Dal Tintoretto a Keith Haring: la Biennale del Disegno a Rimini

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Dal Tintoretto a Keith Haring: la Biennale del Disegno a Rimini


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Cosa hanno in comune il Tintoretto e Keith Haring, il Parmigianino e Hugo Pratt?
Tutti, seppur con differenti finalità, hanno utilizzato il disegno come prima forma di espressione artistica e ora a Rimini sta per inaugurare un grande evento che raccoglie e mette in relazione le loro opere.

Da questo sabato 12 aprile fino all’8 giugno il centro storico della città ospita la prima Biennale del Disegno, un momento di riflessione attorno a questo fondamentale linguaggio espressivo che, dopo essere stato per secoli un’arte nell’arte, si afferma in epoca contemporanea come vera e propria disciplina autonoma.

La Biennale parte dal concetto che il disegno è il “nido delle idee”, il big-bang creativo di qualsiasi altra arte visiva, e grazie a un ricco calendario di mostre, incontri, performance e rassegne video mette in relazione discipline differenti come pittura, scultura, architettura, design, moda, fumetto, teatro e cinema.
Circa mille opere suddivise in venti mostre creano un festival trasversale itinerante che coinvolgerà i più importanti luoghi d’arte della città e della Romagna: dal Museo della Città al FAR, dal Castello di Longiano alla Biblioteca Malatestiana di Cesena, per citarne solo alcuni.

La mostra approfondisce il tema del disegno come strumento preparatorio nella pittura antica (Parmigianino, Tintoretto, Guercino) e moderna (Vedova, Fontana, Depero), come bozzetto per opere scultoree (Morri), come pura espressività simbolica (Baccarini), come storyboard cinematografico (Toccafondo), come progetto architettonico (Coppedè), come fumetto (Hugo Pratt), passando per i carboncini animati di William Kentridge, la cartellonistica Liberty di Marcello Dudovich -di cui è presente un disegno inedito- e i muri di Keith Haring -di cui è presente un acrilico su tela 3x3m-.

Il punto di partenza è il patrimonio cittadino: l’affresco di Piero della Francesca conservata al Tempio Malatestiano; i disegni dello stilista Renè Gruau, grande interprete della femminilità degli anni Quaranta e Cinquanta la cui collezione ha recentemente rinnovato l’allestimento, e il Libro dei Sogni di Federico Fellini, i due album dove il Maestro nel corso della sua vita annotava appena sveglio i propri sogni sotto forma di disegni e schizzi.

Ma il fulcro della Biennale è l’esposizione “Krobylos. Un groviglio di segni“, allestita tra il Museo della Città e gli spazi del FAR, che mette a confronto i disegni dei grandi maestri del Rinascimento e del Barocco con quelli degli artisti moderni e contemporanei.
In esposizione troviamo opere di artisti che hanno fatto la storia dell’arte, selezionate dai curatori del Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi di Firenze, la più famosa e prestigiosa raccolta di disegni al mondo, fino ad arrivare agli artisti più “iconici” del Novecento.

Ancora presso il Museo della Città troviamo una mostra documentaria a cura di Andrea Galli sulla vita del pittore ferrarese Filippo De Pisis e il “Cantiere Disegno” dedicato alle avanguardie contemporanee, con opere di 42 artisti internazionali.

Tra le altre mostre segnaliamo:
al FAR una personale su Domenico Baccarini, con una cinquantina di opere grafiche originali provenienti dalla Pinacoteca Civica di Faenza, mentre a Castel Sismondo la personale “Il giro intorno al mondo. Dal disegno al teatro al cinema” su Antonio Basoli e “Il segno dell’avventura“, una selezione di 90 opere che ripercorrono tutta la sua straordinaria carriera artistica di Hugo Pratt. Infine a Palazzo Gambalunga un’esposizione dedicata ai personaggi sognanti tra dolcezza e inquietudine di Nicoletta Ceccoli.

Due mostre collaterali sono inoltre ospitate rispettivamente negli antichi borghi di Longiano e Santarcangelo, nell’entroterra riminese..un’occasione in più per visitare questi gioielli incastonati tra le panoramiche colline romagnole!
Quasi un secolo di disegno nelle collezioni della Fondazione Tito Balestra” è il titolo della mostra esposta tra il Castello Malatestiano di Longiano e l’Ex Chiesa Madonna di Loreto, una selezione di opere tratte dalla collezione dell’omonimo poeta, Tito Balestra.
Il grafico Marco Smacchia, che dal 2009 cura la grafica della celebre rassegna Santarcangelo dei Teatri, è invece al centro della mostra “Appunti di vista” esposta presso Le Rocche Malatestiane.

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Autore:

Social Media Manager per @inEmiliaRomagna e mamma a tempo pieno.
Amo viaggiare, sia fisicamente che con la fantasia, grazie a film e libri, e celebro ogni giorno con un sorriso.

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