Alla scoperta dell’Emilia Romagna profonda: Porretta Terme

 | 

Alla scoperta dell’Emilia Romagna profonda: Porretta Terme


Tempo stimato di lettura: 1 minuto

Musica e acqua, salute e buon vivere. Se dovessimo raccontare in tre parole Porretta Terme, ultimo lembo dell’Emilia-Romagna disteso sulla strada verso Occidente, probabilmente ce la caveremmo così. Ma con tre parole lasceremmo fuori troppe cose- storie, panorami, curiosità- e allora proviamo a tirar dritto e veder cosa c’è dentro questa piccola perla d’Appennino.

Le terme anzitutto. Le proprietà ristorative delle acque porrettane sono letteralmente leggendarie– una storia medievale narra di un bue abbandonato e ridotto in consunzione nella piana di Porretta, e tornato alla stalla perfettamente risanato dopo essersi abbeverato alle fonti del Monte Sassocardo- e pare fossero molto apprezzate già ai tempi di Roma antica. Dopodiché, nel medioevo e più ancora in età moderna, le terme hanno garantito al paese fama ed una relativa prosperità, attirando da queste parti nobili e letterati d’ogni provenienza. Negli ultimi due secoli, infine, la collaborazione con l’Università di Bologna, il potenziamento delle reti viarie e la trasformazione degli stabilimenti termali antecedenti hanno portato alla definitiva consacrazione delle Terme di Porretta, divenute meta ambita di villeggiatura per la buona società (prima) e per turisti italiani e stranieri (dal Dopoguerra).

Ma Porretta non è solo le sue acque. Passeggiando per le vie del centro storico, sul lungofiume o sulle salite che portano alle sue frazioni appenniniche (tra cui bellissima Castelluccio) si respira un’atmosfera tutta particolare, fuori dal tempo e un po’ anche dallo spazio. Lungo il corso e nei suoi dintorni si scoprono scorci incantati, con fughe archi ed edifici d’ogni tempo, che si parlano e si avvicinano l’un l’altro senza mai perdere di grazia. Mentre gli stabilimenti ottocenteschi, in fondo alla salita, dominano il panorama e infondono ulteriore mistero al paesaggio.

E mentre sei lì, e non capisci più se quella che hai davanti sia Porretta o uno strano buco nello spazio- tempo, pian piano parte la musica. E’ soul. E’ la musica nera che ha attraversato l’oceano ed è arrivata fin qua. E’ il Festival che da oltre vent’anni fa di Porretta “il” luogo dove andare per gli appassionati di soul music del Vecchio Continente, attirando fin quassù voci come Rufus e Carla Thomas, Salomon Burke, Howard Tate e molti altri.

Ma c’è altro ancora. Negli ultimi anni, si legge nella voce wikipedia, il centro appenninico si è distinto anche per l’impegno nella promozione delle energie pulite, ospitando sia nel 2007 che nel 2008 EcoAppennino, la la Fiera biennale per il risparmio energetico e le fonti rinnovabili. E la sperimentazione continua.

Autore:

Lascia un commento anche tu!

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *