Voli inesistenti o in ritardo, bagagli smarriti, camere con vista sul centro commerciale o spiagge di cemento: le truffe nei confronti dei turisti sono mille e una, e spesso anche l’immaginazione più fervida si trova (ahimé) superata dalla realtà. Anche perché- complice anche il proliferare di offerte lowcost non sempre affidabili- i numeri del disservizio non fanno che crescere, come testimoniano le 24500 segnalazioni ricevute nell’estate 2009 da Telefono Blu/Sos del Viaggiatore, associazione specializzata nell’assistenza ai vacanzieri raggirati.
La fregatura come destino ineluttabile dunque? Non proprio. Anche perché, al di là della pur meritoria attività delle associazioni di consumatori, anche i singoli cittadini- viaggiatori hanno a disposizione strumenti per far valere i propri diritti in caso di disservizio. E qui di seguito offriamo qualche indicazione di partenza sul tema.
Prima regola, conservare tutto. Contratti di vendita del pacchetto, biglietti di viaggio, talloncini di consegna e trasporto bagagli, ricevute associate ai pranzi pernottamenti “obbligati”: ognuno di questi documenti può costituire prova rispetto al disservizio subito, e va quindi conservata.
Seconda regola, fotografate. Come da titolo. Se possibile, documentate con immagini ogni difformità tra offerta proposta e trattamento effettivo (tipo di camera, paesaggio esterno, servizi) o i danni subiti (per esempio le valige)
Terza regola, agite tempestivamente. Una volta tornati, ricordatevi di scrivere e spedire entro 10 giorni una raccomandata A/R a chi vi ha venduto il viaggio, con tutte le indicazioni e le richieste di risarcimento, allegando la documentazione del caso. E fate capire che, in caso di mancata risposta, vi rivolgerete ad un giudice (di pace).
In caso invece di viaggi transfrontalieri i consumatori possono usufruire anche dell’assistenza del Centro europeo consumatori (tel. 06 44238090), voluto dalla Commissione europea e sostenuto dal Ministero dello Sviluppo Economico.
Esistono infine specifiche norme a tutela dei viaggiatori danneggiati dal fallimento di tour operator o compagnie aeree (come nel recente caso di AirEurope). In queste fattispecie i turisti possono chiedere il rimborso di quanto versato per il viaggio all’apposito Fondo di Garanzia per il Turista, istituito presso il Ministero del Turismo. Anche in questo caso la modalità è quella della raccomandata A/R, con corredo di documentazione.








