I 10 Castelli del Ducato da non perdere

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I 10 Castelli del Ducato da non perdere


Tempo stimato di lettura: 7 minuti

Continua il nostro contest Instagram di settembre #myER_Castles, dedicato alle Rocche e ai Castelli della regione (ricordiamo che, come da regolamento, avete tempo fino al 20 del mese per partecipare taggando le vostre foto).

Sulla scia di questo tema (e dopo la TOP10 dedicata al riminese), oggi vi vogliamo fornire una TOP10 delle Rocche più affascinanti e suggestive tra i Castelli del Ducato di Parma e Piacenza. Due di questi saranno anche meta della nostra prossima uscita fotografica InstaTER, in programma per il sabato in arrivo: 14 settembre, ore 15.00; qui tutte le info sul programma e l’iscrizione, che è obbligatoria (max 30 persone).

La nostra passeggiata guidata partirà con una visita al Castello di San Pietro in Cerro (PC), dove potremo ammirare anche la mostra temporanea Ubi Terrarum, che espone alcuni dei guerrieri del famoso Esercito di Terracotta di Xi’an. Quindi ci sposteremo alla Rocca Sanvitale di Fontanellato (PR) dove potremo ammirare il mito di Diana e Atteone dipinto dal Parmigianino nel 1524 e concludere la giornata nel loggiato della Rocca con un calice di vino in mano e una degustazione di prodotti tipici del territorio.

Ma ora iniziamo il nostro viaggio emiliano tra torri merlate, feritoie e ponti levatoi..

In provincia di PARMA:

BARDI

Arroccato sopra uno sperone di diaspro rosso che sorge al centro della ValCeno, l’edificio sovrasta il punto in cui il torrente Noveglia confluisce nel Ceno. Il forte è uno dei massimi esempio di architettura militare in Emilia; è completamente circondato da mura scarpate, dotate di cammino di ronda interamente percorribile, la cui forma irregolare segue la conformazione dello sperone roccioso [storia, orari e biglietti, come arrivare]. All’interno della fortezza, oltre alla struttura fortificata, sono visitabili il Museo della Civiltà Valligiana, 5 Sale Alpine dedicate al Capitano Pietro Cella e il Museo del Bracconaggio. La leggenda vuole che tra le mura del castello si aggiri un fantasma, lo spirito inquieto di Moroello, giovane comandante della guardia la cui vita fu segnata da una tragica storia d’amore con Soleste, dama di compagnia presso la Corte dei Landi. Il fantasma è stato anche più volte “fotografato” e sul suo conto sono state recentemente svolte alcune ricerche da parte del Centro Studi Parapsicologi di Bologna.

Castello di Bardi – Foto Filippo Aneli

COLORNO

Il Palazzo Ducale di Colorno fu costruito agli inizi del 18° secolo dal duca Francesco Farnese sui resti di una precedente rocca medievale. La reggia divenne dimora prediletta di Filippo di Borbone e della moglie Louise Elisabeth, che la rinnovò sul modello di Versailles (di quest’epoca è l’aggiunta dello scalone esterno), e successivamente venne abitata da Maria Luigia d’Austria, la “buona duchessa”, alla quale si deve la trasformazione dell’ampio giardino alla francese in un romantico giardino all’inglese [storia]. Il palazzo è composto da oltre 400 sale, con pavimenti in marmo rosa e soffitti affrescati; tuttavia la maggior parte di esse sono prive di mobili. Dopo l’Unità d’Italia, infatti, il palazzo venne ceduto dai Savoia al Demanio dello Stato italiano e quasi tutto l’arredo mobile della reggia fu trasferito in altri palazzi della famiglia. Attualmente sono visitabili (solo tramite visita guidata) il Piano Nobile, l’Appartamento Nuovo del Duca Ferdinando di Borbone e la Cappella Ducale di San Liborio, mentre il Giardino Storico della Reggia è aperto al pubblico gratuitamente dalle 7.00 al tramonto [visite guidate e biglietti, come arrivareFacebook].

Colorno

Colorno – Reggia, Ph. wwikiwalter

FONTANELLATO

La medievale Rocca Sanvitale di Fontanellato sorge proprio al centro del borgo, circondata da un ampio fossato d’acqua. La sua struttura quadrata, con 4 torri ai vertici e mura merlate, presenta le caratteristiche tipiche delle costruzioni militari e originariamente l’accesso era consentito da un ponte levatoio, ora in muratura [storia]. Al suo interno, arricchito da mobili e suppellettili rinascimentali, è presente uno dei capolavori del manierismo italiano: la saletta dipinta dal Parmigianino nel 1524, raffigurante il mito di Diana e Atteone tratta dalle Metamorfosi di Ovidio. Inoltre, tra le sale, è presente l’ottocentesca ”Camera ottica“, che grazie a un ingegnoso sistema di lenti e prismi permette di curiosare in segreto nella vita della piazza antistante il castello [come arrivare, accesso solo tramite visita guidata, Twitter, App].

Ph. Castelli Del Ducato

MONTECHIARUGOLO

Il Castello di Montechiarugolo svetta su un terrazzo naturale (da cui deriva il toponimo del suo nome Monticulus Rivoli) a strapiombo sulla riva sinistra del torrente Enza, nella strategica posizione di confine tra il parmense ed il reggiano. Costruito dal condottiero Guido Torelli nel 15° secolo sui resti di un pre-esistente insediamento, il forte visse il suo periodo di massimo splendore durante la vita di Pomponio Torelli (insigne umanista e nipote di Pico della Mirandola), che lo rese meta di un’eletta cerchia di artisti ed ospiti illustri, tra i quali Papa Paolo III e il re di Francia Francesco I. Con la “congiura dei feudatari”, nel 1612 il castello fu espropriato e affidato a un presidio militare e al suo interno venne collocata una fabbrica per la lavorazione delle polveri ardenti. Nel 1864 è stato acquistato dalla famiglia Marchi, che ne è tutt’ora proprietaria.
Alla storia del Castello è legata anche la triste leggenda della Fata Bema, il cui fantasma si manifesta nel castello il 19 maggio di ogni anno.
In contrasto con la severa struttura esterna (composto da possenti mura merlate e un ponte levatoio), l’interno dell’edificio presenta un ricco arredamento rinascimentale, con cicli pittorici, tele e affreschi, e suggestivi giardini fioriti. Ben conservati sono anche i camminamenti di ronda coperti (attualmente chiusi al pubblico) mentre dal loggiato si apre il panorama su tutto il parco dell’Enza [accesso solo tramite visita guidata, tutte le info sul sito ufficiale].

TORRECHIARA

Questo affascinante castello che sorge a Langhirano, sulle prime colline di Parma, fu costruito tra il 1448 e il 1460 (sulle rovine di una precedente casaforte) da Pier Maria II de’ Rossi in onore dell’amata Bianca Pellegrini. L’edificio, infatti, doveva servire non solo come struttura difensiva ma anche come dimora isolata per i due amanti: la funzione difensiva è attestata dalle tre cerchia di mura e dalle quattro torri angolari, la destinazione residenziale è provata dalla ricchezza degli ornamenti, tra cui ciclo di affreschi attribuito a Benedetto Bembo che si trova nella cosiddetta Camera d’Oro, raffigurante scene del rituale dell’amore cavalleresco e la celebrazione del legame tra Bianca e Pier Maria. Nell’affresco si riconoscono gli stemmi dei due amati e due cuori con le frasi Digne et in aeternum (degnamente e in eterno) e Nunc et semper (ora e per sempre), a testimonianza dell’eternità del loro amore terreno. Il castello è considerato un esempio tra i meglio conservati di architettura dei castelli in Italia poiché unisce elementi del medioevo a quelli del Rinascimento [come arrivareFacebook, Twitter, portaletorrechiara].

Halloween in Emilia Romagna

In provincia di PIACENZA:

CASTELL’ARQUATO

Strategicamente arroccato lungo le colline sulla riva sinistra del torrente Arda, il borgo medievale domina con le sue torri il territorio circostante della Val d’Arda. Eretta per volontà di Luchino Visconti a metà del 14° secolo, la Rocca Viscontea era la sede della guarnigione militare ed è costituita da un impianto planimetrico quadrangolare con quattro torri quadrate poste ai vertici e circondata da un fossato solcato da due ingressi; accanto si trova il mastio, o torre principale. Il castello è famoso anche per essere stato scelto come set per il film Lady Hawke ed attualmente ospita un museo dedicato alla vita medioevale [storiacome arrivare, Facebook, Twitter].

RIVALTA

Il millenario Castello di Rivalta sorge su una ripida scarpata prospiciente la riva del fiume Trebbia, in una posizione che -pur non essendo particolarmente elevata- consente un’ampia panoramica sulla ValTrebbia. Questo imponente complesso murato è sempre appartenuto –con brevi interruzioni– alla famiglia Landi, che tutt’oggi lo possiede e abita. Il castello ha una planimetria quadrangolare, con un cortile interno circondato da un doppio ordine di logge, ma l’elemento architettonico che maggiormente caratterizza l’edificio è la torre sovrastata da un torrellino, cui si accede tramite una scala a chiocciola. Al suo interno la torre ospita il famigerato Pozzo del Taglio, così chiamato per le lame che ha sul fondo, strumento di tortura per il malcapitato che vi veniva gettato. L’interno è tutt’ora arredato con mobili, quadri ed oggetti antichi, fra i quali una vasta esposizione di armature, armi ed uniformi ed una curiosa raccolta di antichi strumenti musicali [storiacome arrivareorari e visite guidate, biglietti, Facebook, Twitter].

GROPPARELLO

Il Castello di Gropparello sorge in cima ad uno sperone di rocce ofiolitiche, su uno strapiombo che domina il torrente Vezzeno; la sua posizione forma una gola di circa 85 metri di altezza, che ha reso il castello praticamente inespugnabile nei secoli. Il toponimo stesso del suo nome sembra derivare dal termine celtico Grop che indica un ostacolo naturale di tipo roccioso. Il complesso venne edificato nell’8° secolo sulla sede di un castrum romano posto a difesa della via per Velleia. Unica roccaforte guelfa nel territorio piacentino, il castello fu terreno di scontro tra Guelfi e Ghibellini, e passò per le mani di molte famiglie (Fulgosi, Pallavicino, Sforza, Campofregoso, Attendolo) fino a diventare proprietà della famiglia Gibelli, che lo ha attualmente aperto al pubblico.
L’edificio ha forma irregolare e la sua doppia cinta muraria merlata segue il profilo scosceso dello sperone roccioso. Pur se composto di parti risalenti a epoche diverse (la parte più antica è la torre quadrata costruita proprio sulla sommità della rupe) ha conservato l’aspetto compatto della roccaforte, accessibile tramite un doppio ponte levatoio.
Nell’800 il sentiero nato come camminamento di ronda scavato nella roccia venne trasformato in un suggestivo percorso sensoriale di fiori, alberi e piante officinali, chiamato Museo della Rosa Nascente. Nel bosco circostante è stato inoltre recentemente creato il Parco delle Fiabe, il 1° parco emotivo d’Italia, dove i bambini, accompagnati da animatori in costume, possono andare alla scoperta delle fiabe e dei miti nordici [storiacome arrivare, Facebook, Twitter].

SAN PIETRO IN CERRO

Fondato per volere di Bartolomeo Barattieri nel 1460, sui resti di un insediamento precedente, il castello sorge a 20 km da Piacenza, sul confine con le provincie di Parma e Cremona. Concepito come residenza nobiliare fortificata, l’edificio ha una planimetria rettangolare da cui emergono il mastio d’ingresso e due torrioni rotondi; l’austerità esterna è però ingentilita da un’elegante corte con doppio loggiato quattrocentesco. Al suo interno sono visitabili oltre 30 sale riccamente arredate, due saloni d’onore, le cucine e le prigioni. Tra le sale è presente anche una Biblioteca Storica, che racchiude oltre 2.000 volumi sulla storia di Piacenza, consultabile su appuntamento. Gli ambienti del sottotetto ospitano invece il MIM – Museum in Motion, una collezione (esposta a rotazione) di oltre 800 opere di maestri contemporanei, italiani e stranieri, con una sezione dedicata ai pittori Piacentini. L’edificio è circondato da un grande parco alberato e da un vasto giardino [storiacome arrivarevisite guidate].

VIGOLENO

Questo imponente complesso fortificato sorge sulle colline più orientali del piacentino, al confine con la provincia di Parma, nel territorio comunale di Vernasca. Posto sul crinale che separa la Valle del torrente Ongina da quella dello Stirone, domina la campagna circostante e i suoi vitigni. Il borgo medioevale, tutt’ora intatto, è fra i più suggestivi e ricchi di storia del piacentino. La sua fondazione risale al 10° secolo e nel corso della storia divenne proprietà di numerose famiglie, principalmente della famiglia Scotti. Nel 1922 la principessa Ruspoli-Gramont lo restaurò e ne fece sede di incontri mondani con illustri artisti e scrittori, come Gabriele D’Annunzio, Max Ernst e Jean Cocteau. Nei primi anni ’80 è stato anch’esso (come Castell’Arquato) scelto come set per le riprese del film Lady Hawke. Il borgo ha una struttura elissoidale racchiusa da imponenti mura merlate, che un panoramico camminamento di ronda percorre interamente. Dal camminamento spicca il mastio quadrangolare, ornato di merli ghibellini, che oggi ospita alcune sale museali [storia, come arrivare].

Vigoleno

Castello di Vigoleno – Foto di Cristiano Dallacasagrande

Ovviamente nel territorio ci sono molti altri castelli da scoprire, e li potete trovare tutti sul sito dei Castelli del Ducato: buona visita!

Autore:

Social Media Manager per @inEmiliaRomagna e mamma a tempo pieno.
Amo viaggiare, sia fisicamente che con la fantasia, grazie a film e libri, e celebro ogni giorno con un sorriso.

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