Fine luglio in città

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Fine luglio in città


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C’era una volta la città a fine luglio. Era un posto strano, la città a fine luglio, con il calore che saliva vaporoso dall’asfalto e gli autobus semivuoti che si lasciavano portare lungo itinerari sempre troppo lunghi. In lontananza, appena accennato, il brusio dei condizionatori e qualche clacson smarrito.

Si poteva pensare non ci fosse più nessuno, nella città a fine luglio, e invece sottotraccia la vita continuava a pulsare. C’erano quelli che la vacanza la facciamo magari il prossimo anno- e rimanevano a casa a godersi gli spettacoli estivi– e quelli che restavano per mandar via la solitudine altrui. Ma non solo: sopra la patina d’asfalto continuavano a respirare biblioteche e musei, esercizi commerciali d’ogni tipo e dimensione, uffici pubblici e di pubblica sicurezza. Era un universo strano, la città a fine luglio, ma via via che la esploravi particolari sempre nuovi trasparivano sotto il suo velo d’afa, e tu sottovoce confessavi che non era poi così male trovarti lì.
[Foto di Giampaolo Scarcina, distribuita con licenza CC]

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