[Emilia Romagna Borghi] Brisighella: culla dell’ospitalità

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[Emilia Romagna Borghi] Brisighella: culla dell’ospitalità


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Se siete alla ricerca di un turismo che apprezza la natura e al contempo guarda con interesse al proprio benessere psicofisico, il luogo giusto per voi è Brisighella

Foto di Vanni Lazzari | Fonte Wiki Love Monuments 2016

Foto di Vanni Lazzari | Foto © Wiki Love Monuments 2016

Adagiata tra le verdi colline della valle del fiume Lamone, il borgo di Brisighella sorge alle pendici del parco appenninico della Vena del Gesso, ai piedi di tre pinnacoli rocciosi che ne scandiscono il profilo paesaggistico e ne segnano l’orizzonte geografico e storico. Su di loro, testimoni di un antico passato, si innalzano i simboli del centro abitato: l’imponente Rocca Manfrediana risalente al XIV sec., il santuario della Beata Vergine del Monticino datato al XVIII sec. e la cosiddetta torre dell’Orologio risalente al tardo XIX sec.

Sorta lungo l’antica strada di collegamento tra Ravenna e Firenze, Brisighella vanta un paesaggio naturale contraddistinto da campiture regolari ricche di vigneti e uliveti, inserite a loro volta in una cornice di pace e tranquillità.
Un luogo ideale per lasciarsi alle spalle gli stress della vita quotidiana e trascorrere una vacanza nel segno del benessere grazie alle proprietà terapeutiche delle sue acque termali, situate a poco più di 300 metri dal centro storico.

Arte, natura, benessere e un’ottima enogostronomia sono le referenze con le quali Brisighella si presenta ai suoi visitatori e a chiunque abbia voglia di conoscerla, peculiarità che la rendono tra l’altro non solo uno dei Borghi più Belli d’Italia, ma anche protagonista a pieno titolo nei circuiti Cittaslow e Bandiera Arancione del Touring Club Italiano.


Cenni Storici

La ricchezza naturale e la posizione strategica del suo territorio è sempre stata apprezzata dai diversi gruppi che, nel corso dei millenni, hanno scelto di stanziare e vivere in quest’area.

Fu solo però nel tardo Duecento (1290), in concomitanza a una politica di controllo del territorio e di faide interne alla vicina città di Faenza, che si arrivò a fondare il primo nucleo della futura comunità brisighellese. Il merito cadde sul condottiero Maghinardo Pagani da Susinana, di origini imolese, che per primo edificò un baluardo difensivo sul pinnacolo di gesso oggi occupato dall’ottocentesca Torre dell’Orologio. Pochi anni dopo, nel 1310, i Manfredi da Faenza, suoi avversari politici, presero il controllo dell’area, realizzando la maestosa rocca ancora oggi esistente, a cui piedi, in poco meno di un secolo, si sviluppò il borgo. Il dado era ormai tratto.

Tra esigenze difensive e di popolamento, nei secoli a seguire Brisighella attuò un programma di custodia gelosa della sua memoria storica, arricchendosi delle bellezze architettoniche e artistiche e dei sapori del suo territorio.


Cosa Vedere

Antica via del Borgo | Foto di Nicole Pasini

Antica via del Borgo | | Foto © Nicole Pasini, via Viaggiare, uno stile di vita

Un dedalo di viuzze acciottolate compone i percorsi dell’anima del suo centro storico. Tra salite e discese, tutte da percorrere obbligatoriamente a piedi, si aprono scorci paesaggistici resi unici dai colori pastello delle sue antiche dimore.

Cuore e al contempo accesso al borgo è Piazza Carducci sulla quale si affaccia la collegiata dei Santi Michele e Giovanni Battista, che conserva al suo interno opere di pregio databili tra quattrocento e cinquecento. Da qui risalendo via Porta Fiorentina e costeggiando piccole rivendite di prodotti enogastronomici del territorio di assoluta qualità, incontriamo dapprima la più antica fonte pubblica del paese e in seguito raggiungiamo la neoclassica Piazza Marconi, meglio nota come piazza del Municipio.

A sovrastare questo ampio spazio è la pittoresca Antica Via del Borgo (meglio nota come Via degli Asini), senza alcun dubbio una delle attrazioni più fotografate di tutto il paese. Sopraelevata e coperta, riceve luce da una successione di mezzi archi che ne scandiscono il fronte esterno, collegando le facciate delle case addossate alla scarpata rocciosa.

Alla sua spalle si dipana la cosiddetta “Via della Torre” che, risalendo il crinale, permette di raggiungere il monumento dell’Orologio, regalando al contempo affacci panoramici sull’intera valle. Poco lontano, verso Est, si inalza maestosa la Rocca manfrediana, sede di un museo dedicato alla storia del territorio. Più giù in paese, il Museo Civico Giuseppe Ugonia espone alcune opere del famoso pittore e litografo originario di Faenza ma brisighellese di adozione, che detiene alcune sue composizioni artistiche anche presso il British Museum.

Allontanandoci dal borgo, Brisighella non smette di stupire. Dal punto di vista culturale, una menzione particolare va alla piccola pieve di San Giovanni in Ottavo, una delle chiese romaniche meglio conservate di tutta la Romagna, posta lungo la Statale 302 in direzione della Toscana.

Brisighella

La pieve di San Giovanni in Ottavo | Foto di @ghiandol, via Flickr

Dal punto di vista naturalistico, invece, l’attenzione va tutta rivolta al Parco del Carné: un’oasi verde di oltre settanta ettari attrezzata con adeguate strutture e servizi a disposizione degli amanti del trekking, della mountain bike, del turismo equestre e della vita all’aria aperta in generale.


Cosa Fare

Brisighella

Il Parco del Carnè | Foto @ montanari.paolo, via Instagram

PRIMAVERA

– soli o in compagnia, con l’arrivo della bella stagione e l’innalzarsi delle temperature, il mio consiglio è di trascorrere un’intera giornata circondati dal verde del parco del Carnè. Si potrà scegliere, ad esempio, se percorrere una tranquilla passeggiata mattutina lungo i suoi sentieri fino a raggiungere il rifugio del Parco e da qui poi proseguire; oppure svolgere itinerari legati al nordic walking (vedi quello de “La Corona delle Ginestre”) o alla mountain bike, immersi negli splendidi panorami che questo territorio riesce a offrire;
– dalle tradizionali Feste Medioevali o una delle tante cene romantiche della rassegna Brisighella Romantica, l’importante è esserci;
– inoltrarsi nel cuore dell’Appennino Tosco Romagnolo, su una delle tratte ferroviarie più suggestive d’Italia, a bordo del celebre treno di Dante. Firenze non è mai stata così vicina alla Romagna!

ESTATE

un viaggio nel sottosuolo brisighellese alla scoperta della Grotta della Tanaccia, uno dei più conosciuti percorsi speleologici dell’intera Vena del Gesso;
– un tour delle cantine vinicole del territorio, preferibilmente accompagnato da un’ottima piadina;
– un weekend nel noto stabilimento termale di Brisighella. Obiettivo: curare il proprio benessere ed acquisire un nuovo equilibrio psico-fisico;
– una visita al Monte Rontana dove da alcuni anni – tra agosto e settembre – l’Università di Bologna sta seguendo uno scavo archeologico nell’antico castrum Rontanae (X sec.)
– un aperitivo o una cena romantica. A voi la scelta.

Brighella Romantica | Foto by @neverwinealone, via Instagram

Brighella Romantica | Foto by @neverwinealone, via Instagram

AUTUNNO

– le foglie cambiano colore e con loro il paesaggio si trasforma in un grande spettacolo da ammirare. Il parco della Vena del Gesso è il posto giusto per assistere a questo straordinario evento naturale;
– è tempo di raccolta e di vendemmia ma soprattutto è tempo di sagre. Tra ottobre e novembre il centro storico si anima con numerosi eventi d’interesse culinario. Basta solo essere curiosi!

INVERNO

– una cena, magari romantica, a base di prodotti genuini davanti al caldo di un camino a legna. Cosa volere di più?
– la neve tinge le colline circostanti e i tetti del centro storico. Davanti a voi un paesaggio da perdere il fiato;
– inverno significa Natale e con lui gli imperdibili mercatini artigianali e il tradizionale presepe vivente con i suoi personaggi e i suoi allestimenti scenografici.


Eventi

Tralasciando le numerose feste e sagre che Brisighella ospita per promuovere i prodotti tipici del territorio (dalla Sagra del Porcello e quello del mercato dei frutti naturali e dei prodotti tipici locali come la pera volpina, il tartufo e l’olio extra vergine di oliva “Brisighello”), il borgo accoglie ogni anno anche numerosi eventi che ne esaltano l’arte, la storia, l’architettura e il fascino romantico.

Primo tra tutti le tradizionali Feste Medioevali che dal 1980 celebrano il Medioevo con tutte le sue suggestioni.
Sul finire della primavera (quest’anno però l’evento cade il 24 giugno prossimo), la manifestazione Brisighella Romantica: una speciale occasione per originali cene a lume di candela nel centro del paese con mostre, menù e intrattenimenti in tema amore.
Infine, a inizio maggio Borgo Indie, un mini festival dedicato alle realtà indipendenti agricole e culturali fatto di conferenze, incontri, degustazioni e molto altro.


Gastronomia

Pur inserendosi a pieno titolo della tradizione della cucina romagnola, Brisighella detiene una marcia in più rispetto ad altri territori. Il suo territorio ha, infatti, mantenuto nei secoli un’integrità ecologica tale da sfornare prodotti enogastronomici di primissima qualità.

Prodotto principe è l’Olio Extra vergine di Oliva Dopo “Brisighello”, a cui si affiancano il formaggio conciato nelle vicine grotte di gesso, la carne di Mora Romagnola e di razza bovina, il carciofo Moretto e ancora i frutti dimenticati come la pera Volpina, le pesche nettarine e le albicocche Igp di Romagna.

A tutto ciò si affianca una produzione vinicola di assoluto rispetto, con vitigni di Sangiovese DOC e Albana DOCG.


Cammini

Tra i cammini che attraversano l’Emilia Romagna, il Cammino di Dante e il Cammino Lungo di Sant’Antonio toccano Brisighella, facendone difatti una tappa importante dei loro percorsi.


Come raggiungere Brisighella

Posta a circa 12,5km della via Emilia e a soli 50 Km dalla costa Adriatica, Brisighella si pone in una posizione privilegiata rispetto alle principali vie di comunicazione. Servita dalla linea ferroviaria Faenza-Firenze, è facilmente raggiungibile dai mezzi propri e pubblici percorrendo la Strada Statale 302.


La rubrica [Emilia Romagna Borghi] è realizzata basandosi sulle adesioni dei Borghi alle Associazioni: Borghi più belli d’Italia, Bandiere Arancioni, Borghi autentici d’Italia.

Autore:

Davide Marino nasce come archeologo ma finisce per fare altro. Razionale ma non metodico, lento e appassionato. Un giovane entusiasta dai capelli grigi