Guida semiseria all’uso di Twitter negli enti locali Emiliano- Romagnoli [vers.3]

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Guida semiseria all’uso di Twitter negli enti locali Emiliano- Romagnoli [vers.3]


Tempo stimato di lettura: 2 minuti

Foto originale di @ Travelin' Librarian distribuita con licenza Creative CommonsTwitter è sempre più diffuso nel mondo e in Italia [nel nostro paese erano un milione e trecentomila gli utenti registrati a fine 2010].
Ormai lo usano un po’ tutti, dagli individui alle istituzioni, dalle associazioni alle aziende. E’ per questo che, da circa un anno a questa parte, chi scrive redige una survey periodica sull’impiego del popolare social network da parte degli enti locali italiani [sul nostro blog ne abbiamo dato conto qui e qui, sui grandi media è passata tra l’altro qui e qui].

E allora, a pochi giorni dal rilascio del nuovo rapporto nazionale, val la pena vedere quale sia oggi la situazione nella nostra regione, e quale sia stata la sua evoluzione nel tempo.
L’Emilia Romagna è stata una delle regioni “pioniere” nell’uso di Twitter: il Comune di Rimini è stato tra i primi nel nostro paese a creare una presenza [eravamo nel Novembre 2007] e a fine 2009 si contavano in regione già 9 antenne attive: [Regione Emilia- Romagna, Comune di Bologna, Comune di Modena, Comune di Reggio Emilia[successivamente abbandonato] , Comune di Ferrara- Assessorato alle Politiche Giovanili, Comune di Cesena, Comune di Correggio, Comune di Pieve di Cento e appunto Rimini]
Da allora, però, la crescita nel numero di presidi ha subito una frenata assai brusca. Nel 2010 sono stati aperti soltanto due nuovi account [a Langhirano e ancora presso il Comune di Ferrara] e negli ultimi sei mesi, mentre a livello nazionale il numero di profili cresceva esponenzialmente [da 95 a 157, +64% complessivamente] in Emilia- Romagna l’unico a vedere la luce era il presidio del Comune di CastelMaggiore.
Oggi in regione si contano 14 account attivi [pari all’9% circa del totale italiano], riferibili a 11 comuni [tra cui 6 capoluoghi di provincia], due province e la regione.

Passando ad un’analisi qualitativa dei dati [consuntivo qui] troviamo nuovamente luci ed ombre. La buona notizia è che pressoché tutte le antenne emiliano- romagnole risultano attive ed adeguatamente presidiate [non scontando il fenomeno di “abbandono” diversamente rilevabile su scala nazionale], con alcune punte di eccellenza come Twiperbole/Comune di Bologna e l’Ufficio Giovani della Provincia di Bologna- che impiegano al meglio le possibilità del mezzo e aggiornano il feed con cadenza più che quotidiana. Ma allo stesso tempo troviamo che nove dei tredici account [61% del totale] impiegano il proprio account soltanto per rimandare messaggi propri in modalità broadcast– non diversamente da quanto accade con la tv o i comunicati stampa- non impiegando nessuna delle funzionalità di dialogo, tagging e rilancio dei materiali altrui che sono specifiche di Twitter. Ed in uno dei casi esaminati, addirittura, il Comune non “segue” nessun profilo al di là di se stesso.

A livello di tipologia di contenuti, i più ricorrenti hanno a che vedere con la segnalazione di eventi [praticata da tutte le antenne], la diffusione di informazioni di pubblica utilità e la condivisione di immagini e video. Più rare, invece, le ricorrenze legate al coinvolgimento diretto degli utenti attraverso la raccolta di materiali dal basso o la risposta a quiz, impiegate complessivamente soltanto da 3 degli account scrutinati.

In sintesi, quindi, quello che emerge è un quadro in chiaroscuro, dove non mancano le good news ma neppure sono assenti le cattive. In particolare, guardando la traiettoria nel tempo, si coglie un progressivo rallentamento della spinta innovativa che aveva caratterizzato l’impiego istituzionale di Twitter agli albori. E se le antenne create in passato “tengono” in quasi tutti i casi, non può non rilevarsi come la più popolare piattaforma di microblogging non abbia ancora trovato spazio in ben quattro dei nove capoluoghi di provincia, e come d’altra parte il grado medio di competenza nell’uso del mezzo permanga limitato.

[Immagine originale di @ Travelin’ Librarian distribuita con licenza Creative Commons]

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Un commento

  1. Villaggi Emilia Romagna

    E’ giusto che si faccia cultura anche sulle nuove tecnologie, che oramai fanno parte della nostra vita personale e lavorativa.

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