In autostop (musicale) lungo la Via Emilia

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In autostop (musicale) lungo la Via Emilia


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Se prestate bene l’orecchio potete sentire anche voi. E’ in sottofondo, bassa ma distinguibile: c’è una tromba che si alza piano, timida quasi fosse primo giorno di scuola, e piano e sassofono che partono subito dietro. E poi suonano e si seguono, si seguono e continuano a suonare. Ti fermi un istante e ti perdi, e intorno è tutta musica.

Strano, no? Siamo lungo la Via Emilia, e qui di solito siamo più abituati a sentire lo strombazzare dei clacson o il fragore dei tir che passano a tutta velocità. E invece in queste settimane, come per uno strano accidente della storia, per l’antica strada dei Romani si incrociano note folli ed armoniche di jazz.
Si incrociano proprio. Perché mentre a Bologna prosegue l’ormai rituale appuntamento con il Bologna Jazz Festival, pochi giorni di cammino più a nord sta per prendere il via Parma Jazz Frontiere Festival. Roba che tranquillamente si potrebbe fare l’autostop (musicale) e inseguire le note su e giù per la regione.

Volete sapere qualcosa di più dei programmi? Il cartellone bolognese, i cui appuntamenti si tengono al Teatro delle Celebrazioni, propone per stasera venerdì un appuntamento pressoché imperdibile con il Brad Mehldau Trio, e poi per domani l’incontro con quel mostro sacro che risponde al nome di Wayne Shorter.
E a Parma? Beh, anche all’ombra del Duomo sembrano trattarsi piuttosto bene, visto che l’apertura del Festival la affidano alla tromba del signor Paolo Fresu e al pianoforte di Bojan Z. (appuntamento stasera, venerdì 13. al Teatro Due) e poi tengono in cartellone altri mostri sacri come Terence Blanchard, Sidsel Endresen, Roberto Bonati.

Ma al di là dei singoli nomi, quel che colpisce è l’apparente casualità con cui tutta questa bellezza sonora è venuta a rifugiarsi lungo il tracciato dell’antica Via Emilia. Forse che domani le automobili scompariranno sostituite da lunghiu pianoforti a coda?

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