Ferrara e Forlì per Boldini

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Ferrara e Forlì per Boldini


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Continuiamo a parlare di Arte in EmiliaRomagna con due nuove mostre che saranno inaugurate proprio il weekend in arrivo, con un minimo comune denominatore: il pittore ferrarese Giovanni Boldini, indiscusso interprete della pittura della Belle Époque.

Sabato 31 gennaio nella splendida cornice del Castello Estense di Ferrara apre al pubblico la mostra “L’Arte per l’Arte”, che espone alcuni tra i maggiori capolavori dei due pittori ferraresi che furono protagonisti della scena artistica internazionale tra ‘800 e ‘900: Giovanni Boldini e Filippo de Pisis.

Due percorsi monografici paralleli in un allestimento semi-permanente (che proseguirà fino a fine del 2017, ovvero il termine previsto della ristrutturazione di Palazzo Massari) per rimettere in mostra al pubblico i quadri della Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea della città, finora inaccessibili a causa del terremoto del 2012.

 

L’arte di Boldini è qui rappresentata attraverso un percorso personale che ne indaga l’evoluzione pittorica e il suo ruolo di spicco nel rinnovamento della pittura italiana e internazionale dell’epoca. Nelle sontuose sale del piano nobile del Castello si susseguono così le prime prove eseguite a Firenze accanto ai macchiaioli, le atmosfere della vita moderna nella Parigi degli Impressionisti, fino alle icone della pittura boldiniana, tra cui “La Signora in Rosa” e “Fuoco d’artificio”.

 

Nei celebri Camerini di Alfonso I, aperti appositamente per l’occasione, è invece allestita la personale su De Pisis, che propone un ritratto completo della sua carriera artistica, dalle opere del periodo giovanile, dense di memorie sogni e speranze alla vigilia del trasferimento a Parigi, alle creazioni della maturità, quando l’artista, assimilato il ricordo di De Chirico e della pittura metafisica, approda ad una personale “stenografia pittorica”, per concludersi con i lirici capolavori della maturità, in cui la poesia delle immagini si spoglia all’essenziale.

Photo Courtesy: StudioEsseci

Domenica 1° febbraio ai Musei San Domenico di Forlì inaugura anche la mostra “Boldini. Lo Spettacolo della Modernità”, che propone un approfondito viaggio attraverso la lunga e prolifica carriera del pittore, caratterizzata da una sperimentazione continua che ha prodotto periodi artistici anche molto diversi tra loro.

Uno dei punti di maggior forza dell’esposizione è la riconsiderazione della prima stagione di Boldini, negli anni che vanno dal 1864 al 1870, trascorsi prevalentemente a Firenze a stretto contatto con i Macchiaioli: piccoli dipinti, soprattutto ritratti, davvero straordinari per qualità e originalità.

MuseiSanDomenico @-Riccardo29- WikiCommons

Musei San Domenico @-Riccardo29- WikiCommons

 

Vediamo allora come è composto il percorso espositivo.
Il piano terra è dedicato alla figura dell’artista, rievocata attraverso autoritratti e ritratti, alla sua biografia, all’atelier e alla valorizzazione della poco conosciuta produzione grafica.
Al primo piano, il ciclo della “Falconiera” e i ritratti di amici e collezionisti della grande stagione macchiaiola. Segue quindi la prima fase parigina, caratterizzata dalla produzione degli splendidi paesaggi e dipinti di piccolo formato con scene di genere.

Proseguendo si possono ammirare le scene di vita moderna, esterni ed interni, del periodo parigino maturo, durante il quale Boldini si afferma come uno dei maggiori interpreti della metropoli francese negli anni della sua inarrestabile ascesa a capitale mondiale dell’arte e della mondanità.
Infine le sezioni dedicate alla grande ritrattistica, che lo vedono diventare protagonista in un genere, quello del ritratto mondano, destinato ad una straordinaria fortuna internazionale.

La mostra sarà aperta fino al 16 giungo di quest’anno.

PhotoCourtesy: StudioEsseci

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Social Media Manager per @inEmiliaRomagna e mamma a tempo pieno.
Amo viaggiare, sia fisicamente che con la fantasia, grazie a film e libri, e celebro ogni giorno con un sorriso.

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