[#EmiliaRomagna Viva Verdi] Celebrando il Maestro

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[#EmiliaRomagna Viva Verdi] Celebrando il Maestro


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Il tema settimanale è dedicato alla celebrazione di Giuseppe Verdi, considerato il più celebre compositore italiano di tutti i tempi, come testimonia il vasto repertorio operistico, rappresentato nei teatri internazionali.
Come ogni anno torna nel mese di Ottobre, in concomitanza con l’anniversario della sua nascita (10 ottobre 1813) Il Festival in suo onore, l’appuntamento dedicato al Maestro di Roncole di Busseto organizzato dal Teatro Regio di Parma.
Per oltre un mese sono tanti gli eventi collaterali organizzati in città e nelle terre Verdiane, oggi diamo uno sguardo a date ed orari di programmazione del FestivalVerdi per il weekend, dedicato all’opera La Traviata:

traviata

Al centro Sonia Ciani (Violetta Valéry), Andrea Pellegrini (Barone Douphol), sulla destra Fabrizio Paesano (Alfredo Germont), Atto I – foto di Roberto Ricci

venerdì 31 ottobre ore 20.00 fuori abb.
sabato 1 ore 20.00 fuori abb.; domenica 2 novembre 2014, ore 20.00 fuori abb.
LA TRAVIATA
Musica: Giuseppe Verdi
Interpreti Artisti del 52° Concorso Internazionale Voci Verdiane “Città di Busseto” in collaborazione con Scuola dell’Opera Italiana
Maestro concertatore e direttore: STEFANO RABAGLIA
Regia: HENNING BROCKHAUS
Scene: Josef Svoboda – Costumi: Giancarlo Colis
Maestro del coro: Andrea Faidutti
ORCHESTRA E CORO DEL TEATRO COMUNALE DI BOLOGNA
Coproduzione: Fondazione Teatro Comunale di Bologna, Fondazione Teatro Regio di Parma, Fondazione Pergolesi Spontini di Jesi
In collaborazione con Comune di Busseto, Teatro Giuseppe Verdi di Busseto, Concorso Internazionale Voci Verdiane “Città di Busseto”, Scuola dell’Opera Italiana – Fondazione ATER Formazione Allestimento della Fondazione Pergolesi Spontini di Jesi dai bozzetti scenografici di Josef Svoboda

La Traviata si configura come una delle più celebri opere del Maestro Verdi, ultimo capolavoro nella “trilogia popolare” composta da Rigoletto (1851) e Il trovatore (1853), si tratta di una tragedia dai toni romantici e sociali, musicata dal compositore su libretto di Francesco Maria Piave, che a sua volta trasse ispirazione dal romanzo di Alexandre Dumas “La Dame aux camélias” [La signora delle camelie, 1848]

La trama in breve:
La vicenda ruota attorno alla storia d’amore tra l’elegante e bella Violetta Valery, donna di mondo i cui costumi per l’epoca venivano considerati discinti, e Alfredo Germont, un giovane di buona famiglia. La passione che travolge i protagonisti viene osteggiata in primo luogo dal pensiero moralista del padre di Alfredo, simbolo della società benpensante, il quale ad insaputa del figlio minaccia la donna per porre fine alla relazione, che a sua volta orchestra una sofferta messa in scena per allontanare il giovane. La scelta di Violetta porta inevitabilmente al momento più alto di pathos nell’intera opera, di cui si ricorda la celeberrima scena in cui Alfredo mosso da rabbia e gelosia, umilia pubblicamente la donna con le parole “ Or testimon vi chiamo che qui pagata io l’ho “. Sebbene la verità si manifesti e la purezza dei sentimenti vincano lo scetticismo morale, giungerà la malattia di Violetta, a portare sul finale la tragedia della morte, ed amareggiare così un mancato lieto fine.
La complessa drammaturgia dell’opera si traduce magistralmente nella composizione di Verdi, il quale fu capace di esprimere le sfumature della coscienza attraverso le note. La messa in scena del dramma borghese scatenò una dura critica da parte della censura, poichè per l’epoca si trattava di un’opera avanguardistica nella tematica, dovuta appunto alla critica sociale che ne è dipinta.

Se volete immergervi appieno nella musica di Giuseppe Verdi non potete precindere una viva curiosità per la sua vita, per la personalità forte e significativa che influenzò il suo tempo. Verdi infatti partecipò attivamente alla vita pubblica dell’epoca, marcando la duplice anima di tranquillo uomo di campagna,schietto ed integerrimo, e l’immagine del patriota ardente, che lo portò a sedere come deputato nel primo parlamento dell’Italia unita.
Immerso nelle grandi correnti di pensiero che percorrevano l’Italia e l’Europa fu un grande frequentatore della capitale artistica del tempo: Parigi, frequentandone ospite i salotti della colta nobiltà, (ricordiamo la casa della Contessa Maffei) in cui tra gli altri conobbe Alessandro Manzoni, a cui dedicò la composizione sacra Messa di Requiem.

L’ingente epistolario che ha lasciato (sapevate che scrisse circa 25.000 lettere?) è uno strumento per conoscere l’inedito volto di Verdi, colto osservatore di un’epoca memorabile, attraversando con il carisma che lo contraddistinse anche i tormenti personali, tra cui gli ideali politici e le complesse relazioni sentimentali che lo videro compagno e amante di singolari donne del suo mondo.
Sbirciare nella sua corrispondenza può significare comprenderne i molteplici aspetti caratteriali che hanno portato il suo genio ad essere, con Puccini, il compositore italiano più rappresentato nel mondo 🙂

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