Gli emiliano-romagnoli nel mondo

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Gli emiliano-romagnoli nel mondo


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Siete sull’autobus, lontano da casa, in mezzo a stranieri, non conoscete bene la lingua locale e pensate a quanto siano diverse le cose qui rispetto all’Italia, quando all’improvviso il solito brusio urbano viene superato da una voce squillante che chiede: “Alzi la mano chi è italiano!” e un istante dopo si vede una tale quantità di braccia stese che non avreste neanche immaginato di averne così tante attaccate al corpo.

Sia esso stupore, piacevole senso di fratellanza o ovvia constatazione, alla fine si sa, come spesso si dice, che “gli italiani sono ovunque”.

Questa voglia di partire, di farsi conoscere e conoscere ha radici profonde nel sangue italiano, anche quando un tempo era più per necessità che per piacere.
Gli emiliano-romagnoli non sono stati da meno, e, sebbene quella emiliano-romagnola sia una realtà di emigrazione con uno dei tassi più bassi a livello nazionale (3,5 %, ovvero la metà di quello nazionale, contro il 27,3% del Molise con il tasso di emigrazione più alto), essa ha tuttavia assistito a un grande flusso migratorio. Il maggior spostamento di persone si è avuto nel secolo che va dal 1876 al 1976, periodo in cui espatriò circa un milione e 163 mila della gente emiliano-romagnola, ovvero oltre un quarto dell’attuale popolazione della regione.
E’ da allora che ha iniziato a costituirsi una consistente comunità di nostri corregionali all’estero, diffondendo al di fuori dei nostri confini le nostre tradizioni, i nostri saperi e sapori e il nostro inconfondibile carattere.

Secondo la legge regionale del 24 Aprile 2006, n. 3, si sono stabiliti gli interventi in favore degli emiliano-romagnoli e il funzionamento della Consulta degli emiliano-romagnoli nel mondo, che ha il compito di “attuare, qualificare e coordinare gli interventi e le azioni” e di “valorizzare i rapporti con i Paesi dell’emigrazione emiliano-romagnola” (Art.10, comma 1) poiché gli emiliano-romagnoli nel mondo costituiscono “una componente essenziale della società regionale ed una risorsa da attivare al fine di rafforzare i legami con i Paesi che li ospitano. La Regione attribuisce ai rapporti con tale componente un valore fondamentale da sostenere e sviluppare.” (Art.1,comma 1)
Nel 2011 viene creato il portale tematico “Emiliano-Romagnoli nel mondo” quale progetto di comunicazione della Giunta della Regione Emilia-Romagna e per riunire e meglio coordinare le varie iniziative e novità.

La consulta si avvale oggi di ben 110 associazioni in 22 paesi (non si può dire che i nostri antenati non abbiano viaggiato parecchio!): la maggior parte dei nostri corregionali si trova in Europa (57,9%), ma una buona parte anche nell’America centromeridionale.
Un dato interessante è che il paese che vanta il maggior numero di “rumagnul” è l’Argentina (ovvero il 14,2%), battendo persino la Svizzera, la Francia e la Gran Bretagna. L’alto numero di associazioni in questo Paese è in parte dovuto a un più forte attaccamento alle radici territoriali sentite geograficamente tanto lontane.
Noi di TER siamo da tempo in contatto con la comunità italoargentina tramite la curatrice del blog Ora Italia, Magalì Pizarro, che tiene le fila di tutte le notizie riguardanti l’Italia e l’Emilia-Romagna in Patagonia e nel mondo. Un esempio divertente del nostro consolidato rapporto oltreoceano è stato il collegamento via skype durante la Notte Rosa 2011 per festeggiare insieme l’evento: nonostante l’inverno in Argentina si vedevano tutti gli emiliano-romagnoli pieni di calore e con la gioia di brindare insieme, ovviamente rigorosamante vestiti in rosa!

Ma il legame con gli emiliano-romagnoli nel mondo è davvero qualcosa di profondo che va oltre il lato puramente ludico e che si può ammirare anche in casi di emergenza e necessità. Il terremoto di questo Maggio 2012 è stata la prova vivente della solidarietà e dei legami invisibili ma efficaci che legano la gente di questa terra: “All’indomani del terremoto, le comunità emiliano-romagnole all’estero si sono mobilitate fin da subito e hanno raccolto diverse donazioni a favore delle popolazioni emiliane colpite, con iniziative e gesti di solidarietà di cui andare orgogliosi” (così dice Sivlia Bartolini, presidente della Consulta); fra le altre numerose iniziative si sono infatti raccolti oltre 187 mila euro da associazioni in Europa, Stati Uniti, Canada e Sud America, dimostrando sentimenti di vicinanza autentici.

I nostri corregionali all’estero sono oggi tra i 109 e i 138 mila (rappresentano circa il 3% della della popolazione residente in Emilia-Romagna) e con loro si è nel tempo riuscito a creare e mantenere un universo di legami, facendone, come sottolinea il presidente della regione Vasco Errani, le “antenne” dell’Emilia-Romagna all’estero, permettendo di captare quello che accade nel mondo e di diffondere al contempo i valori del nostro territorio.

La prossima volta che sarete su un autobus, lontano da casa, in mezzo a stranieri, provate voi ad alzare la voce e chiedere: “Alzi la mano chi è emiliano-romagnolo!”.

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