Asparagi, pinoli, cedri e carciofi: le feste della terra e della tradizione

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Asparagi, pinoli, cedri e carciofi: le feste della terra e della tradizione


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L’Emilia-Romagna, si sa, è terra di buon cibo. Anche in questa settimana di semi-festa e per il weekend che sta per arrivare in regione ci sono innumerevoli sagre e feste gastronomiche. Stavolta però sono tutte dedicate ai prodotti della terra che fanno parte delle tradizioni regionali.

Partiamo con la 21ima Fiera dell’Asparago di Mesola: prodotto principe delle terre sabbiose del Delta ferrarese (che ne realizza circa il 60% della produzione regionale) l’asparago verde di Altedo ha ottenuto il marchio IGP.

Questo asparago (la cui stagione inizia a fine marzo e continua fino a maggio/giugno) è il germoglio del “turione” verde ed è un alimento ricco di fibre, minerali, antiossidanti e vitamine (tra le quali l’acido folico, consigliato alle giovani donne). Per il programma completo andate sul sito prolocomesola.it e sulla sinistra trovate il link all’evento.

Proseguendo, troviamo la Sagra del Pinolo, nella Pineta di Classe (presso la Cà Aie del Parco 1° Maggio, in località Fosso Ghiaia). Per il territorio ravennate la raccolta dei pinoli è una tradizione antica: già nel Settecento i piccoli semi di pino erano conosciuti per i loro effetti medicamentosi e si era creata una sorta di “industria” attorno alla loro coltivazione. La raccolta iniziava in ottobre; in primavera poi tradizionalmente le pigne venivano stese sulle aie delle pinete di San Vitale e di Classe e venivano battute con le mazze; infine con il sole estivo (o con fuochi accesi) s’aprivano, lasciando cadere i pinoli.

A Forlì troviamo inoltre la Festa del Cedro, dedicata a San Pellegrino. Secondo la tradizione, infatti, il santo, originario della città, fu artefice di molti miracoli e pare che utilizzasse le virtù terapeutiche dei cedri per confortare molti ammalati.

La sagra si svolge in prossimità della Chiesa di Santa Maria dei Servi, non solo perché luogo dedicato a San Pellegrino ma anche perché tradizione vuole che i cedri acquistati vengano portati in chiesa per la benedizione, quindi serviti in tavola per festeggiare il santo e propiziare la sua benevolenza.

A Brisighella, infine, troviamo la Sagra del Carciofo Moretto. Il “Moretto” è una varietà rustica del carciofo sulla quale non sono stati fatti interventi genetici, e che, per questo, mantiene le caratteristiche e gli aromi originari. La festa vuole celebrare questo prodotto della terra che cresce spontaneo lungo i calanchi di Brisighella e vuole essere un modo per approfondirne la conoscenza. La pianta del “Moretto”, infatti, è formata da un cespuglio che può raggiungere il metro e mezzo di altezza: il fusto eretto con getti basali denominati “carducci” vengono usati per la riproduzione; le foglie, invece, sono di colore verdi-grigiastre, grandi e spinose. Il suo sapore è leggermente amaro e può essere consumato crudo o leggermente lessato, condito con sale e olio.

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Social Media Manager per @inEmiliaRomagna e mamma a tempo pieno.
Amo viaggiare, sia fisicamente che con la fantasia, grazie a film e libri, e celebro ogni giorno con un sorriso.

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