Home Movies, la memoria italiana nei film di famiglia

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Home Movies, la memoria italiana nei film di famiglia


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Nel cuore di Bologna c’è un patrimonio nascosto ai più ma di grande importanza, un patrimonio che ricostruisce e conserva la memoria collettiva italiana, la storia del territorio, la vita e le abitudini dei suoi abitanti.
Presso l’ex convento di San Mattia [in Via Sant’Isaia 18, nonché sede dell’Istituto Storico Parri] si trova l’Archivio Nazionale del Film di Famiglia, la cui missione è salvaguardare le memorie filmiche private [le pellicole 9,5mm Pathé Baby, 16mm, 8mm e Super 8] girate principalmente in famiglia tra gli anni ’20 e ’80 del secolo scorso.

L’Archivio, creato e gestito dall’Associazione di promozione culturale Home movies [fondata ufficialmente nel 2002 a Bologna e costituita da ricercatori, archivisti e professionisti dell’audiovisivo], attualmente conta 15.000 pellicole provenienti da tutto il territorio nazionale: si tratta di un’iniziativa unica in Italia.

Questi frammenti di vita compongono un mosaico di testimonianze inedite sui fenomeni che hanno segnato la società italiana del secolo scorso.
Le pellicole storiche private detengono oggi un valore che va oltre quello strettamente affettivo-familiare e assumono importanza anche dal punto di vista storico-sociale. Raccontando gli aspetti più ordinari e quotidiani  dell’Italia, diventa infatti possibile osservare i riflessi che i grandi eventi storici hanno portato nelle abitudini e nella vita pratica delle persone.

In riferimento alla città di Bologna, per esempio, ci sono pellicole che documentano della rinascita della città nel Dopoguerra, la vita privata sulle colline bolognesi nei primi anni ‘20, gli scontri con la polizia nel marzo del ‘77 in via Rizzoli, l’esondazione del Reno nel 1951..

Sono tante le persone che conservano i vecchi filmati di famiglia, anche se ormai pochissimi sono in grado di proiettarli e rivederli, e spesso le condizioni di mantenimento possono causarne un deterioramento.
Se anche voi serbate nelle vostre soffitte e cantine vecchie pellicole amatoriali e siete desiderosi di riscoprirle in digitale e, al tempo stesso, volete partecipare a questo progetto di restauro e conservazione, nonché valorizzazione del cinema storico privato, potete donare i vostri film all’Archivio, come hanno già fatto più di 1000 famiglie italiane.
Chiunque infatti può affidare i propri film all’Archivio e riceverne in cambio la copia digitale. L’Archivio si fa carico di tutte le lavorazioni necessarie al recupero delle pellicole, si impegna a conservare i film in locali climatizzati e a valorizzare i film ricevuti all’interno delle proprie attività di ricerca, in occasione di eventi pubblici e all’interno di produzioni audiovisive [sempre e comunque -a meno di un’esplicita richiesta di anonimato- citando il fondo familiare di provenienza].

Oltre all’Archivio nazionale che si trova appunto a Bologna, l’Associazione ha creato un archivio digitale al fine di facilitare l’accesso ai materiali raccolti e favorire la creazione di una rete di archivi locali. Il catalogo, accessibile presso le biblioteche/mediateche pubbliche locali, è attualmente visionabile solo da coloro che sono impegnati in specifici progetti  di ricerca. Tuttavia, grazie al progetto Una città per gli archivi [promosso dalla Fondazione del Monte e dalla Carisbo], è prevista la pubblicazione online sul portale del progetto di circa 1.500 pellicole corrispondenti a 400 ore di film girati da cineamatori legati al territorio bolognese, con la possibilità di visionarli in streaming.

Contemporaneamente l’Archivio sta recuperando tutto l’apparato tecnologico che ha permesso di realizzare e fruire questi film [cineprese, proiettori, giuntatrici e moviole..];  alcuni di questi strumenti sono visibili nella gallery fotografica del sito, ma il progetto è quello di crearne in futuro un vero e proprio Museo della Tecnologia Amatoriale.

Nel suo lavoro l’Associazione Home Movies collabora con istituzioni pubbliche e private [tra cui la Videoteca dell’Assemblea Legislativa della Regione, di cui abbiamo parlato la settimana scorsa] e, in Emilia-Romagna, ha attivato progetti anche a Rimini (Film di cassetto, in collaborazione con la Cineteca di Rimini) e a Reggio Emilia (Osservatorio Reggio Emilia – Cinema di Famiglia, in collaborazione con l’Università).

Infatti, come dicevamo prima, oltre a svolgere attività di raccolta e conservazione di materiali filmici amatoriali l’Associazione promuove attività di ricerca e studio dei film di famiglia, la loro divulgazione attraverso incontri/proiezioni/pubblicazioni e la produzione di materiali multimediali che abbiamo per oggetto o che usino come fonte i film di famiglia.

Per esempio ogni anno a fine ottobre, in occasione della Giornata mondiale del patrimonio audiovisivo UNESCO, l’Associazione organizza l’iniziativa Archivio Aperto, con proiezioni, seminari, visite guidate dell’archivio, dimostrazioni pratiche del lavoro di restauro conservativo e digitalizzazione..

Attualmente a Bologna è inoltre in corso Cinematic, una mostra-laboratorio che espone e valorizza il patrimonio audiovisivo privato raccolto in città nel corso degli anni, in particolare quello relativo al trentennio 1950-1980, un periodo di grande trasformazione economica e sociale. Le immagini dei film amatoriali in mostra creano, attraverso molteplici strumenti e dispositivi, una serie di percorsi urbani in un passato cittadino comune. Oltre al percorso espositivo [allestito fino al 12 gennaio 2013 presso lo spazio Esposizioni dell’Urban Center], l’iniziativa prevede anche incontri, seminari e workshop; qui il calendario delle iniziative.

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Social Media Manager per @inEmiliaRomagna e mamma a tempo pieno.
Amo viaggiare, sia fisicamente che con la fantasia, grazie a film e libri, e celebro ogni giorno con un sorriso.

2 commenti

  1. Maurizio Borghi

    Sono Maurizio Borghi, possiedo un centinaio di film girati in 8 e super 8 tra i primi anni 50 e la fine dei 70 della lunghezza media di 120 metri.
    Sono pellicole a carattere famigliare e di viaggi in Italia ed in Europa in camper.
    Mi farebbe piacere donarvi le pellicole, ma vorrei essere coinvolto nella visione dei filmati, il loro riversamento ed il loro restauro, anche perchè rappresento la memoria delle persone e dei luoghi raffigurati nelle pellicole.
    Posseggo anche materiale tecnico (proiettori e cineprese) ancora perfettamente funzionanti.
    Se la cosa è di vostro interesse potete contattarmi alla mail in calce.
    Il mio interesse è assolutamente senza fine di lucro.
    Cordiali saluti.
    Maurizio Borghi

    1. Elisa Mazzini

      Gent.mo Maurizio,
      ti consigliamo di rivolgerti direttamente all’Istituto Parri che si occupa di raccolta e restauro delle pellicole;
      ecco l’indirizzo e-mail: istituto@istitutoparri.it
      Cordialmente,
      Elisa – staff TER

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