Noi lo diciamo da sempre che in Emilia Romagna si vive bene- che il cibo è buono, le persone per bene e i servizi niente male. Solo che se lo diciamo noi sembra pubblicità, e neppure della più originale.
E invece no. Stavolta sembra proprio che dietro la percezione ci stia un pezzo di realtà vera, e che in Emilia Romagna si viva bene per davvero. O almeno, questa è l’impressione che si ricava leggendo l’indagine sul “Benessere interno lordo” (BIL) realizzata da Il Sole 24 Ore, e pubblicata lunedì sul quotidiano milanese. Secondo la ricerca, infatti, è Forlì- Cesena la provincia che offre ai suoi cittadini la miglior qualità della vita, con Ravenna che si piazza al secondo posto, Rimini all’ottavo e gli altri comprensori della regione tutti “al calduccio” nei primi cinquanta posti.
Nel compilare la classifica del BIL i ricercatori hanno tenuto conto di otto diversi indicatori: le condizioni di vita materiali, la salute, l’istruzione, le attività personali, la partecipazione alla vita politica, i rapporti sociali, l’ambiente, l’insicurezza economica e fisica. E lungo tutte le direttrici i nostri territori hanno ottenuto punteggi altissimi.
Come a dire che da queste parti lavoriamo sodo, ovviamente, ma sappiamo anche come goderci la vita. A casa della “capolista” Forlì- Cesena, solo per esempio, si vive più a lungo della media nazionale (82 anni) e si passa molto più tempo dell’ordinario fuori delle vita domestiche, sia per svago che per attività di volontariato. E poi si legge (anche in questo caso ben più della media nazionale) e si frequentano spettacoli teatrali e cinematografici.
Se ci sentiamo orgogliosi del risultato? Ovviamente sì. Ma la testa non ce la montiamo. Che sennò diventiamo boriosi e il benessere interno lordo ce lo perdiamo per la strada








