Autunno a teatro: cinque consigli su cosa andare a vedere

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Autunno a teatro: cinque consigli su cosa andare a vedere


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Ormai terminato il periodo delle magliette a maniche corte e dei cinema all’aperto, comincia l’autunno con il suo meteo un po’ incerto e la sua esplosione di colori. Quale migliore occasione allora, per regalarsi una serata a teatro, nella quale godersi una delle grandi opere della lirica o uno spettacolo tutto da ridere con la propria famiglia. Bene, oggi vi consigliamo i cinque, imperdibili, spettacoli dell’autunno che si terranno nei teatri di tutta l’Emilia Romagna.

Festival Verdi

Anche quest’anno si rinnova l’appuntamento con il Festival Verdi. Dal 28 settembre al 22 ottobre, nei teatri di Parma e Busseto, ci saranno concerti, spettacoli ed eventi che celebrano le grandi opere di uno dei più famosi compositori Italiani.

Gli spettacoli sono numerosi e molto vari, infatti si spazia da un grande classico come “La Traviata” ad un concerto esclusivo dedicato a Verdi eseguito dal giovane pianista italiano Raphael Gualazzi. Scegliere un solo spettacolo da consigliarvi è davvero molto difficile, però il nostro suggerimento è quello di non perdervi JÉRUSALEM, che per quest’anno propone scenografie e costumi nuovi e la regia è affidata a Hugo de Ana.
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Il libro di Giobbe

Dal 13 al 16 ottobre sarà in scena al teatro Arena del Sole di Bologna “Il Libro di Giobbe”, di Emanuele Aldrovandi e Pietro Babina. Lo spettacolo ripercorre la storia di Giobbe, personaggio biblico, come ispirazione per un racconto contemporaneo, un’indagine sulle ragioni del male, sul valore del bene, sull’esistenza di una dimensione magica, sulle relazioni fra ingiustizia e giustizia, potere e libertà.

Questi i temi che ossessionano l’autore e su cui, nella sua visione, si fonda la necessità del teatro. Uno spettacolo che si basa su una storia antica ma che tratta questioni estremamente attuali.
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I “Dispositivi meravigliosi” del Festival Aperto

Dal 15 settembre al 12 novembre ritorna a Reggio Emilia il Festival Aperto, con un ricchissimo cartellone di spettacoli che intrecciano musica, danza e arti visive. Tra i numerosi spettacoli in programma vi consigliamo “Silent” di Gabriele Marangoni che, con il sottotitolo “Visioni dal limite della percezione”, va in scena in prima assoluta al Teatro Cavallerizza sabato 4 novembre.

Quella che si prospetta è un’esperienza unica e innovativa attraverso l’uso poetico delle tecnologie. “Silent” è un viaggio musicale ai limiti della percezione, in virtù della presenza – accanto a un gruppo di solisti – di un ensemble vocale costituito da persone sorde. L’idea è quella di regalare allo spettatore un’esperienza estrema della percezione, in cui il suono si fonde con la luce e le vibrazioni, il tutto grazie al supporto di dispositivi tecnologici e scenici all’avanguardia.
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Il lago dei cigni

Uno dei grandi classici del teatro è “Il lago dei cigni”, uno dei più famosi e acclamati balletti del XIX secolo che continua a mantenere intatto il suo fascino. Quest’opera racconta la storia della principessa Odette costretta da un sortilegio del malefico mago Rothbart, a cui la principessa ha negato il suo amore, a trascorrere le giornate sotto le sembianze di un cigno bianco. La maledizione potrà essere sconfitta soltanto da un giuramento d’amore.


A metterlo in scena sarà il celebre “Balletto di San Pietroburgo”, uno dei gruppi più antichi d’Europa e con esperienza internazionale, un’occasione imperdibile per gustarsi una serata di grande teatro a Ferrara.
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Richard II

Dal 30 novembre al 3 dicembre al Teatro Bonci di Cesena va in scena Richard II, firmato da Peter Stein, uno fra i maggiori artefici del teatro europeo della seconda metà del Novecento.
Il dramma tratta esclusivamente della deposizione di un re, ponendo questioni politiche ancora attuali: è possibile deporre un sovrano legittimo? Il nuovo re non è un usurpatore?


Scegliendo un’attrice per il ruolo del sovrano, la pluripremiata Maddalena Crippa, si amplifica l’ambiguità di questa figura, che incarna un potere arbitrario e odioso. Alla fine, incarcerato, Richard riflette con malinconia sulla mancanza di senso dell’esistenza umana toccando profondamente la sensibilità contemporanea.
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