Viaggiando per la FoodValley da Piacenza a Parma

 | 

Viaggiando per la FoodValley da Piacenza a Parma


Tempo stimato di lettura: 4 minuti

Oggi vi portiamo sulla Via Emilia Ponente, in quel tratto di strada, da Piacenza a Parma, che unisce da secoli le città della regione. Una strada molto particolare perché, oltre ad essere dal tempo dei Romani una delle arterie regionali, attraversa anche la cosi detta “Valle del cibo“, dividendo da una parte la Bassa Padana e i suoi campi, e dell’altra le valli appenniniche che si spingono fino ai confini con Toscana e Liguria.

Alcuni sostengono che attraversare la via Emilia significhi, anche e soprattutto, viaggiare tra le differenze gastronomiche delle città, differenze che affondano le proprie radici nella storia e nelle vicende dei Comuni e delle Signorie che hanno dominato in quelle zone: la gastronomia “farnesiana” di Parma e Piacenza, maggiormente legata alle suggestioni romane, francesi e spagnole e la gastronomia “estense” di Modena e Reggio Emilia.

Oggi percorreremo virtualmente questo tratto di strada alla ricerca di alcuni dei migliori prodotti della cucina regionale. Di tanto in tanto abbandoneremo il tracciato principale per addentrarci all’interno delle valli appenniniche o per tuffarci tra le pievi e i castelli della bassa padana, di modo che il cibo, principale protagonista di questo nostro piccolo viaggio, sia sempre accompagnato da ciò che lo ha circondato, siano paesaggi o bellissime opere d’arte.

Vi anticipiamo subito che il territorio che attraverseremo è conteso ancor oggi da due grandi Re: il maiale e il Parmigiano Reggiano, prodotti, conservati e assaporati in modi diversi a seconda del luogo in cui andremo a fermarci.

Da Piacenza a Parma (passando per Fidenza)

 

arte

Duomo di Piacenza

Partiamo da PIACENZA, città di confine tra Piemonte e Lombardia e Liguria, attraversata dal Fiume Po, città di passaggio quasi fosse un porto di mare in mezzo alla val Padana. Si dice che Piacenza sia una città austera e severa, che racchiude i suoi gioielli dietro i portoni e le mura dei suoi palazzi.
La cucina piacentina rispecchia il carattere della città, è delicata, meno grassa, più raffinata e racchiude nei suoi sapori influenze lombarde, piemontesi e liguri. Qui si mangiano i “pisarei“, piccoli gnocchi con sugo di fagioli, i tortelli con la coda e i famosi salumi tipici: coppa, pancetta e salame.
Qui, sulle sponde del fiume Po vengono pescati piccoli pesci, detti “stricc” e le anguille, che hanno reso celebre la cucina di alcune zone della Riviera.

Halloween in Emilia Romagna
Se ci allontaniamo da Piacenza e ci addentriamo tra le colline troveremo rigogliosi vigneti su cui sono poggiati, qui e lì, borghi e castelli. Siamo nel territorio del vino Gutturnio e del bianco Ortugo, vini che sembrano stati creati proprio per abbinarsi ai salumi e ai formaggi delle zone limitrofe. Tra le specialità del luogo da non perdere assolutamente vi segnaliamo la robiola piccante, la tradizionale focaccia di Borgonovo Val Tidone chiamata in dialetto “chisola” e i tartufi.
Una curiosità? Il piccolo centro di Bettola vanta di aver dato i natali a Cristoforo Colombo, tanto che gli è stato dedicato un monumento nel centro del paese!

palla2

Riprendiamo la via Emilia, l’arteria principale del nostro viaggio, e arriviamo in poco tempo nel territorio di Fidenza, da cui giriamo in direzione di BUSSETO.
Classica cittadina padana, Busseto fu capitale del piccolo stato dei Pallavicino fino al 1588, di cui conserva importanti reperti storici e artistici, oltre che città natale di Giuseppe Verdi (1813-1901). Passeggiare sotto i portici di Busseto è una vera estasi per l’olfatto, passando davanti ai negozi del centro infatti si possono avvertire gli odori del Culatello, del Parmigiano e del Lambrusco oltre alla Spongata, tipico dolce natalizio della zona.
Allontanandoci da Busseto in direzione Est, prendiamo la strada provinciale 11 ed entriamo nella campagna padana composta da pascoli e prati: siamo nella zona di produzione di uno dei formaggi italiani più famosi nel mondo, il Parmigiano Reggiano.
Sul nostro cammino nell’ordine troviamo la frazione di Roncole, dove nacque visse Giuseppe Verdi, e Soragna, piccolo abitato che ospita l’interessante Museo del Parmigiano Reggiano. Ma Busseto, Soragna e Zibello sono famosi nel mondo anche per un altro motivo altrettanto importante: ci troviamo infatti nel triangolo del Culatello, pregiato salume che viene prodotto esclusivamente tra ottobre e febbraio, quando la Bassa è avvolta dalla nebbia e dal gelido freddo di queste zone.

Piazza del Duomo Parma
Tra un assaggio , un pranzo e giro in macchina eccoci infine giunti a PARMA, città dalla storia lunga e opulenta.
Già conosciuta al tempo dei romani, Parma è una città che non fatichiamo a definire una piccola capitale. I suoi monumenti e palazzi non hanno nulla a che invidiare agli edifici di Roma o Parigi ed è spesso capitato che la stessa Famiglia Ducale, rappresentata dai Farnese prima e dai Borbone poi, facessero arrivare qui artisti ed architetti di fama internazionale. Gli affreschi contenuti nel Duomo sono di una bellezza straordinaria, cosi come i vicoli del centro storico, ed è veramente piacevole sostare qui per qualche giorno!
Parma infatti non è famosa solamente per la storia, l’arte e le bellissime architetture che ospita, ma anche per le ottime specialità che le sono valse l’appellativo di “Capitale del gusto“. Qui hanno la base tra le migliori aziende di trasformazione alimentare del paese: i caseifici che producono il Parmigiano Reggiano, il Prosciutto di Parma, il Salame Felino e il Culatello solo per citarne alcuni.
La cucina parmense è inoltre ricca di prodotti particolari, come i già citati formaggi, i salumi , un ottima pasticceria ed il nocino, che sembra che da queste parti sia veramente ottimo.
Nei territori intorno alla città poi si possono trovare dei veri e propri santuari del cibo come il Museo del Salame Felino di Felino, il Museo del Prosciutto e dei Salumi di Langhirano oltre ad altre specialità meno conosciute come la Pancetta Canusina, il Salame Fiorettino e il tipico Zuccotto di Bismantova, un insaccato di carne di maiale aromatizzata al ginepro, da consumare cotto.


Per il momento tiriamo il freno a mano e rimaniamo ancora qualche giorno in questi bellissimi territori: in meno di 70 chilometri abbiamo trovato decine di eccellenze della cucina italiana, oltre che una varietà di paesaggio davvero sorprendente. Qui infatti incastonata tra le anse del fiume Po e gli Appennini, tra i prati della pianura e le architetture cittadine, abbiamo avuto modo di apprezzare una delle aree più ricche, gustose e belle del paese.
Se volete un consiglio, cercate di visitare queste zone secondo degli itinerari che contemplino più temi e interessi, da parte nostra siamo sicuri che non ne rimarrete delusi! Buon viaggio!

Autore:

Esploratore e Avventuriero: ama navigare gli oceani, scalare le montagne più alte e surfare sulle onde del web

Lascia un commento anche tu!

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *