Ciak si gira! L’Emilia Romagna nelle pellicole della storia del cinema

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Ciak si gira! L’Emilia Romagna nelle pellicole della storia del cinema


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Le pianure nebbiose, le paludi, le città, la provincia, gli appennini e poi giù, fino alle spiagge di Romagna. L’Emilia Romagna ha sempre prestato i suoi paesaggi e le sue città alla creatività dei grandi maestri del Cinema i quali, come per saldare un debito, li hanno impressi nelle loro pellicole consegnandole indelebilmente alla storia del cinema.

Massimo Girotti In Ossessione (Obsession) By Luchino Visconti, 1943

Massimo Girotti – “Ossessione”, Luchino Visconti, 1943

Era il 1943 quando Luchino Visconti decideva di girare uno dei suoi primi lavori, Ossessione, in Emilia Romagna.
Liberamente ispirato al romanzo “Il postino suona sempre due volte” di James M. Cain, ma ambientato tra la bassa padana a la riviera adriatica, questo film del 1943 di Luchino Visconti  fu una vera e propria pietra dello scandalo. Osteggiato dalla Chiesa e dal Regime Fascista per la storia di tradimento che raccontava, ne abbiamo oggi traccia grazie ad una pellicola che lo stesso regista salvò dalla distruzione del regime. Considerato uno dei manifesti del neorealismo italiano è ambientato quasi interamente in Emilia Romagna, le cui pianure e coste con i loro paesaggi sconfinati, diventano il palcoscenico del desiderio di libertà e respiro dei protagonisti, nella loro ricerca di una vita nuova e diversa.  Si dice che nella scena girata a Piazza della Repubblica di Ferrara si può notare un carretto di un gelatiere molto noto allora in città, Armando Orsucci, quasi un’istituzione cittadina.

Il film è stato inserito nella lista dei “100 film da salvare“, nata con lo scopo di segnalare “100 pellicole che hanno cambiato la memoria collettiva del Paese tra il 1942 e il 1978”

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Scena iniziale del VI ed ultimo episodio di “Paisà”, R. Rossellini – 1946

Anche Roberto Rossellini, grande maestro del neorealismo italiano, scelse l’Emilia Romagna per ambientare due episodi del suo “Paisà” in Emilia Romagna. Nella pellicola si rievoca l’avanzata delle truppe alleate dalla Sicilia al Nord Italia e ambienta gli ultimi due episodi del film proprio sull’appennino emiliano romagnolo, dove era la trincea difensiva della Linea Gotica, e tra le paludi di Porto Tolle. Qui il Fiume Po e gli scenari del Delta diventano il macabro scenario della lotta sanguinosa tra partigiani e nazi-fascisti, rievocando fatti storici e antiche ferite locali.
Film sceneggiato, tra gli altri, anche dal giovane Federico Fellini vide la prima apparizione di una giovanissima Giulietta Masina, all’epoca già moglie di quello che di li a poco sarebbe diventato uno dei più grandi registi esistenti.

Anche “Paisà” è stato inserito nella lista dei “100 film da salvare“, nata con lo scopo di segnalare “100 pellicole che hanno cambiato la memoria collettiva del Paese tra il 1942 e il 1978”.

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“Un ettaro di cielo” – Anglauco Casadio, 1957

Una bellissima fiaba tra le acque è invece quella di “Un ettaro di cielo“, film del 1957 di Aglauco Casadio, interpretato da un giovane Marcello Mastroianni e con la sceneggiatura di Tonino Guerra. La pellicola è ambientata nella zona del Delta del Po e Valli di Comacchio, che fungono da scenario per un mondo galleggiante che racconta dei miti e delle credenze di un’epoca.
Severino Balestra è un ambulante che gira per le varie feste paesane del Delta del Po vendendo cianfrusaglie, sogni e pezzi di paradiso.
Una “fiaba curiosa“, come ebbe a definirla lo stesso Marcello Mastroianni, uscita dalla penna di Tonino Guerra ed Ennio Flaiano.

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“I Vitelloni” – Federico Fellini, 1953

Non fu girato in Emilia Romagna invece “I Vitelloni” di Federico Fellini, ma è come se lo fosse stato. La Rimini battuta dal vento invernale che si vede nel film non è la cittadina romagnola, eppure tutto ricorda i tempi, i riti e le sensazioni delle città di mare.
Le spiagge deserte e le strade poco trafficate, nella bassa stagione delle località marine, sono l’ambientazione di una storia che è insieme autobiografica, ed uno spaccato della società italiana degli anni 50.
I Vitelloni fu sicuramente il primo grande successo di Federico Fellini. Vincitore del Leone d’Argento al Festival di Venezia del 1953 il film fu un successo mondiale tanto che, più tardi, il regista George Lucas lo paragonò al suo “American Graffiti“.

Anche “I Vitelloni” è stato inserito nella lista dei “100 film da salvare“, nata con lo scopo di segnalare “100 pellicole che hanno cambiato la memoria collettiva del Paese tra il 1942 e il 1978”.

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Foto di Movielegends [http://retrografix.blogspot.it/]

Parma invece sarà l’ambientazione perfetta per “Prima della Rivoluzione, film di Bernardo Bertolucci del 1964. Le piazze della città ducale, i suoi vicoli, diventano il paesaggio ossessivo in cui ruotano le vite dei protagonisti. Anche qui gli ambienti, la città di Parma con e sue abitudini e monumenti del passato sono il catino di pietra da cui vuole scappare il giovane protagonista. Oggi il film, insieme a “I pugni in tasca” di Marco Bellocchio, uscito l’anno seguente, è considerato un manifesto della Nuovelle Vague italiana ed anticipatore delle tensioni giovanili della contestazione del Sessantotto.

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“Al di la delle nuvole” – Michelangelo Antonioni, Wim Wenders, 1995

Le nebbie ferraresi saranno invece lo scenario ideale per l’episodio di “Al di là delle nuvole” di Michelangelo Antonioni e Wim Wenders. Oltre alla sceneggiatura di Tonino Guerra, il film vede la partecipazione del musicista bolognese Lucio Dalla, insieme ad artisti del calibro degli U2 e Van Morrison.
Un pittura dalle immagini potenti e affascinanti, di una bellezza visuale disarmante i cui Ferrara è il silenzioso teatro di una storia d’amore che si perde tra le nebbie.  Il film, acclamato dalla critica nazionale ed internazionale, vinse un David di Donatello e il Premio della Stampa Internazionale Cinematografica del Festival di Venezia.

Noi per il momento ci fermiamo qui, ma la lista sarebbe ancora lunga. Solo per fare qualche esempio, negli anni ottanta Rimini, e la costa adriatica, sarebbero diventate le location privilegiate di commedie a tema vacanziero e scanzonato, che hanno contribuito a rendere celebri luoghi e nuovi stili di vita, cosi come la città Universitaria di Bologna, con la sua storia studentesca e di vita notturna, sarebbe stata la location ideale per commedie e film a sfondo giovanile e poliziesco.

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Esploratore e Avventuriero: ama navigare gli oceani, scalare le montagne più alte e surfare sulle onde del web

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