Evoluzione della donna in cucina: dalla Zdàura bolognese ad Aurora Mazzucchelli

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Evoluzione della donna in cucina: dalla Zdàura bolognese ad Aurora Mazzucchelli


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Se pensiamo ai tortellini, chiudendo gli occhi, ci immaginiamo subito intorno ad una tavola di legno lunga, coperta di farina e sfoglia gialla, e ad armeggiare tra vassoi e ciotole di aromatico ripieno al macinato ci sono le nonne, o meglio, le zdàure, per chiamarle con il loro nome dialettale.
Sono le mamme della tradizione, le donne che nell’immaginario comune sono un po’ attempate e portano gli anni di tanto sapere sul volto e sulle mani, le stesse con cui abilmente attorcigliano quadratini di pasta creando scrigni di gusto unici e passano gran parte del loro tempo guardando dentro un pentolone di ragù.

A queste donne si deve la notorietà della cucina odierna, si devono le tradizioni di cucina casereccia, quella buona di cui tutti abbiamo nostalgia, che sa di ricordi e di casa. La gastronomia si è però evoluta negli anni, e così anche la figura mistica della sfoglina si è traslata su un piano di raffinatezza internazionale e altro. Con la cucina d’autore, stellata, infarcita di riconoscimenti e sperimentazioni culinarie che si spostano sempre più verso nuovi orizzonti del gusto, dell’educazione alla scoperta di sapori diversi, rivisti, perfezionati, si è spostato il focus anche sul creatore mistico dei cibo “firmato”. Dalla sfoglina allo chef è il passaggio evolutivo compiuto dalla cucina, complice un’attenzione mediatica che ha messo sotto i riflettori principalmente uomini lasciando all’ombra le cuoche, figure ormai quasi mitologiche. Ebbene adesso risorge il lato femminile della gastronomia e inzia a riguadagnarsi il rispetto e la notorietà che da sempre le spetta, con le donne a comandare dietro a fornelli roventi.

Il tocco femminile in cucina si vede dai piccoli gesti, dall’attenzione ai dettagli, che non è solo propensione all’estetica ma amore e cura che provengono da lontano, dal senso affettuoso che le mamme hanno sempre messo nel preparare il pasto ai figli e ancora prima la donna di casa che mette in tavola il suo affetto per la famiglia, perchè cucinare una volta era una festa, oltre a sopravvivenza, le tradizioni sono rimaste vive per mantenere la gioia del cibo conviviale, del piacere di stare insieme condito con il gusto, e ora si sono trasformate, evolute per i palati fini, per riproporre quei valori estendendo il confine familiare.

auroramazzucchelli

Chef Aurora Mazzucchelli

La cucina d’autrice a Bologna ha il nome di Aurora Mazzucchelli e porta in tavola una femminilità diversa dagli stereotipi della massaia, forse rappresentando un perfetto mix tra la cura, tipicamente donna, e l’abilità di leadership e determinazione comunemente riconosciute negli uomini.

Nata nel 1973, Aurora proviene da una famiglia da sempre votata alla ristorazione: papà cuoco e mamma sfoglina.
Con l’esperienza appresa e tramandata tra le mura di casa Aurora prende nel 2000 le redini del ristorante con il fratello trasformando in pochi anni il Marconi da locale della tradizione a simbolo della cucina contemporanea (con tanto di stella michelin e premio miglior chef nel 2012)
La carta vincente la gioca con accostamenti inediti che ringiovaniscono piatti e ricette della memoria. L’incontro al palato tra il passato e il presente sembra essere la vocazione delle nuove generazioni di donne ai fornelli. Da una parte l’eco della zdàura che chiama a tirare la sfoglia e dall’altro l’estro e la creatività della mente giovane, formata con i pigmalioni della cucina nazionale e internazionale.
La chef Aurora Mazzucchelli è il simbolo sul suolo bolognese della rinascita della figura femminile nel mondo dell’ alta cucina, che da troppo tempo era un regno maschile, e una mescolanza senza tempo di saperi antichi e moderni, una reincarnazione della tradizione trasformista, competitiva e completa.
Altre chef nel territorio regionale ma anche nazionale portano avanti l’icona di una cuoca nuova, che unisce i migliori aspetti degli insegnamenti vecchio-stile all’ innovazione ed eleganza che vuole l’haute-cuisine, bilanciando il gioco tra antico e nuovo, con la passione per il cibo come ancora.

Tra i grandi nomi che sventolano fieramente la bandiera gastronomica dell’EmiliaRomagna nel mondo cominciano a vedersi visi femminili e chissà..forse il futuro della cucina è donna 😉

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