Bologna, la gotica: 10 cose da vedere

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Bologna, la gotica: 10 cose da vedere


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Se il medioevo è stato per anni considerato un’epoca di decadenza o comunque solo di “passaggio” tra l’era Antica e quella Moderna, ben più degne di nota, non è questo il caso di Bologna.

Nel X secolo Bologna vede soddisfatte le sue aspirazioni comunali grazie alla morte di Matilde di Canossa e alle concessioni di Enrico V. Grazie alla partecipazione alla lotta contro Barbarossa conosce una grande espansione, non solo edilizia ma anche economica, diventando uno dei maggiori centri di scambio per via dei suoi canali, fino a diventare alla fine del XIII secolo, il maggiore centro industriale tessile d’Italia e la quinta città europea per popolazione. Tra i successi riscossi dai bolognesi in questo secolo, ricordiamo la cattura di Re Enzo di Sardegna, figlio di Federico II del Sacro Romano Impero e il primato di certo italiano ma forse anche mondiale nella promulgazione, nel 1256, della “Legge Paradiso” che aboliva la schiavitù e riscattava i servi della gleba, pagando gli ex proprietari con soldi pubblici.
Estremamente avanguardisti quindi, ma anche dal punto di vista culturale, se pensiamo che al 1088 è fatta risalire la fondazione di quella che è riconosciuta come la prima università del mondo occidentale.
In ambito artistico, dal XIII secolo al XIV, Bologna si pone come officina primaria sopratutto nella produzione del libro e nella miniatura (ne parla lo stesso Dante nel canto XI del Purgatorio), probabilmente dovuto alla produzione libraria legata all’ Università e agli importanti ordini monastici che giunsero in città, dai domenicani nel 1219, ai francescani nel 1236.
La produzione artistica bolognese di questo periodo è il risultato di echi bizantini e occidentali, di linguaggi autonomi e influenze centro italiane e nordiche. Ma del resto, è naturale che una Bologna, città di commerci e diverse culture, sia potentemente aperta al dialogo e ai sincretismi.

Lungi da noi cercare di ricostruire in maniera esauriente i complessi sviluppi di Bologna nel periodo gotico – richiederebbero non solo più spazio ma anche una penna più colta- l’intento di oggi è solo quello di proporvi qualche luogo che vi farà tornare in una città medievale come se il tempo non fosse trascorso.

Portici

Non possono che essere al primo posto. Bologna infatti, detiene il record mondiale del portico più lungo del mondo con i suoi 3796 metri e 666 arcate e conta quasi 40 km di portici solo nel centro storico, tanto preziosi da candidarli come “patrimonio dell’umanità” dell’UNESCO.
La loro origine è in parte da attribuirsi alla forte espansione edilizia dovuta allo sviluppo del commercio e dell’università.
La necessità di sfruttare al meglio gli spazi e aumentare la capienza delle case espandendo i piani superiori al piano terra e la lungimiranza dei rettori della città obbligandola alla costruzione delle case coi portici e al loro uso pubblico.
Un curioso editto del 1288, indicava addirittura le misure precise del portico per permettere il transito di un uomo a cavallo.

Torri

Il secondo posto spetta di diritto alle torri, uno dei tratti più caratteristici della città. Tra il XII ed il XIII secolo il numero delle torri innalzate nella città era molto alto, almeno un centinaio, ma solo una ventina sono arrivate ai giorni nostri. Durante la lotta per le investiture, le torri erano uno strumento di offesa e/o difesa, un simbolo di potere, ma erano anche abitazioni (le cosiddette case-torri), di altezza più ridotta, dotate di aperture e di mura meno spesse.
Le due torri (simbolo della città), entrambe pendenti, devono i loro nomi, Asinelli (la maggiore) e Garisenda (la minore) alle famiglie a cui tradizionalmente se ne attribuisce la costruzione, all’inizio del XII secolo.

Piazza Maggiore

Di certo una delle massime attrazioni di Bologna, in meno di 7 km quadrati troviamo ben quattro edifici che oltre ad essere tra i più importanti della città risalgono al periodo gotico.

San Petronio

La gotica e imponente basilica di San Petronio costruita per volere del Comune fra il 1390 ed il 1659. Presenta un portale decorato da bassorilievi di Jacopo della Quercia, mentre all’interno si trovano alcune cappelle notevolmente decorate. Nella navata sinistra, sul pavimento, è visibile la meridiana più grande del mondo, progettata dal matematico Giovanni Domenico Cassini e realizzata nel 1655.
Una curiosità. Avete mai notato camminando lungo i lati della chiesa, i transetti sono interrotti all’improvviso? Sembra che nel progetto originale risultasse che la chiesa completata sarebbe stata più grande della stessa San Pietro romana: il Papa non accettò e fece interrompere i lavori!

Palazzo d’Accursio

Il Palazzo d’Accursio o Comunale (XIII-XV secolo) si affaccia su Piazza Maggiore ed è sede del Municipio di Bologna.
All’inizio fu l’abitazione di Accursio, giurista e maestro di diritto all’ Università e solo nel 1336 divenne residenza della magistratura del comune e quindi sede del governo della città.
Al suo interno si trovano collezioni comunali provenienti da antiche collezioni private (Pelagi, Pepoli) disposte nell’ex appartamento dei cardinali legati e nella Sala Rusconi. Fra le altre, opere del ‘300 Bolognese, di Tintoretto e dei Carracci.

Palazzo del Podestà

Il palazzo del Podestà venne eretto nel 1200 circa, insieme alla piazza come edificio per svolgere le funzioni pubbliche.
Il grande complesso architettonico era attraversato da due strade che si incrociano sotto il voltone del Podestà sul quale si erge la cosiddetta torre dell’Arengo, la cui campana richiamava il popolo in caso di eventi straordinari.
Una curiosità. Sotto il voltone del Podestà potete sperimentare uno straordinario effetto acustico: se siete in quattro amici e ciascuno occupa uno degli angoli, i due che occupano le posizioni opposte potranno parlarsi sotto voce senza nemmeno girarsi!

Palazzo Re Enzo

Il Palazzo Re Enzo venne costruito nel 1245 come ampliamento del Palazzo del Podestà e per questo chiamato Palatium Novum ma, tre anni dopo la sua costruzione ,divenne dimora/prigione di re Enzo, figlio dell’imperatore Federico II di Svevia, catturato durante la battaglia di Fossalta nei pressi di Modena e dove rimase sino alla sua morte nel 1272.

San Francesco

I francescani, nel 1236, ottennero da papa Gregorio IX e dalle autorità civili, la possibilità di avviare la costruzione del grande complesso che, fin dalle sue fondazioni, ebbe carattere di monumentalità. La chiesa di San Francesco è il primo esempio di gotico francese in Italia.

San Domenico

La chiesa di San Domenico, anch’essa del XIII secolo, è degna di menzione anche per le straordinarie opere d’arte che contiene. L’arca in cui sono conservate le spoglie del santo, ad esempio, fu realizzato nel 1264-1267 da Nicola Pisano e bottega, mentre la cimasa è opera di Niccolò dell’Arca: iniziata nel 1469, essendo rimasta incompiuta, fu completata da alcune piccole statue di Michelangelo.
Le tombe dei Glossatori della Scuola bolognese
Sia la chiesa di San Francesco sia quella di San Domenico presentano all’esterno i monumenti funerari di alcuni fra i primi e più importanti professori universitari di Giurisprudenza, materia nella quale Bologna eccelleva. Erano detti Glossatori perché commentavano i testi di diritto romano con aggiunte esplicative a margine, per rendere più chiari i contenuti dei passi in esame. Queste nuove figure professionali, cardini della vita politica e culturale cittadina, scelsero di essere seppellite in luoghi di grande visibilità urbanistica.

San Giacomo Maggiore

Il complesso di S. Giacomo è racchiuso dal lato di Piazza Verdi dagli unici avanzi delle mura merlate del Mille, venne costruita fra il 1267 e il 1315 dai frati Eremitani di S. Agostino e ristrutturata alla fine del ‘400. Di impostazione romanica, ispirata alla semplicità e alla povertà degli Ordini mendicanti, la chiesa dimostrava una concezione dello spazio già di ispirazione gotica (slancio verticale, finestre ogivali, arche funerarie). Vi si aprono varie arche sepolcrali gotiche con avanzi di pitture e da esso si accede alla chiesa di S.Cecilia, ammantata di splendidi affreschi con episodi della vita della santa e di san Valeriano, eseguiti nel 1504-06 dai migliori maestri della scuola bolognese.

Santa Maria dei Servi -e ciò che contiene-

La Basilica di Santa Maria dei Servi, fu eretta tra il XIV ed il XVI secolo, dall’ordine dei Servi di Maria. L’esterno dell’abside è un bell’esempio di gotico bolognese. La chiesa invece ha impianto basilicale a tre navate, le volte a crociera sono sorrette da archi acuti con costoloni in cotto: singolare l’alternanza di colonne circolari e pilastri ottagonali. Nella prima cappella radiale della navata di sinistra, la preziosa tavola Madonna col Bambino e angeli di Cimabue. L’opera presenta la particolarità -se si accetta la datazione duecentesca- di un Gesù rappresentato per la prima volta come un vero e proprio bambino e non come un filosofo in miniatura.

Bologna è dunque una città che ha visto nel tardo Medioevo il suo massimo splendore, fatto progressi e successi sotto tantissimi punti di vista. Non potevamo essere esaustivi e a malincuore abbiamo dovuto tralasciare opere meravigliose come i capitelli nel complesso di Santo Stefano o le opere di Vitale da Bologna nella bellissima Pinacoteca ma non sarebbe bastato un intero volume! Speriamo quindi solo di avervi raccontato cose interessanti, magari di avervi stupito con qualche curiosità che non conoscevate e perchè no, solleticato la vostra voglia di visitare la grassa, rossa, dotta e..gotica Bologna.

 

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Un commento

  1. proyecto vivienda alicante

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