Tre novità ecofriendly dall’EmiliaRomagna

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Tre novità ecofriendly dall’EmiliaRomagna


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Tra le più interessanti innovazioni ecologiche nate nel nostro territorio ne abbiamo individuate tre che hanno qualcosa in comune, oltre al dna ecosostenibile, e cioè che vanno in tavola!
In tema di green economy l’Emilia Romagna porta sulle nostre tavole delle novità tra risparmio energetico, riciclo e sostenibilità.
Mai come in questo periodo l’attenzione e la sensibilizzazione verso la salvaguardia dell’ambiente è stato importante.

24bottles

24 BOTTLE DESIGN

Un’idea eco-chic e al tempo stessa funzionale per portarsi in giro la propria personalissima acqua.
Arriva una bottiglietta di design, che unisce gusto estetico e attenzione allo spreco, creata da due ragazzi Giovanni Randazzo e Matteo Melotti, di Ravenna il primo e di Bologna il secondo. Le bottiglie di plastica in commercio sono monouso perchè dopo qualche giorno fanno un brutto odore e si annusano germi e muffe e non esistevano bottiglie riutilizzabili oltre quelle di vetro, troppo scomode da portare in giro. Così l’idea nasce dall’esperienza dei due romagnoli, stanchi di usare e buttare hanno pensato ad una bottiglia speciale, da borsa, da viaggio, molto personale, molto urban-chic.

Inquina meno, appaga l’occhio e l’acqua è sempre fresca grazie alla confezione di acciaio inossidabile, e si adatta bene alle esigenze di tutti, dallo studente, al manager passando per lo sportivo e la ragazza che non può stare senza portarsi dietro la sua acqua. Il prodotto è ecologista e strizza l’occhio agli appasionati di design, celebrando in modo etico il made-in Italy. Disponibile in due formati: da 0,5L e 1L, realizzata in acciaio inox 18/8, un materiale altamente igienico-resistente, facile da pulire, e resistente a diversi livelli termici.

Contrariamente alle più comuni bottiglie in plastica e alluminio le urban bottles possono contenere qualsiasi tipo di bevanda, anche se acida o gassosa, più e più volte e senza alcun problema di usura, migrazione di sapori e sostanze chimiche come il Bisfenolo A e ad ogni utilizzo dei prodotti 24Bottles si risparmia sull’emissione di CO2 nell’atmosfera.

GUSTOECO

Immaginate piatti e bicchieri monouso, comodi e belli, biodegradabili. L’azienda parmense GustoEco di Valeria Conde è riuscita a vestire la tavola con raffinate stoviglie di design, usa e getta amiche dell’ambiente.
I prodotti sono ideali per buffet, aperitivi, per chi si occupa di catering ed eventi o semplicemente per stupire gli amici in una cena all’aperto.

GustoEco nasce dalla passione per il design a tavola, fatti di materiali naturali: bambù, sughero, canna da zucchero e foglia di palma e si acquistano comodamente online.
Con un assortimento studiato e l’attenzione al look, le stoviglie diventano un’accessorio elegante sulle tavole per poi finire tranquillamente nel pattume dell’umido, con impatto ambientale minimo.

La grande potenzialità di GustoEco è di consentire ad imprese e privati di conoscere e acquistare prodotti provenienti da tutto il mondo, selezionati con cura e di comprovata qualità.
Dai piatti in vari modelli, materiali e misure, bicchieri e coppette, posate classiche o per il finger-food, ciotole e vassoi, tovaglie e tovaglioli, tutti gli articoli sono ecologici al 100% .
GustoEco è la scelta per una tavola di classe ed eco-friendly.

bioon

MINERV-PHA

Già nel 1954 a Ferrara il chimico italiano Giulio Natta scoprì il polipropilene isotattico, noto come Moplen, che gli valse il premio Nobel.
Ora, sempre in Emilia Romagna, un’altra scoperta rivoluzionaria: il MINERV-PHA.

Plastica che si scioglie in acqua in 40 ore e scompare, senza rilasciare sostanze nocive, naturale e che per produrla non si debbano utilizzare tonnellate di cibo. L’ha inventata un’azienda italiana, la Bio-On e gli artefici sono Marco Astorri e Guy Cicognani, con i laboratori a Minerbio è il futuro della biodegradabilità mondiale a bassissimo costo.

La storia dietro all’invenzione è divertente e fa riflettere: viene dal senso di colpa dei chip degli skypass, che loro producevano, e dalla domanda “C’è un modo per fare plastica totalmente biodegradabile?” La risposta è il polimero biocompatibile che proviene dagli scarti.

Il PHA è una plastica naturalmente prodotta da alcuni batteri, i quali, nutrendosi degli scarti di lavorazione della barbabietola da zucchero, producono una sostanza plastica che a loro serve come riserva di energia. In pratica Zero Scorie.
Il nuovo polimero viene ribattezzato Minerv e nel 2008 arriva la certificazione: al 100% biodegradabile in terra, acqua dolce e acqua di mare, attestato a Bruxelles.

I biopolimeri PHAs (polihydroxyalkanoato) nascono dai derivati della lavorazione delle barbabietole e della canna da zucchero e non da olii o amido di cereali, come gran parte dei biopolimeri attualmente in commercio.
La bellezza di questi biopolimeri è che possono riprodurre e sostituire molte delle plastiche conosciute, con resistenza e qualità nettamente superiori. Basta pensare che oggi un sacchetto di plastica si biodegrada in più di 500 anni.

In più la Bio-on costituisce un’ innovazione anche come start-up: niente finanziamenti pubblici o da istituti di credito, una fabbrica a km 0 i cui titolari saranno gli stessi contadini emiliani.

Facciamo shopping al grido di Be urban Be green, perchè una cosa non esclude l’altra, la vita in città può e deve essere amica dell’ambiente.

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