“L’arte per l’arte”: Boldini e De Pisis a Ferrara

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“L’arte per l’arte”: Boldini e De Pisis a Ferrara


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Come vi abbiamo raccontato ieri, domani 31 gennaio al Castello Estense di Ferrara apre al pubblico la mostra “L’Arte per l’Arte, dedicata a due dei più grandi pittori ferraresi degli ultimi secoli: Giovanni Boldini e Filippo de Pisis.

Stamattina siamo stati all’inaugurazione, ecco le foto in anteprima e qualche appunto dalla presentazione della mostra:

Si tratta di un nuovo allestimento semi-permanente delle opere di Palazzo Massari, attualmente in corso di restauro, per un’esposizione “non invasiva” in grado di dialogare con il poderoso monumento che la ospita, valorizzandone gli ambienti.
La sezione dedicata a Boldini è collocata nelle sale più monumentali al primo piano del Castello. La prima sala ci accoglie con il “Busto di Giovanni Boldini” che Vincenzo Gemito realizzò in una delle sue visite parigine al pittore. Qui sono esposte opere donate dalla vedova Boldini al Comune di Ferrara, quindi provenienti della collezione privata del pittore: non solo i ritratti che l’hanno reso famoso, ma anche nature morte, paesaggi, a testimonianza del fatto che egli toccò tutti i generi artistici.

La seconda sala è dedicata alle opere realizzate da Boldini subito dopo aver lasciato Ferrara per raggiungere Firenze (1864), dove egli entra in contatto con gli artisti che frequentavano il Caffè Michelangelo e si confronta con l’avanguardia fiorentina dell’epoca: i Macchiaioli. Questo periodo mostra un Boldini anche molto informale, come notiamo dal quadro Le sorelle Lascaraky, che ritrae tre giovani fanciulle comodamente adagiate su un divano.
Dopo un breve soggiorno a Londra, Boldini raggiunge quella che era la vera Capitale dell’Arte dell’epoca, Parigi, dove trova un ambiente stimolante ed inizia a dedicarsi allo studio del movimento; un esempio ne è l’opera Due cavalli bianchi. Accanto a questa, c’è la grande produzione di ritratti per l’alta borghesia parigina e internazionale, come Notturno a Montmartre, dove due coniugi sono immortalati in abiti da passeggio.
In queste opere esplode quello che è il tratto distintivo di Boldini, la pennellata movimentata, di cui uno degli esempi più importanti è il ritratto Fuoco d’artificio.

La quarta sala è dedicata al tema dell’Atelier, dove troviamo uno dei suoi capolavori, La cantante mondana, in cui è evidente l’ispirazione a Degas (uno dei più cari amici del pittore), che ritrae una delle serate musicali che venivano organizzate all’interno dello studio di Boldini. Qui sono esposte opere che rimandano anche ad una dimensione più intima e voyeristica dell’atelier, quadri che sono come una finestra sullo studio del pittore ed invitano lo spettatore ad immedesimarsi. Un esempio ne è la Donna in nero, dove emerge anche il tema del doppio molto in voga tra gli artisti e nella letteratura dell’epoca. Completa infine l’esposizione il famoso ritratto La signora in rosa, emblema della ritrattistica boldiniana.

A raccordo tra le due sezioni, vi è una sala in cui è possibile ascoltare la registrazione di una lettera che De Pisis inviò a Boldini al suo arrivo a Parigi. La mostra prosegue quindi nei Camerini di Alfonso I, aperti appositamente per l’occasione, con le opere di De Pisis. Ad accoglierci troviamo la Natura morta col martin pescatore, dove gli oggetti distribuiti nel quadro costringono lo spettatore a far vagare lo sguardo nello spazio e dove emerge uno dei temi più cari al pittore, il quadro nel quadro.  nella stessa sala è esposto anche Le cipolle di Socrate, il quadro dove De Pisis si confronta con la pittura metafisica (qualche anno prima ha conosciuto De Chirico e Carrà), interiorizzandola e personalizzandola. Con “La bottiglia tragica De Pisis dialoga invece con il cubismo e, nello specifico, con l’arte di Picasso. Tra nature morte e vasi di fiori, il percorso espositivo arriva fino agli ultimi anni dell’artista, quelli del ricovero in clinica, durante i quali la sua pittura si fa lirica, con pochi elementi caratterizzati da una grande poesia.

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Social Media Manager per @inEmiliaRomagna e mamma a tempo pieno.
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