10 imperdibili castelli nel riminese

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10 imperdibili castelli nel riminese


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Che nel passato le casate italiane si contendessero i territori e li difendessero erigendo castelli, cinta murarie e fortificazioni, è cosa nota. Tra Medioevo e Rinascimento non solo le varie casate, ma le stesse regioni si palleggiavano i territori, conquistandoli e facendoseli conquistare vicendevolmente per decine e decine di anni.

Il territorio dell’entroterra romagnolo non fa eccezione: vedeva insediamenti fortificati sparsi a breve distanza e la maggior parte delle costruzioni le dobbiamo a un’importante casata: i Malatesta. Sebbene sia tuttora difficile ricostruire con esattezza tutta la rete difensiva malatestiana, di sicuro la posizione di tutti i castelli era una scelta mirata che permetteva sia allora sia oggi di godere di panorami mozzafiato.

Sapevate che solo nel riminese, oggi distanti solo poche decine di minuti in macchina potete trovare una dozzina di castelli? E che il numero raddoppia se consideriamo le rocche, le torri e i castelli abbandonati?
Oggi vi presentiamo dieci castelli, tutti con una loro storia, una loro particolarità e un loro fascino..o almeno ci proviamo 🙂 sono talmente simili, speriamo di non fare confusione!!

[half] rocca-del-sasso.tif [/half] [halflast] 1) Rocca del Sasso di Verucchio
Detta “Rocca del Sasso” per la sua posizione sullo sperone roccioso che domina il paese, la valle e la pianura fino al mare Adriatico, è possedimento malatestiano dal XII secolo, le cui tracce più antiche sono visibili nei sotterranei.
Qui nacque Malatesta da Verucchio detto il “Centenario”, che Dante cita nell’Inferno della sua Commedia come Mastin Vecchio, condottiero e conquistatore di terre e città, poi apprezzato governatore di Rimini
 dove, dal 1295, la Signoria svilupperà il suo potere pur mantenendo Verucchio quale presidio strategico e baluardo contro la signoria avversa dei Montefeltro. Anche per questo la Rocca fu ampliata nel 1449 dal più importante dei rappresentanti dei Malatesta, Sigismondo Pandolfo. [/halflast]

[half] riviera.rimini.it/situr/scopri-il-territorio/localita/montegridolfo [/half] [halflast] 2) Castello di Montegridolfo
Montegridolfo, è un borgo medievale che durante i secoli ha vissuto un difficile destino di contesa, a causa della sua posizione strategica al confine tra Romagna e Marche.
Il Castello di Montegridolfo si erge su quella linea che allora delimitava i possedimenti delle casate dei Malatesta di Rimini e dei Montefeltro, signori della vicina Urbino.
Il nome sembra trarre origine dall’antica famiglia riminese dei Gridolfi parteggianti per i Malatesta. Proprio dello stesso periodo è anche l’inizio delle lotte tra le due casate all’interno della valle del Conca che costarono a Montegridolfo tre secoli di saccheggi ed alterni domini.
Nel 1336 il borgo fu addirittura totalmente distrutto da Nolfo, conte di Urbino. La ricostruzione ad opera del patriarca dei Malatesta, Galeotto, risale all’anno successivo.
La quiete giunse solo nel XVI secolo da quando la famiglia Malatestiana da allora regna sovrana assoluta. [/halflast]

[half] riviera.rimini.it/situr/scopri-il-territorio/localita/montescudo [/half] [halflast] 3) Castello di Albereto a Montescudo
Le origini di Montescudo sono antichissime. Ai tempi dell’Imperatore Augusto, serviva anche come stazione militare adibita al cambio di cavalli per i corrieri che da Rimini andavano a Roma. Nel 1233 i Montescudesi giurarono fedeltà al Comune di Rimini, sottraendosi all’obbedienza dei Signori di Urbino. Dal 1239 al 1499 fu continuamente conteso anche con sanguinose battaglie tra i Malatesta e i Montefeltro. Il castello infatti viene rafforzato da Sigismondo Malatesta proprio in questi anni. Spiccano la cinta muraria realizzata secondo i canoni della tipica “scarpata malatestiana”, le tre forti torri circolari, la torre campanaria e la terrazza belvedere da cui si gode il panorama di tutta la costa riminese. Oggi, grazie ai recenti restauri, il castello è una delle perle architettoniche della Signoria. [/halflast]

[half] castellodimontebello.it [/half] [halflast] 4) Castello di Montebello
E’ uno degli edifici storici più interessanti di tutto il territorio della Signoria malatestiana. A contribuire alla sua unicità di certo la leggenda che l’avvolge. La storia narra della giovanissima figlia di Ugolinuccio Malatesta, Guendalina, che scomparve misteriosamente all’età di otto anni, mentre giocava all’interno del castello.
Risate di bambine, 12 rintocchi di campane, il battere veloce di un cuoricino, e altri fenomeni si possono udire nel giorno di solstizio di quegli anni che finiscono con lo 0 o il 5.
Per le visite diurne, notturne e tutti i dettagli relativi alle registrazioni che continuano ad attirare migliaia di turisti, leggi qui! [/halflast]

[half] comune.montecolombo.rn.it [/half] [halflast] 5) Castello di Montecolombo
Nel corso delle tante battaglie tra Malatesta e Montefeltro, Guelfi e Ghibellini, Malatesta e Stato pontificio, nel castello di Montecolombo fu imprigionato, nel 1209, Malatestino Dallocchio. Non sempre la fortificazione del castello è stata sede di una guarnigione militare permanente. Ciò si verificava quando la vicina Montescudo sfuggiva al controllo dei Malatesta.
A causa della scarsa solidità della selce fluviale, utilizzata per la realizzazione delle mura, il castello è stato oggetto di numerosi interventi di restauro nel corso degli ultimi 300 anni. [/halflast]

[half] Saludecio, Castello di Meleto[/half] [halflast] 6) Castello di Meleto, Saludecio
Il Castello di Meleto è un piccolo castello dominante le valli del Tavollo e del Foglia, un vero balcone sull’Adriatico.
Affascinante anche il borgo fortificato, nell’omonima frazione, distante alcuni chilometri dal centro, circondato da tratti delle antiche mura con ampio cortile interno. [/halflast]

[half] castel-sismondo.rivierarimini [/half] [halflast] 7) Castel Sismondo a Rimini
Del Castello, fatto costruire nel Quattrocento da Sigismondo Malatesta nel 1437, è superstite il solo nucleo centrale. Il castello fu concepito come palazzo e fortezza insieme, come degna sede per la corte e per la guarnigione e come segno di potere e di supremazia sulla città. 
La costruzione conserva un notevole fascino, con le sue grosse torri quadrate e le poderose muraglie a scarpa, il cui effetto originario, quando si innalzavano dal profondo fossato, doveva essere formidabile.
In questo suo amatissimo castello Sigismondo è morto il 9 ottobre del 1468. [/halflast]

[half] montefiore conca [/half] [halflast] 8) Rocca Malatestiana, Montefiore Conca
Sebbene costruito preedentemente, nel 1337 Malatesta Guastafamiglia la trasformò in una macchina militare capace di essere anche una residenza.
Ospitò il Re d’Ungheria, i Papi Gregorio XII e Giulio II, l’Imperatore di Boemia Sigismondo e innumerevoli nobili e Signori del tempo.
L’intera struttura è stata recentemente restaurata e la sua mole cristallina si offre in tutta la sua bellezza e imponenza, donando al visitatore l’atmosfera del tempo nonché un’ampia lettura delle stratificazioni storico-architettoniche che l’hanno caratterizzata. Tra queste la visione del tetto originale che si può ammirare salendo nella parte più alta da cui si gode un vistaunica sull’Adriatico e sulle colline. [/halflast]

[half] rocca-malatestiana-santarcangelo [/half] [halflast] 9) Rocca Malatestiana di Santarcangelo di Romagna
Si tratta di una fortezza con residenza ancor oggi appartenente alla nobile famiglia Colonna. Nel 1447, durante la Signoria di Sigismondo Pandolfo Malatesta la rocca assunse l’aspetto che ancora oggi mantiene.
Venne notevolmente ridotta l’altezza del mastio (costruito nel 1386) e vennero realizzati tre forti torrioni poligonali posti agli angoli dell’edificio principale. In tal modo, la difesa della rocca venne rafforzata per resistere all’attacco delle prime armi da fuoco. [/halflast]

[half] sperone-al-tramonto [/half] [halflast] 10) Castello di San Leo
Le origini si perdono già all’epoca delle guerre tra Goti e Bizantini (VI secolo). Fu costantemente oggetto di contesa fino a quando venne definitivamente conquistata da Federico da Montefeltro nel 1441.
Il possente apparato difensivo di San Leo, ideato da Francesco di Giorgio Martini, sembra essere un prolungamento del masso che lo sostiene. Con lo Stato Pontificio divenne aspro carcere nelle cui celle finì i propri giorni il Conte di Cagliostro. Anche dopo l’Unità d’Italia, la fortezza continuò ad assolvere la sua funzione di carcere, fino al 1906.
Al suo interno sono visibili mostre di armi, armature, le celle dei famosi reclusi e le oscure fortificazioni. [/halflast]

E in un batter d’occhio siamo già a dieci, non stentiamo a capire perché l’Emilia Romagna venisse chiamata la regione dei castelli, sono davvero tantissimi! Pensate che sono 25 solo i castelli malatestiani nella nostra regione! Se volete potete vederne il plastico (e tanto altro) al museo di Castel Sismondo a Rimini!  Secondo voi si sono chiamati Malatesta per il mal di testa che veniva a tener dietro a tutti questi castelli?? ;P

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Un commento

  1. Riminihotels

    L’entroterra Riminese custodisce delle vere meraviglie che meritano di essere visitate. Arte, storia, cultura e tradizioni si mescolano ai profumi e ai sapori della cucina locale.

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