[EmiliaRomagna da Cinema] Amarcord: a Rimini con Federico Fellini

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[EmiliaRomagna da Cinema] Amarcord: a Rimini con Federico Fellini


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Faccio un film alla stessa maniera in cui vivo un sogno” (wikiquote).

Buongiorno a tutti con un nuovo filo tematico, dedicato al grande schermo! Nei prossimi giorni parleremo di cinema: gli autori, i protagonisti, i luoghi, i festival, le istituzioni, le realtà emergenti e tutto ciò che è legato all’EmiliaRomagna in celluloide.

Inauguriamo allora questo nuovo tema con una dedica speciale, un omaggio ad un nostro corregionale che è universalmente riconosciuto come uno dei più grandi ed influenti cineasti della storia del cinema mondiale: Federico Fellini.

Federico Fellini @RivieraRimini

Quest’anno ricorre il 20° anniversario dalla scomparsa del Grande Maestro e il Comune di Rimini, per celebrarlo meritevolmente, ha progettato un intero anno di iniziative, un calendario di eventi (tra mostre, seminari, proiezioni, documentari, presentazioni di pubblicazioni, spettacoli) che ha preso il via a novembre dello scorso anno e proseguirà fino all’inizio del 2014: Fellinianno 2013.
Tra le iniziative, segnaliamo che fino al 6 gennaio il Palazzo del Podestà di Rimini ospita “I disegni di Federico Fellini dal Libro dei sogni“, una mostra da un’idea di Felice Laudadio e curata della nipote Francesca Fabbri Fellini.

Ma oggi vi vogliamo portare a fare una passeggiata tra i luoghi più cari al Maestro, per osservare e vivere la città attraverso i suoi occhi. Tutto ciò è reso possibile grazie al recente itinerario biografico (presentato il 31 ottobre 2013, proprio nel giorno del 20° anniversario) realizzato dalla Provincia di Rimini: “Amarcord: a Rimini con Federico Fellini” (sfogliabile online e scaricabile in pdf).

Partendo dalla sua biografia, la pubblicazione vuole svelare chi era Fellini come uomo e raccontare il suo profondo legame interiore con la città che gli ha dato i natali. Tramite citazioni, aneddoti, frammenti di conversazioniricordi, descrizioni ed estratti da La mia Rimini (libro scritto da Fellini nel 1967), la guida ripercorre tutti i luoghi cittadini che, dall’infanzia alla scomparsa, hanno influenzato e catturato l’immaginazione del regista.

Infatti, nonostante Fellini non abbia girato a Rimini neanche un metro di pellicola, essa ha rappresentato per la sua creatività un’ispirazione costante, tanto da rendere la città, le sue atmosfere e la sua gente, protagonisti di molti dei suoi film.
Il titolo stesso della guida è ispirato al più autobiografico dei suoi film, il mitico Amarcord (“Mi ricordo” in dialetto romagnolo). In questo capolavoro cinematografico Fellini ricorda la Rimini degli anni 30, la sua giovinezza e gli amici (primo fra tutti l’inseparabile Luigi ‘Titta’ Benzi), le figure che popolavano la realtà riminese e romagnola dei tempi, fino rendere la pellicola un evocativo affresco corale della memoria collettiva.

Illustrazione locandina originale Amarcord, Giuliano Geleng

Più che una guida, insomma, un vero e proprio racconto che ci permette di calarci nel passato del regista e della città; una biografia speciale, basata sulla concretezza di una reale mappatura dei luoghi che parlano di lui, un itinerario che intreccia gli eventi della sua vita agli edifici e monumenti che ne sono stati lo scenario.

I luoghi legati alla sua infanzia e alla sua vita privata, come le numerose case abitate dalla sua famiglia e le scuole che ha frequentato.
I luoghi cittadini che hanno segnato passaggi significativi della sua vita, come Castel Sismondo, meta della sua “prima fuga” da casa verso il tendone dell’amatissimo Circo, che lì di fronte era stato montato (e che ha successivamente riprodotto nel film I clowns). Fellini stesso ha raccontato di aver deciso di lavorare nel mondo dello spettacolo proprio perché innamorato del circo! Infatti, come ricorda la nipote, “egli sognava da grande di diventare burattinaio”.
I luoghi che hanno rappresentato un pezzo della sua carriera, come il Palazzo Malatesta (davanti al Tempio Malatestiano, il Duomo della città) che ha ospitato la bottega dell’arte di “FeBo” , cioè di Federico Fellini e dell’amico pittore Demos Bonini, dove i due guadagnavano qualcosa disegnando caricature.
Le piazze del centro (come Piazza Cavour con i suoi Caffè e Piazza Ferrari con il Monumento ai Caduti) e Corso d’Augusto per “il passeggino, fatto di ammiccamenti, brevi risate”.
La Chiesa dei Servi, oggetto di scommesse e di scherzi giovanili.
L’antico Borgo San Giulianocon la sua ormai famosa Festa de’ Borg.
Il Cinema Fulgor, dove Federico vide il suo primo film (o, come da lui affermato, dove “scoprì i film”) e con il quale collaborò nella produzione di locandine pubblicitarie per la programmazione, in cambio della possibilità per lui e gli amici di assistere gratuitamente agli spettacoli.
Il Grand Hotel, che era “la favola della ricchezza” e dove, una volta famoso, amava tornare quando da Roma si spostava a Rimini: sempre lì, stessa suite, stesso tavolo.
La camminata sul porto canale e il “vuoto aperto del mare“, sempre sullo sfondo della città, che gli lasciato dentro di lui un segno indelebile, inondando gran parte della sua filmografia.

Ma la guida non si ferma alle mura della città, arriva fino ai suoi luoghi della memoria fuori città.
Gambettola, luogo di provenienza del padre e dove il Federico bambino trascorse molti periodi nella casa colonica dei nonni.
Le rive del fiume Marecchia, meta della prima volta che marinò la scuola.
Il borgo di Petrella Guidi, dove il poeta e amico Tonino Guerra ha voluto rendere omaggio al Maestro e a sua moglie Giulietta Masina. Infatti, anche se la tomba di Federico e Giulietta è situata all’ingresso del Cimitero Monumentale di Rimini (custodita da un’opera del grande scultore contemporaneo Arnaldo Pomodoro), nel Campo dei Nomi di Petrella Guidi due pietre tombali li ricordano. Ciascuna porta incisa con una frase: su quella di Fellini il poeta ha voluto riportare le parole che il regista gli confidò due anni prima della morte, quando salì a Pennabilli a trovarlo: “Basterebbe una pietra rettangolare in un prato d’erba e magari una panca per chi vuole tenerci compagnia”.

La guida è divisa in 8 capitoli e 1/2, per parafrasare il titolo del suo famoso film, e nel mezzo capitolo conclusivo possiamo leggere una carrellata di parole illustri a lui dedicate: da quelle dei suoi colleghi e artisti (come Woody Allen, Ingmar Bergman, Akira Kurosawa, Benigni, Mastroianni, Calvino, Visconti..) a quelle più private e personali della nipote.

Ora il viaggio potete proseguirlo da soli..Buon Amarcord sulle tracce di Fellini, nella Rimini che fu sua..e che ora è del mondo!

[half]A m’arcord, di Tonino Guerra
Al so, al so, al so
che un òm a zinquènt’ann
l’ha sémpra al mèni puloidi
e mè a li lèv dò, tre volti e dè.
Ma l’è sultènt s’a m vàid al mèni sporchi che me a m’arcord
ad quand ch’a s’éra burdèll.[/half] [halflast]Io mi ricordo
Lo so, lo so, lo so
che un uomo a cinquant’anni
ha sempre le mani pulite
e io me le lavo due, tre volte al giorno.
Ma è soltanto se mi vedo le mani sporche che io mi ricordo
di quando era ragazzo.[/halflast]

Fellini sedia @RivieraRimini

Autore:

Social Media Manager per @inEmiliaRomagna e mamma a tempo pieno.
Amo viaggiare, sia fisicamente che con la fantasia, grazie a film e libri, e celebro ogni giorno con un sorriso.

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