[Arte in EmiliaRomagna] La Collezione Maramotti

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[Arte in EmiliaRomagna] La Collezione Maramotti


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Anche questa settimana continuiamo a parlare di Arte in EmiliaRomagna e oggi andiamo alla scoperta di un importante e poco conosciuto patrimonio artistico locale: la Collezione Maramotti a ReggioEmilia.

Si tratta di una ricca raccolta d’arte contemporanea che espone oltre duecento opere (prevalentemente dipinti, ma anche sculture e installazioni) rappresentative dei principali movimenti italiani e internazionali dal 1945 a oggi, allestita nella dismessa sede produttiva di Max Mara, in via Fratelli Cervi 66 (come arrivare).

Osvaldo Licini Amalassunta 1946

Osvaldo Licini Amalassunta 1946

Questo coraggioso progetto culturale è iniziato più di trent’anni fa grazie al desiderio di Achille Maramotti di radunare in un unico luogo le maggiori tendenze artistiche contemporanee, per creare un resoconto delle correnti più innovative del nostro tempo. Intento che prosegue tutt’oggi, grazie ad un continuo work in progress esplorativo delle evoluzioni artistiche del XXI secolo.

Lo spazio espositivo, stilisticamente essenziale ed architettonicamente versatile, è composto da 43 sale. Al piano terra sono esposte le mostre temporanee dedicate agli artisti emergenti e una biblioteca che raccoglie materiali di approfondimento sugli artisti presenti in Collezione.
I primi due piani sono invece occupati dalla collezione permanente: al 1° piano l’arte italiana ed europea dalla fine degli anni Quaranta alla fine degli anni Ottanta; al 2° piano l’arte europea e americana dagli inizi degli anni Ottanta agli inizi del Duemila. Inoltre due open-space (uno per ogni piano) accolgono installazioni e sculture dagli anni Settanta a oggi.

Jannis Kounellis Senza Titolo 1961

Jannis Kounellis Senza Titolo 1961

Il percorso inizia con alcuni importanti quadri delle tendenze europee espressioniste e astratte di fine anni ’40/inizio anni ’50 (il cosiddetto movimento informale), a cui segue un gruppo di opere italiane protoconcettuali (Fontana, Burri, Fautrier, Manzoni).
Sono presenti poi dipinti della cosiddetta pop romana (Angeli, Festa, Schifano, Tacchi), dell’arte povera nella sua duplice articolazione romana e torinese (Kounellis, Boetti, Merz, Penone, Pistoletto, Zorio, Anselmo) e dell’arte concettuale.
Si continua con diverse opere fondamentali del neo-espressionismo italiano (la cosiddetta TransavanguardiaCucchi, Chia, Clemente, De Maria, Paladino), oltre a significativi esempi del neo-espressionismo tedesco (Kiefer, Baselitz, Polke, A.R. Penck) e americano (Basquiat, Schnabel, Salle).
Fa seguito un gruppo di opere della New Geometry americana degli anni ’80/’90 (Halley, Scully, Taaffe, Burton, Bleckner), e si termina con le più recenti sperimentazioni americane e inglesi (Ritchie, Gallagher, Barry X Ball, Sachs, Essenhigh, Craig-Martin, Maloney).

Philip Taaffe Monocled Cobra and King Snake 1997

Philip Taaffe Monocled Cobra and King Snake 1997

Non solo questa collezione è uno scrigno di tesori, ma il luogo che la ospita è esso stesso un gioiello.
L’edificio è stato costruito nel 1957 per ospitare lo stabilimento della casa di moda Max Mara ed è continuato a crescere negli anni grazie a tre ampliamenti. Si tratta di un progetto architettonico (realizzato dagli architetti Antonio Pastorini ed Eugenio Salvarani) assolutamente innovativo per la sua epoca, incentrato sul pieno sfruttamento di una ventilazione e di un’illuminazione naturali.

L'azienda Max Mara Anni Cinquanta

L’azienda Max Mara Anni Cinquanta

Dal 2003 lo stabilimento industriale si è dovuto spostare in una sede più capiente e la struttura è stata convertita in spazio espositivo, secondo un progetto dell’architetto inglese Andrew Hapgood. Anche lo stesso giardino circostante, progettato da Lucy Jenkins, ha seguito l’idea di una ricolonizzazione del luogo come paesaggio post-industriale, grazie all’utilizzo di specie vegetali e soluzioni ornamentali tipiche della zona.

L’ingresso è gratuito ma solo su prenotazione, che può essere fatta via telefono, fax, mail o tramite il modello online.
La collezione è visitabile nei seguenti orari: giovedì e venerdì dalle 14.30 alle 18.30, sabato e domenica dalle 10.30 alle 18.30.

Autore:

Social Media Manager per @inEmiliaRomagna e mamma a tempo pieno.
Amo viaggiare, sia fisicamente che con la fantasia, grazie a film e libri, e celebro ogni giorno con un sorriso.

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