Da 150 anni su e giù per l’Appennino: storia e vicende della Ferrovia Porrettana

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Da 150 anni su e giù per l’Appennino: storia e vicende della Ferrovia Porrettana


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Oggi vi raccontiamo la storia della ferrovia Porrettana, la prima linea transappenninica italiana.

Entrata in attività nel 1864 per volere del Re Vittorio Emanuele II, la linea Porrettana taglia l’appennino tosco-emiliano da Bologna a Pistoia e fu il primo collegamento ferroviario che permetteva di superare gli appennini in treno.

La Porrettana fu quindi fin da subito un opera dall’alto valore simbolico  sia per il grande risparmio di tempo nell’attraversare la dorsale appenninica sia perché era la prima manifestazione tangibile della volontà di unità territoriale del neo nato Regno d’Italia.

Ma la Porrettana fu anche un’opera di grande ingegneria.  Con le sue 47 gallerie e 37 ponti e viadotti, la ferrovia fu per i suoi creatori un ‘opera dall’enorme difficoltà realizzativa, tanto che si dovette ricorrere a soluzioni innovative per superare i dislivelli di altitudine presenti nella zona.  Costruita in tempi record, circa 10 anni, la Porrettana rispecchiava la volontà della Monarchia di unire l’Italia, nonché il chiaro interesse di dotare il paese di un  efficiente sistema di spostamento delle truppe militari sul nuovo territorio nazionale.

Utilizzata come principale linea di comunicazione tra Nord e Sud, la linea fu quasi interamente distrutta durante la Seconda Guerra Mondiale. Nel corso della ritirata tedesca infatti furono fatti saltare 29 ponti, 8 gallerie, 10 stazioni, 45 case cantoniere, per un totale di 52 km di binario.

Ricostruita in tempi record, nell’ottobre del 1947 la circolazione era stata già riaperta, la ferrovia perse man mano valore “strategico” con l’intensificarsi degli scambi delle merci su gomma e con la costruzione della nuova linea Firenze-Bologna.

Oggi la linea porrettana non ha più la sua antica funzione ed è utilizzata principalmente per il trasporto locale e dei turisti che la utilizzano per arrivare alle destinazioni montane da dove partono bellissime passeggiate e itinerari trekking.

Data la sua storia e il suo significato simbolico la porrettana è stata da poco candidata dalle province di Bologne e Pistoia a diventare patrimonio dell’Unesco.  Un cammino che nasce dalla volontà di salvaguardare il valore storico, culturale e funzionale di questa tratta ferroviaria, primo collegamento fra i due versanti dell’Appennino tosco-emiliano e vero e proprio gioiello di ingegneria.

 

 

Ringraziamo per le foto la bellissima iniziativa fotografica “La Porrettana in 5 amici” a cui vi rimandiamo per scoprire altri bellissimi scorci della ferrovia.

Autore:

Esploratore e Avventuriero: ama navigare gli oceani, scalare le montagne più alte e surfare sulle onde del web

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