Il Museo Cervi si trova nella bassa pianura reggiana, fra i comuni di Gattatico e Campegine, ed è ambientato nella casa colonica dove la famiglia Cervi arriva nel 1934.

Contadini mezzadri, i Cervi compiono all’inizio degli anni ’30 scelte che si riveleranno fondamentali sia in ambito produttivo sia nel consolidamento di un deciso orientamento antifascista.

Fucilati insieme a Quarto Camurri per rappresaglia nel dicembre del 1943, la vicenda dei sette figli maschi di Genoveffa Cocconi e Alcide Cervi assume da subito un forte valore simbolico, mentre la loro casa – durante il secondo conflitto mondiale punto di riferimento e di concreto aiuto per antifascisti, renitenti alla leva, e per chi si opponeva alla guerra – diventa la meta privilegiata di tutti coloro che si riconoscono nei valori dell’antifascismo e della democrazia.

Casa Cervi diventa “Museo per la storia dei movimenti contadini, dell’antifascismo e della Resistenza nelle campagne” ed è gestito dall’Istituto Alcide Cervi, fondato nel 1972 con lo scopo di promuovere la conoscenza e la memoria della vicenda della famiglia Cervi e di indagare il Novecento attraverso attività scientifiche, di ricerca e didattiche, con particolare attenzione ad alcuni aspetti nodali come la storia dei movimenti contadini, l’antifascismo, la Resistenza e la memoria della Resistenza, la costruzione della memoria repubblicana e democratica nel dopoguerra.

Il percorso si sviluppa focalizzando nella storia dei Cervi e nella storia dell’Emilia del Novecento, alcune fasi fondamentali: il lavoro nelle campagne, l’antifascismo e la Resistenza, la costruzione della memoria dei Cervi nel dopoguerra. A conclusione dell’esposizione storica è possibile visitare le stanze in cui viveva la famiglia Cervi.

Al percorso storico si intreccia un percorso narrativo, che utilizza sia le parole lasciate da tanti protagonisti, sia alcune testimonianze video. Oltre agli oggetti e ai documenti disponibili, legati alle attività lavorative della famiglia Cervi – pochi relativi alla lotta antifascista e partigiana, numerosi per il periodo successivo alla Liberazione -, nel percorso sono possibili approfondimenti grazie a leggii tematici, carte geografiche, elaborazioni grafiche, rassegne fotografiche, filmate, documentarie.