Foodies: quando il cibo è passione

 | 

Foodies: quando il cibo è passione


Tempo stimato di lettura: 1 minuto

immagine-42Una volta li avremmo chiamati più semplicemente “buongustai”, adesso che siamo internazionali li denominiamo “Foodies”. Ma per descrivere i loro tratti non c’è bisogno di usare l’inglese: sono quelli che scelgono con cura ogni cibo ed ogni vino, preferiscono i mercatini rionali agli iper e si informano sempre prima di acquistare.

E i Foodies sono sempre di più, almeno stando alla fotografia preparata dall’dall’istituto Gpf per Negroni. In Italia parliamo ormai quattro milioni e mezzo di persone, con numeri che crescono a sei cifre ogni anno e con una sensibilità che si fa sempre più diffusa.
Ma che cosa vogliono, in concreto, i buongustai del nuovo secolo? Prima di tutto cercano effettiva qualità. L’82,4% del campione si dichiara infatti disposto a “spendere di più per alcuni prodotti alimentari di alta qualità”, e ad investire tempo per individuare le specialità migliori. E poi prestano un’attenzione ben superiore alla media per ciò che riguarda tracciabilità e provenienza dei cibi: esaminano sempre con cura l’elenco degli ingredienti nell’etichetta (91,5%), tengono conto delll’origine geografica del prodotto (89,8%) e dei marchi di tutela come il Dop, il Doc e l’Igp.

Difficile sociologizzare sui risultati della ricerca Gpf- Negroni. Una cosa però è sicura: quella che vien fuori dall’indagine è la fotografia di cittadini sempre più informati e consapevoli, poco disposti a farsi convincere dalle ricette preconfezionate (battuta involontaria) ma d’altra parte disposti a investire per i cibi ed i vini che realmente lo meritano. E allora a noi non resta che metterci al lavoro, che di cose buone dall’Emilia Romagna ne abbiamo un bel pò!

Autore:

Un commento

Lascia un commento anche tu!

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *