[Arte in EmiliaRomagna] Collection Privée: Visioni d’arte al Visionnaire

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[Arte in EmiliaRomagna] Collection Privée: Visioni d’arte al Visionnaire


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A Bologna, fino al 28 febbraio, lo showroom Visionnaire espone una selezione di opere della collezione privata del gallerista Claudio Poleschi, unendo pezzi di sperimentazione e contaminazione, nei materiali usati e nei linguaggi artistici.

Protagonisti dell’esposizione sono gli eclettici pezzi d’arte visionari, espressione della passione del collezionista che porta in scena, attraverso le interpretazioni degli artisti, un fiabesco e intricato paese delle meraviglie di Carroll.

Come una spaesate e curiosa Alice ci addentriamo nell’ excursus che parte dai maestri dell’ arte povera Calzolari e Zorio presenti con le massicce opere a metà tra illusione e realtà, passando dalle irriverenti proposte giovani e innovative di Alessandro Brighetti che fa delle sue opere cinetiche un’avanguardia del concetto d’arte in oblio tra stasi e movimento con la magia scientifica del magnetismo.

Sino ai quadri onirici di Nina Surel: un’estetica vittoriana arricchita in terza dimensione dai gioielli per un’arte visivo-decorativa.
Divengono fulcro le spiazzanti sculture di Bertozzi e Casoni, simbolismo della condizione umana, espressione della dicotomia di ciò che è transitorio, deperibile e del perfezionismo esecutivo. Sull’ altalena dell’ iconografia surrealista e l’iperrealismo estetico gli artisti bilanciano una critica ai rifiuti della società contemporanea.

Si prosegue con l’architettura fluorescente di Vittorio Corsini, per completare con le proposte energiche di Pieralli e Favi in esplosioni sensoriali di immagini in precario equilibrio. E, infine, con i pittori russi Dubossarsky e Vinogradov le cui immagini a larga scala sono un tributo, a tratti sarcastico a tratti vezzeggiativo, del mondo della pubblicità e della moda.

Dubossarsky-Vinogradov, 2000La mostra è una caccia al tesoro immersa in un contesto di lusso barocco che cattura l’occhio in ogni scorcio e conduce alla scoperta delle opere, posizionate nell’armonia sontuosa degli arredi firmati da Visionnaire, in un gioco di affinità elettiva tra il brand e Poleschi.

L’allestimento è in scena nell’ex chiesa di San Damiano, oggi sede dello Showroom Visionnaire, che con la sua la cupola alta 18 metri, l’abside e le navate laterali fa da cornice alle opere.

Una splendida dialettica delle arti plastiche e figurative che invitano a perdersi in una panoramica insolita, che celebra la vanità condita di allusioni al vacuo e ci lascia attoniti e dubbiosi alla ricerca della bellezza.

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