Il re del pane in Emilia-Romagna

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Il re del pane in Emilia-Romagna


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Oggi parliamo di un prodotto che non può mancare mai a tavola, uno di quei prodotti umili e fedeli, e che vanno d’accordo con tutti gli altri sapori e che spesso va dimenticato a causa di sofisticati compagni di tavola che s’impongono al centro di cene pranzi lasciando a questo prodotto un ruolo semmai secondario. Il prodotto di cui parliamo è giustamente: il pane! Nella sua apparente semplicità potrebbe sembrare un elemento poco importante, invece senza questo molti fanno fatica a mangiare ;D e poi si sa che nella storia ha origini antichissimi ed è stata la base della dieta di molte civilizzazioni.

Siccome “il pane mangiato è presto dimenticato” questo post vuole fare onore a un tipo di pane che, date le sue caratteristiche particolari, è riuscito a farsi avanti è ricevere una meritatissima certificazione IGP (Indicazione Geografica Protetta) con la quale oggi si tutela e si posiziona fra i prodotti gastronomici di eccellenza dell’Unione Europea. Il pane di cui parliamo è la “Coppia Ferrarese IGP”, le sue origini nella storia risalgono al 1536 quando per un’importante cena, offerta da Messer Giglio al Duca di Ferrara, un pane ritorto si presentò. La sua forma particolare chiamava l’attenzione giacché inquel periodo la tradizione era fare il pane a forma di pagnotta; severe regole per la produzione del pane erano state chiaramente specificate negli antichi “Statuta Ferrariae” del 1287. Più avanti nel tempo, Ferrara si fece conoscere per l’eccellenza nell’elaborazione del pane, alcuni riferimenti di Antonio Frizzi (storico e archivista di Ferrara) segnalano non solo diverse forme ma anche diversi ingredienti che andavano oltre la solita pagnotta, innovando con forme raffinate e farine di diverso tipo.

La “Coppia Ferrarese IGP” non è un pane qualsiasi, con la sua forma particolare che assomiglia un  X) permette la presenza di diverse consistenze, quattro lunghi crostini arrotolati e croccanti e un cuore morbido ma firme. Un’altra caratteristica interessante è  la sua conservabilità, è  un pane buono da mangiare anche qualche giorno dopo la sua elaborazione; possbilimente questa sia una caratteristica derivante dalle regole antiche che permettevano di panificare in famiglia massimo due volte a settimana, per cui  si pensa che la ricetta sia stata cambiata durante gli anni perchè  il pane riuscissi a mantenere le sue qualità a lungo [adesso che parliamo di ricette vi vogliamo consigliare questa qua, totalmente dedicata alla Coppia Ferrarese, e anche se un po particolare è decisamente buona ;].

Vi piacerebbe assaggiare questo pane? La migliore opportunità per farlo è durante il Wine Food Festival che ha reservato uno spazio a posta per questo prodotto e si chiama: Panarea – La Festa del Pane” [12, 13, 14 e 19, 20, 21 ottobre 2012] un evento dedicato anche ad altri prodotti della filiera del frumento come pizze focaccie e pasticceria, ma dove il Pane Ferrarese è il re. L’evento si realizza ogni anno a Bondeno (Fe) e si arricchisce con spettaccoli, convegni, laboratori e degustazioni di ricette speciali.

Se non riuscite a partecipare a questo evento non vi preoccupate, a Ferrara ci sono tanti panifici que ogni giorno sfornano questa leggera e fragrante opera d’arte che vi trasporta nel tempo attraverso tradizioni antiche e forti legami con la gente del territorio.

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