insomma, un’interessante e stimolante varietà paesaggistica tutta da provare. E cosa dire dei suoi ben otto monumenti dichiarati dall’Unesco “patrimonio dell’umanità” per la suprema maestria artistica dell’arte del mosaico? Non si può proprio prendere la via del ritorno senza averli visitati!

Pedalate nel ravennate? Allora avrete un pranzo in cui anche il sale è speciale: dal sale di Cervia, all’olio di Brisighella, allo scalogno di Riolo. State certi che le grigliate di carne, le tagliatelle e i cappelletti di terra saranno conditi alla perfezione!

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Andare in bici a Forlì e Cesena  vuol dire poter scegliere, in ogni momento, il tipo di percorso più gradito: dall’ampia pianura verso le brevi e improvvise salite, fino ad arrivare ai picchi boscosi dell’Appennino.
C’è il litorale piatto e comodo, c’è la pianura, con le strade che tagliano una campagna fertile e ricca di colture; ci sono le colline, protette da antiche mura, rocche e borghi fortificati, che improvvisamente emergono dal piano e propongono salite dure ma brevi. E c’è anche la montagna vera e propria, ai confini sud della provincia, dove l’aria, e le salite, sono davvero appenniniche.

In questa zona, i piatti della cucina locale che vanno forte sono i passatelli, gli strozzapreti, i garganelli, i ravioli al formaggio di fossa di Sogliano, ma anche le fritture e le zuppe di pesce che fanno la parte del leone nella cucina marinara di Cesenatico, delizia del palato.

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Rimini invece non vuol dire solo mare e costa. Anche se ingiustamente meno conosciuto, l’entroterra riminese, segnato dalle valli dei fiumi Marecchia e Conca,  regala ai ciclisti che decidono di eplorarlo grandi soddisfazioni.
Solcare le valli in bici è come seguire un tracciato tra storia e natura. La Valmarecchia conserva la memoria della civiltà Villanoviana di Verucchio mentre la Valconca, più morbida, porta il testimone delle dispute continue tra i Malatesta e i Montefeltro.

A Rimini, infine, potrete gustarvi un menù prettamente marittimo: dalle grigliate di pesce ai i brodetti. alle squisite seppie stufate!

Con tutto quello che c’è da vedere e sopratutto da assaggiare, forse la bici è l’unico modo per visitare l’ Emilia Romagna e superare al tempo stesso la prova costume!

 

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