[TERacconta] Trekking urbano tra i cantieri di FrontierBo

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[TERacconta] Trekking urbano tra i cantieri di FrontierBo


Tempo stimato di lettura: 3 minuti

Frontier è un progetto del Comune di Bologna [in collaborazione con i quattro quartieri Navile, Porto, San Donato e San Vitale] che si propone di rinnovare e valorizzare la vocazione della città nei confronti del Writing e della Street Art.

Questi movimenti artistici, che nascono tradizionalmente come fuori legge, trovano in Bologna un illustre passato. Bologna è stata infatti la prima città in Europa ad aver autorizzato istituzionalmente una grande mostra dedicata a questa disciplina; stiamo parlando di “Arte di frontiera“, che nel 1984 ha portato in città la rinomata “Old School of New York” [costituita da artisti del calibro di Kenny Scharf, Keith Haring, Crash, John Ahearn, Toxic, Jean-Michel Basquiat].
Dagli anni ’80 ad oggi il cuore Street bolognese ha continuato a battere ed è stato la culla di artisti oggi famosi in tutto il mondo, come Blu e Ericailcane.

Ora Frontier ospita tredici artisti [selezionati per la loro attuale importanza a livello internazionale] che stanno firmando con il loro personale stile altrettanti muri della città. Tredici opere dalle dimensioni monumentali, realizzate su palazzi popolari [come vuole la tradizione di questa arte urbana] che si trovano nella prima periferia bolognese..d’altronde per questo movimento artistico la periferia è il vero centro, il luogo attorno al quale tutto gira.
Alcuni cantieri sono già conclusi mentre altri devono ancora aprire; i lavori termineranno il 5 agosto, con la chiusura dell’ultimo cantiere. A gennaio 2013 poi il MAMbo ospiterà una mostra dedicata, anche se l’ottica principale del progetto rimane quella della creazione di un vero e proprio museo all’aperto.

Noi ieri pomeriggio abbiamo partecipato ad un’iniziativa [organizzata dallo Urban Center di Bologna] di trekking urbano attraverso alcuni dei cantieri di Frontier, e vogliamo condividere con voi quello che abbiamo visto.
Siamo andati in giro su uno dei City Red Bus di Bologna accompagnati dai due curatori Claudio Musso e Fabiola Naldi, che ci hanno illustrato le caratteristiche del progetto e le peculiarità degli artisti partecipanti. Assieme a loro c’era l’architetto Daniele Vincenzi, il quale ci ha contestualmente spiegato le origini degli edifici che ospitano le opere murali.

Abbiamo così scoperto che il Writing nasce dopo la Street Art e se ne differenzia per diversi importanti particolari: la Street Art ingloba gli elementi della parete all’interno dell’opera e punta sulla riconoscibilità dell’artista; il Writing interpreta il muro come tela liscia e punta sulla sfida al colore e all’innovazione.
Frontier riprende entrambe le discipline e le spinge ad rinnovarsi, puntando sulla verticalità delle opere, invece che sulla tradizionale orizzontalità (tradizione che nasce dai treni di New York).

Ecco il nostro percorso:

1^ tappa _ Hitnes: artista italiano che sviluppa i suoi temi e la sua metodologia pittorica attraverso il ritorno alla figurazione naturalistica. Nelle sue opere si nota un’intensa ricerca faunistica e in quella da noi osservata, realizzata a mano libera, sono presenti babbuini, ricci e topi. Il muro che ospita la sua produzione fa parte degli edifici chiamati “Le Popolarissime” creati agli inizi degli anni ’30 dal regime fascista per ospitare le numerose persone che arrivavano in città dalle campagne circostanti [cantiere in via Pier de’ Crescenzi 22].

2^ tappa _ Does: artista olandese simbolo dell’attuale estensione del Writing, è il più giovane artista di Frontier. Nel suo stile troviamo una forte contaminazione con la componente visiva della cultura digitale [come la videogame culture] e un’alta attenzione per i particolari, caratteristica tipica della tradizione artistica olandese. Nell’opera da noi osservata Does fa esplodere le lettere del suo nome attraverso il colore e i giochi di prospettiva [cantiere in via Michele Colonna].

3^ tappa _ Honet: artista parigino famoso in tutto il mondo, che collabora anche con famosi brand di moda; è il creatore del Wall Painting ed è considerato il papà stilistico di Blu. La sua opera bolognese riprende una statua ideata da Napoleone e mai realizzata, che l’Imperatore avrebbe voluto collocare in Place de la Bastille come delegittimazione della Rivoluzione Francese: un elefante che porta sulle spalle un castello. Honet realizza questa idea, dandone un’interpretazione infantile e [ovviamente] sovversiva [cantiere in via del Lavoro 18].

4^ tappa _ Etnik: artista italiano che utilizza l’architettura come forma simbolica. Nelle sue produzioni gli agglomerati urbani vengono scomposti e rimontati attraverso la sovrapposizione di punti di vista opposti, creando così delle vere e proprie Città Prospettiche. Le “colate” di colore sono una delle sue caratteristiche, che troviamo anche in questa sua opera bolognese; l’artista ha voluto inoltre rendere omaggio alla città inserendo nel disegno il rosso e il blu -i colori della squadra di calcio- [cantiere in via del Lavoro 3].

5^ tappa _ M-City: artista polacco il cui tratto distintivo è l’utilizzo di stencil su ampie superfici. Il suo immaginario è fortemente influenzato dai simboli delle metropoli contemporanee e nelle sue opere i grandi complessi industriali si fondono nell’iconografia del trasporto, in un gioco di pieni e vuoti amplificato dalla rappresentazione bidimensionale. M-City, prima di iniziare, ha voluto conoscere la storia del luogo che avrebbe ospitato la sua opera [il quartiere popolare della Cirenaica, e la sottostante ferrovia -chiamata “La Veneta” e un tempo utilizzata dagli operai per recarsi al lavoro-] ed ha inserito dei riferimenti a questa storia cittadina al suo interno; l’opera è realizzata per la maggior parte con l’utilizzo di stencil colorati a bomboletta, e tutto il resto a pittura a mano libera [cantiere in via Scipione del Ferro 21].

Al termine di queste 5 tappe abbiamo fatto un salto anche alla Scuola di Pace, nel quartiere Savena, per vedere dal vivo alcune opere della Street Art Pre-Frontier; abbiamo così potuto ammirare alcuni degli alieni/alienati di Blu e dei fanta-animali di Ericailcane. I curatori ci hanno raccomandato anche una passeggiata alla Lunetta Gamberini, che ospita altre opere di questi artisti, e ci andremo sicuramente!

FrontierBo

Frontier dimostra quanto Bologna sia viva dal punto di vista artistico in generale e soprattutto in riferimento a questa forma artistica, vivacità che la rende [ora più che mai] famosa anche a livello internazionale.

Se vi ha incuriosito il nostro racconto potete partecipare al 2° appuntamento di trekking urbano, previsto per il 16 luglio, ma affrettatavi a prenotare [scrivendo a info@urbancenterbologna.it] ..i posti sono limitati e stanno già per finire!

Autore:

Social Media Manager per @inEmiliaRomagna e mamma a tempo pieno.
Amo viaggiare, sia fisicamente che con la fantasia, grazie a film e libri, e celebro ogni giorno con un sorriso.

4 commenti

  1. silvia

    Ciao! Vorrei solo dire un grazie enorme per le informazioni che avete condiviso in questo blog! Di sicuro’ diverro’ un vostro fa accanito!

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