4 itinerari di viaggio per una vacanza Slow in Emilia Romagna

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4 itinerari di viaggio per una vacanza Slow in Emilia Romagna


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Viaggiare e conoscere un territorio significa conoscerne l’ambiente tipico, gli animali ed entrare in contatto con gli usi e i costumi di una popolazione.
L’incontro con i paesi di destinazione, con la gente, e con la natura del luogo che visitiamo genera spesso un affezione al luogo visitato, quel sentimento che non sappiamo spiegare per cui immagini, profumi e suoni del viaggio ci ritornano alla mente con malinconia, ma generando anche nuovi progetti e nuovi viaggi da organizzare.

E’ su questa linea di pensiero che, oramai da qualche anno, è stato avviato il progetto transfrontaliero di Slow Tourism tra Italia e Slovenia, progetto che ha la finalità di valorizzare e promuovere gli itinerari turistici slow dell’area italo-slovena coinvolgendo in particolare i territori caratterizzati da peculiarità naturalistico-ambientali quali le aree parco, le aree protette, la presenza di corsi fluviali, attraverso la strutturazione di circuiti ed itinerari turistici slow.

Qui in Emilia Romagna abbiamo molto luoghi che sono entrati a far parte del progetto transfrontaliero e la nostra intenzione di oggi è proprio quella di raccontarvi un po’ qualche escursione e passeggiata che potete effettuare in questi bellissimi luoghi di arte, cultura e natura… magari in una bella e assolata domenica invernale!

 
Itinerario ferrarese: da Mesola al sito Unesco sulle vie d’acqua

L’itinerario parte dal Castello Estense di Mesola, che rappresenta uno dei “luoghi chiave” per la conoscenza del delta, dove è possibile visitare il Museo del Cervo e del Bosco della Mesola. Percorrendo via Biverare, si prosegue verso il bosco della Fasanara e, costeggiandolo, si raggiunge il piccolo borgo di Santa Giustina, che ci introduce ad un capitolo significativo che ha interessato il Delta del Po dagli inizi del secolo scorso. Proseguendo in direzione del bosco, si in contra Torre Abate, la chiusa idraulica su cui poggiava la Grande Bonificazione Estense, un edificio che dà modo di capire come la sedimentazione del fiume, dopo il Taglio di Porto Viro, abbia rapidamente spostato la linea di costa, rendendo necessaria la costruzione di altre chiuse che potessero garantire il deflusso delle acque al mare. Si raggiunge la Riserva Naturale Gran Bosco della Mesola. Percorrendo lo stradone maestro, fino al Taglio della Falce, si avrà modo di “vivere” il bosco in modo emozionante: gli incontri (cervi, tartarughe, ecc.), i suoni (ghiandaie, cornacchie, ecc.). Una volta fuori dal bosco, si prosegue verso il Porto di Goro, dove sarà possibile imbarcarsi alla volta del Po di Volano, Valle Bertuzzi e l’isola del l’Amore o seguire altri itinerari d’acqua.

 

Itinerario ravennate: da Sant’Alberto a Boscoforte ad Alfonsine

L’itinerario, percorribile a piedi, in bicicletta e in pulmino elettrico, parte dal Centro Visita Palazzone di Sant’Alberto, edificio dei primi de cenni del Cinquecento, nel comparto sud “Valli di Comacchio”, che identifica il borgo omonimo come un’enclave estense in territorio ravennate. Dal Palazzone, attraversando con il traghetto Sant’Alberto, si giunge all’argine del Reno, che costeggia il limite meridionale delle Valli di Comacchio. Lo splendido paesaggio include la penisola di Boscoforte, di grande valore naturalistico a cavallo fra le province di Ferrara e Ravenna. Luogo suggestivo e in contaminato, caratterizzato da una notevole varietà di ambienti, con zone di acqua dolce e di acqua salmastra che richiamano un’avifauna ricca e numerosa, rappresenta un luogo privilegiato per la sosta e la nidificazione di volpoche, avocette, spatole e fenicotteri. Si può procedere verso la Riserva Naturale di Alfonsine, rifugio per numerose specie animali e vegetali oppure verso la Stazione Oasi di Volta Scirocco, il cui percorso, che comincia all’altezza di Boscoforte, si snoda per circa 6,5 km. Si raggiunge la Lavadena, con un mosaico di dossi ricoperti di vegetazione alofila. Più oltre, le acque basse della Scorticata ospitano regolarmente migliaia di anatidi, limicoli e ardeidi. Dai capanni attrezzati del la golena di Volta Scirocco è possibile osservare, tra gli altri, spatole, aironi rossi, cavalieri d’Italia e canapiglie.

 

Itinerario cicloturistico Destra Po. 120 Km

Una delle più lunghe piste ciclabili d’Europa, tutta pianeggiante e per lo più ad uso esclusivo dei ciclisti, che da est fino al mare si srotola tra golene, boschetti, campanili, manufatti idraulici, rocche, mulini natanti, castelli, canneti. 1. Stellata di Bondeno, borgo dalla struttura compatta a ridosso del fiume, conserva la Rocca Possente a forma di stella e il Museo Archeologico con testimonianze del territorio nelle diverse epoche storiche. 2. A Ro è ormeggiato il mulino natante con la macina per il grano, fedele riproduzione di quel-li a cui fu ispirato il romanzo di Bacchelli “Il mulino del Po”. 3. Mesola è riconoscibile da lontano per la mole del Castello Estense affacciato sul fiume, famosa dimora di delizie della fine del ’500 oggi sede del Museo del Bosco e del Cervo della Mesola. 4. Da Gorino Ferrarese, nell’affascinante ambiente di transizione tra la terraferma, le valli, il fiume e il mare, partono escursioni in motonave al Faro sull’Isola dell’Amore.

 

Il Parco Regionale della Vena del Gesso Romagnola

Il percorso si trova nel cuore del Parco Regionale della Vena del Gesso Romagnola; partendo dalla stazione ferroviaria di Brisighella, delizioso borgo medioevale, l’itinerario (5 km circa) raggiunge il centro visite Carnè e permette di scoprire crinali e boschi di grande suggestione. Si parte dal centro storico di Brisighella, borgo medioevale per percorrere la suggestiva via del Borgo – detta anche via degli Asini perché un tempo percorsa dalle carovane di asini dirette alle cave di gesso – via sopraelevata e coperta che costituiva in origine il nucleo della difesa fortificata del borgo. Percorrendo il sentiero CAI si raggiunge il Capanno Speleologico, punto di ritrovo per l’ingresso alla Grotta Tanaccia. Da qui è possibile fare un’escursione speleologica accompagnati dalle luci dei caschi e dalle guide del Parco. Si prosegue verso Cà Carnè, sede del Centro Visite e del rifugio con ristoro e pernottamento. Merita una visita il piccolo ma interessante museo naturalistico dedicato alla fauna della Vena del Gesso. Lungo il percorso CAI si aggira la vetta di monte Spugi, si raggiunge l’Oratorio di Vespignano, tra vigneti e frutteti, poi a Castelnuovo si entra nuovamente nel bosco. Si ritorna a Cà Carnè e scendendo in direzione Brisighella si sosta al Monticino: museo geologico all’aperto ricavato da una ex-cava, alla vecchia fornace Malpezzi, di inizi Novecento, per la lavorazione del gesso, e alla Rocca medievale che domina il borgo.

 

Per il momento ci fermiamo qui, le cose da fare e vedere sono molte e non vorremmo spaventarvi!

P.S.: Se poi volete dare una occhiata alle altre escursioni possibili nel territorio emiliano romagnolo potete trovare tutte le informazioni necessarie sul sito della Provincia di Ferrara.

Autore:

Esploratore e Avventuriero: ama navigare gli oceani, scalare le montagne più alte e surfare sulle onde del web

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