[Emilia Romagna fatta a mano] “Fabbricare” la musica a Bologna e provincia

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[Emilia Romagna fatta a mano] “Fabbricare” la musica a Bologna e provincia


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Continua il nostro viaggio tra le peculiarità artigianali rigorosamente “Made in EmiliaRomagna” e (dopo la lavorazione delle erbe palustri a Villanova di Bagnacavallo e la lavorazione dei metalli a Modena) oggi ci spostiamo in provincia di Bologna, per un scoprire un’antica arte manuale dedicata agli strumenti musicali.

Come molti sapranno, nel 2006 Bologna è stata dichiarata dall’Unesco Città della Musica. Unica in Italia ad essere affiliata a questo network delle Città Creative Unesco, Bologna vanta una ricca tradizionale musicale, tanto da essere stata tra il XVII e XIX secolo meta e dimora di alcuni dei maggiori musicisti europei del periodo. Ancora oggi la città continua a mantenere viva questa illustre tradizione, con ricche stagioni concertistiche e numerosi festival musicali di ogni genere (dalla musica classica all’elettronica, a quella per bambini), tra cui il celebre Festival Jazz che la ha resa Capitale Europea del Jazz fin dagli anni ’50.
Ma oggi siamo qui per parlarvi di una tradizione musicale legata, più che alla composizione e alla pratica, alla vera e propria realizzazione degli strumenti nelle storiche botteghe artigiane dei liutai nate all’ombra delle Due Torri.

@uras_martina La bottega del liutaio

La liuteria è l’arte della costruzione e del restauro di strumenti a corda ad arco (quali violini, violoncelli, contrabbassi) e a pizzico (chitarre, bassi, mandolini), che è rimasta quasi immutata nei secoli. Il nome deriva dal liuto, strumento a pizzico molto usato in epoca barocca ed entrato in disuso verso la metà del XVIII secolo.

La tradizione liutaria bolognese affonda le proprie radici nel medioevo: i primi documenti che dimostrano la presenza di liutai in città risalgono alla fine del ‘400 e il primo documento relativo ad una locale società tra liutai è datato 1508. Un’altra celebre testimonianza della grande popolarità di cui godevano gli strumenti musicali nella Bologna medievale (probabilmente dovuta anche alla grande vitalità universitaria della città) è la ribeca di Santa Caterina de Vigri, tutt’ora conservata presso il Museo Corpus Domini.

La vera fama della liuteria bolognese, tuttavia, nasce legandosi a quella di Luca Maler (1485 – 1552) e Hans Frei (1505 – 1565), due artigiani di origine tedesca che stabilirono a Bologna la propria bottega. La grande maestria e personalità di Maler resero famosi i liuti di Bologna in tutta Europa come sinonimo di strumenti di qualità; basti pensare che il prezzo di questi strumenti era tre-quattro volte più alto di quelli della concorrenza!

Nei secoli successivi numerose celebri famiglie (quali i Brensi, i Guidanti ed i Tononi) riuscirono a mantenere alto il nome della liuteria bolognese, producendo manufatti di indiscusso valore artistico e commerciale, nonostante il declino subìto da questa arte nella prima metà dell’800.

Un nuovo periodo d’oro per l’arte liutaria bolognese arrivò nella seconda metà dell’800 (epoca di grande fermento musicale per la città), per merito del carismatico Maestro Raffaele Fiorini. Nativo di Musiano di Pianoro, egli rilanciò nel capoluogo emiliano la bottega liutaria artigiana di foggia antica, prendendo presso di lui molti apprendisti che a loro volta hanno continuato con grande successo nel secolo successivo. I suoi allievi furono alcuni tra i migliori artefici di strumenti ad arco del ‘900 italiano: Augusto Pollastri, Cesare ed Oreste Candi, Armando Monterumici, Giuseppe Fiorini (il figlio) e Ansaldo Poggi. La tradizione è stata poi portata avanti dal celebre Otello Bignami, Maestro della maggior parte dei liutai oggi operanti nella città felsinea (fonte: artigianatoartistico.com).

@kframefotobologna Angoli di magia melodica

Tra di essi troviamo:
Roberto Regazzi, allievo di Otello Bignami e presidente di varie Associazioni di Liutai italiane e internazionali;
Alessandro Urso, anch’esso allievo di Otello Bignami e tra i fondatori del Gruppo Liuteria Bolognese (G.L.B.), costituito nel 2000 e affiliato all’Associazione Liutaria Italiana;
Ezia Di Labio, che costruisce, ripara e restaura violini, viole e violoncelli secondo la tradizione della Scuola di Liuteria Artistica Bolognese e del suo Maestro Otello Bignami;
Gabriele Carletti, discendente di una celebre famiglia di liutai artigiani bolognesi, presente a Bologna da oltre 100 anni;
Luca Stanzani, anch’esso figlio d’arte, che costruisce e restaura manualmente strumenti musicali a corde, con una spiccata specializzazione negli strumenti del genere Jazz.
Nelle loro sapienti mani si materializzano violini, chitarre e liuti, tutti costruiti secondo le tecniche proprie della liuteria artigiana tradizionale.

La vicina cittadina di Budrio è invece nota per la produzione dell’ocarina, un semplice strumento a fiato di musica popolare generalmente costruito in terracotta. Il nome deriverebbe da ucareina (piccola oca in dialetto bolognese) per via della forma ovoidale allungata che ricorda il profilo di un’oca privata della testa.

@doscie Ocarina Budrio
L’ocarina standard oggi impiegata nella musica occidentale fu inventata proprio a Budrio nel 1853 da Giuseppe Donati.
Pare infatti che il Maestro abbia inventato la prima ocarina all’età di 17 anni! Successivamente ne realizzò altre cinque, di grandezze diverse, costruendo una vera e propria famiglia di ocarine intonate tra loro e in grado, tra bassi e acuti, di raggiungere un’estensione di note pari a quella del pianoforte.
I cinque strumenti passarono ad altrettanti suonatori scelti fra i più appassionati musicanti di Budrio, tra i quali il Donati stesso. Essi formarono il Concerto delle Ocarine, che divenne famoso in tutta Europa, esibendosi anche a Londra e Parigi; il loro repertorio dapprima comprendeva solo musica da ballo, poi si ampliò anche alla musica da opera.
Oggi questa tradizione musicale più che centenaria è portata avanti dal Gruppo Ocarinistico Budriese e da un festival annuale; la città ha inoltre dedicato all’ocarina un interessante museo, che ne illustra la storia e la diffusione.
Infine, opera ancora oggi a Budrio Fabio Menaglio, unico artigiano al mondo in grado di realizzare questo tradizionale e inconfondibile strumento musicale.

@paolopoldo Ocarina Budrio

Autore:

Social Media Manager per @inEmiliaRomagna e mamma a tempo pieno.
Amo viaggiare, sia fisicamente che con la fantasia, grazie a film e libri, e celebro ogni giorno con un sorriso.

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