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	<title>Travel Emilia RomagnaEcoturismo | Travel Emilia Romagna</title>
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	<description>Travel Emilia Romagna</description>
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		<title>Fotografi in erba nelle aree protette dell&#8217;Emilia Romagna</title>
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		<pubDate>Thu, 14 Apr 2011 08:06:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudia Vago</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ecoturismo]]></category>
		<category><![CDATA[Natura]]></category>
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		<category><![CDATA[natura]]></category>

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		<description><![CDATA[Nelle scorse settimane vi abbiamo fatto scoprire le aree protette dell&#8217;Emilia Romagna: parchi nazionali e oasi naturali, parchi regionali (1 e 2) e riserve naturali (1 e 2). Con l&#8217;arrivo della primavera cosa c&#8217;è di meglio di una giornata nella natura? Una giornata a fotografare la natura! Oggi cercheremo di darvi qualche consiglio su come fotografare al meglio paesaggi, piante e animali. Anche senza essere grandi fotografi, con qualche piccolo accorgimento è possibile portarsi a casa dei bei ricordi della gita. La prima dote importante per un fotografo naturalistico è lo spirito di osservazione, la capacità di vedere ciò che accade intorno a sé e coglierne particolari curiosi, insoliti, interessanti. Un&#8217;altra caratteristica importante, soprattutto fotografando animali, è la pazienza, saper aspettare che si produca quel movimento che rende l&#8217;immagine da immortalare unica e irripetibile. Oltre a questo, anche l&#8217;atteggiamento con cui ci si avvicina alla natura e ai soggetti da fotografare è importante. Innanzitutto occorre avere rispetto, sentirsi come un ospite che entra in punta di piedi per non disturbare. E&#8217; importante, inoltre, conoscere il luogo che si vuole fotografare, l&#8217;habitat, le piante e gli animali che vi si trovano. Senza diventare esperti botanici o zoologi, bisogna far crescere la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nelle scorse settimane vi abbiamo fatto scoprire le aree protette dell&#8217;Emilia Romagna: <a title="Oasi naturali e Parchi Nazionali" href="http://www.travelemiliaromagna.it/lemilia-romagna-e-i-suoi-tesori-naturali1/">parchi nazionali e oasi naturali</a>, parchi regionali (<a title="Parchi regionali/1" href="http://www.travelemiliaromagna.it/lemilia-romagna-e-i-suoi-tesori-naturali2/">1</a> e <a title="Parchi regionali/2" href="http://www.travelemiliaromagna.it/lemilia-romagna-e-i-suoi-tesori-naturali3/">2</a>) e riserve naturali (<a title="Le riserve naturali in Emilia Romagna/1" href="http://www.travelemiliaromagna.it/lemilia-romagna-e-i-suoi-tesori-naturali4/">1</a> e <a title="Le riserve naturali in Emilia Romagna/2" href="http://www.travelemiliaromagna.it/lemilia-romagna-e-i-suoi-tesori-naturali5/">2</a>).</p>
<p>Con l&#8217;arrivo della primavera cosa c&#8217;è di meglio di una giornata nella natura? Una giornata a fotografare la natura!</p>
<div id="attachment_6248" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a rel="attachment wp-att-6248" href="http://www.travelemiliaromagna.it/fotografi-in-erba-nelle-aree-protette-dellemilia-romagna/photographers-in-action/"><img class="size-medium wp-image-6248" title="Photographers in action!" src="http://www.travelemiliaromagna.it/it/../img/foto-di-slaff-300x202.jpg" alt="" width="300" height="202" /></a><p class="wp-caption-text">Foto di slaff</p></div>
<p>Oggi cercheremo di darvi qualche consiglio su come fotografare al meglio paesaggi, piante e animali. Anche senza essere grandi fotografi, con qualche piccolo accorgimento è possibile portarsi a casa dei bei ricordi della gita.</p>
<p>La prima dote importante per un fotografo naturalistico è lo <strong>spirito di osservazione</strong>, la capacità di vedere ciò che accade intorno a sé e coglierne particolari curiosi, insoliti, interessanti. Un&#8217;altra caratteristica importante, soprattutto fotografando animali, è la <strong>pazienza</strong>, saper aspettare che si produca quel movimento che rende l&#8217;immagine da immortalare unica e irripetibile.</p>
<p>Oltre a questo, anche l&#8217;atteggiamento con cui ci si avvicina alla natura e ai soggetti da fotografare è importante. Innanzitutto <strong>occorre avere rispetto</strong>, sentirsi come un ospite che entra in punta di piedi per non disturbare. E&#8217; importante, inoltre, <strong>conoscere il luogo che si vuole fotografare</strong>, l&#8217;habitat, le piante e gli animali che vi si trovano. Senza diventare esperti botanici o zoologi, <strong>bisogna far crescere la passione per quanto si incontrerà</strong>. Se, ad esempio, in una zona lagunare sappiamo che in un periodo dell&#8217;anno è possibile vedere la migrazione di uccelli, magari di qualche specie in particolare, potremo andare più preparati per fare qualche bello scatto.</p>
<p>Ecco un <a title="Vademecum del fotografo appassionato" href="http://hypermegastore.altervista.org/index.php/Le-basi-di-fotografia/fotografare-la-natura.html" target="_blank">breve vademecum di atteggiamenti utili al fotografo appassionato</a>:</p>
<blockquote><p>•	Camminare, andare fuori dagli itinerari battuti, cercare sempre la prospettiva nuova, lo scorcio inconsueto, la luce e le condizioni migliori, questo perché la fortuna bisogna saperla aiutare.<br />
•	Saper aspettare, avere pazienza, osservare bene il soggetto prima di scattare.<br />
•	Se fa un lato bisogna avere pazienza è necessario anche essere pronti a scattare cogliendo un riflesso, un raggio di luce, un’atmosfera particolare che possono fare di una foto banale una grande fotografia. In questo le fotocamere digitali ci aiutano dandoci la possibilità di scattare un gran numero di foto. Non esitare a scattare anche in condizioni di luce difficili.<br />
•	Porare sempre la macchinetta fotografica con se, il buon fotografo non lascia mai il suo strumento di lavoro a casa, che faccia bel tempo o piova. Un raggio di sole tra le nubi o un cielo tempestoso sono ottimi soggetti per un fotografia.<br />
•	&#8220;Fotografare, fotografare, fotografare&#8230;&#8221; è forse il suggerimento più importante. Solo l’esperienza permette di padroneggiare la propria attrezzatura e di concentrarsi così solo sul soggetto inquadrato.<br />
•	Riguardare spesso le proprie fotografie e ragionare su quali errori si sono commessi nel produrre le foto sbagliate.</p></blockquote>
<p><strong>Ed ecco ora alcuni consigli.</strong></p>
<p>Per la fotografia all&#8217;aperto conviene avere il paraluce nell&#8217;obiettivo, per evitare l&#8217;<em>effetto ghost</em>. Inoltre è sempre bene avere il treppiedi.</p>
<p>Se non si è un principiante e si possiede una reflex conviene abbandonare le funzioni automatiche e scattare in manuale. <strong>Tempi di esposizione e apertura del diaframma sono importanti e dipendono da cosa si vuole fotografare</strong>: per gli animali è meglio usare tempi ridotti e quindi aumentare l&#8217;apertura del diaframma. L&#8217;esposimetro che c&#8217;è in tutte le macchine dice se tempi e diaframma sono in equilibrio. Altrimenti usare l&#8217;impostazione T (il fotografo scegle il tempo e in automatico si fissa l&#8217;apertura). Se invece stiamo fotografando un paesaggio è meglio preferire tempi più lunghi e minore apertura del diaframma. Questo permette di avere maggiore risoluzione e minore sgranatura, riducendo inoltre la profondità di campo.</p>
<p>Un accorgimento tecnico e artistico da tenere presente in caso di foto panoramiche è la <a title="Regola dei terzi" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Regola_dei_terzi" target="_blank">regola dei terzi</a>. Leggiamo da wikipedia:</p>
<blockquote><p>Dividendo l&#8217;immagine in terzi e ponendo il soggetto in uno dei punti di intersezione delle linee immaginarie ottenute, si ritiene che l’immagine risulti più dinamica (rispetto ad una composizione che pone il soggetto al suo centro), ma armonica al tempo stesso.</p></blockquote>
<div id="attachment_6246" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a rel="attachment wp-att-6246" href="http://www.travelemiliaromagna.it/fotografi-in-erba-nelle-aree-protette-dellemilia-romagna/indonesia403/"><img class="size-medium wp-image-6246" title="Indonesia403" src="http://www.travelemiliaromagna.it/it/../img/Indonesia403-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a><p class="wp-caption-text">Regola dei terzi. Foto di Massimo Ghetti.</p></div>
<p>I momenti migliori per fotografare all&#8217;aperto sono quelli in cui la luce è più calda: alla mattina e ala sera. Per fotografare un bosco, però, sarà meglio andare in pieno giorno, quando il sole filtra tra le foglie degli alberi creando contrasti e giochi di luce.</p>
<p>Se ne avete occasione, sfruttate gli specchi d&#8217;acqua: pozze naturali, laghi&#8230; Possono essere utilizzati per fare scatti particolare giocando con i riflessi e l&#8217;effetto specchio. Una banale pozzanghera può diventare un bellissimo soggetto, ad esempio se in essa si cattura il cielo sovrastante, le nuvole, il sole, un uccello che passa, le fronde di un albero&#8230; In un lago il riflesso dello scenario di fondo, ad esempio i monti, possono essere davvero suggestivi.</p>
<p>Anche il &#8220;mondo in miniatura&#8221; può regalare immagini interessanti. Con un obiettivo macro è possibile <a title="Macrofotografia" href="http://www.acquaportal.it/_ARCHIVIO/ARTICOLI/macrofotografia.asp">fotografare piccoli insetti e dettagli</a> molto suggestivi.</p>
<p><a rel="attachment wp-att-6247" href="http://www.travelemiliaromagna.it/fotografi-in-erba-nelle-aree-protette-dellemilia-romagna/licenide-controluce-big/"><img class="aligncenter size-medium wp-image-6247" title="LICENIDE-CONTROLUCE-BIG" src="http://www.travelemiliaromagna.it/it/../img/LICENIDE-CONTROLUCE-BIG-200x300.jpg" alt="" width="200" height="300" /></a></p>
<p><strong>E ora qualche dettaglio tecnico</strong>: per scenari e paesaggi, serve un obiettivo grandangolare (da 18 a 25 mm). In alternativa, più pratico un&#8217;ottica variabilie standard (18-55 mm). Per gli animali è necessaria un&#8217;ottica lunga 200 o 300 mm, anche in questo caso uno zoom, tipo 70-300 è molto comodo. Per la macro, serva un obiettivo macro, con un rapporto di ingrandimento almeno 1:1, per esempio un 60mm o un 90mm fisso.</p>
<p>Se vi interessa fotografare animali vi proponiamo <a title="Fotografare gli animali" href="http://www.lifeintravel.it/it/fotografia/tutorials-fotografia/363-fotografia-faunistica.html" target="_blank">un breve tutorial</a> per impararecome farlo al meglio.</p>
<p>Un ringraziamento doveroso va a <a title="Massimo Ghetti" href="http://ghetti.myblog.it/" target="_blank">Massimo Ghetti</a> che ci ha aiutati a reperire tutte le informazioni utili per scrivere questo post.</p>
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		<title>L&#8217;Emilia Romagna e i suoi tesori naturali/5</title>
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		<pubDate>Mon, 04 Apr 2011 08:46:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudia Vago</dc:creator>
				<category><![CDATA[Natura]]></category>
		<category><![CDATA[Ecoturismo]]></category>
		<category><![CDATA[riserve naturali]]></category>

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		<description><![CDATA[Finiamo l&#8217;esplorazione delle Riserve Naturali in Emilia Romagna, dopo il viaggio iniziato nella scorsa puntata. Nell&#8217;Appennino parmense, tra le valli del Taro e del Ceno e Baganza, la Riserva Naturale Monte Prinzera custodisce in un territorio di limitata estensione dominato dal monte omonimo (736 m s.l.m.), un insieme di elementi naturali e ambientali di eccezionale interesse, le cui caratteristiche non hanno eguali negli altri Parchi e Riserve regionali. Dalla sua sommità lo sguardo può spaziare sul medio e alto Appennino parmense sino alle vette più alte dello spartiacque ligure-emiliano e, nei giorni più limpidi, al profilo del monte Cusna nell&#8217;area reggiana. L&#8217;origine dell&#8217;aspetto particolare del Prinzera e del suo conseguente popolamento vegetale e animale sta nella natura ofiolitica delle rocce che lo compongono. Le ofioliti sono frammenti magmatici di crosta oceanica inglobati nella montagna durante l&#8217;orogenesi appenninica. Nel corso dei secoli il profilo inconfondibile del monte ha rappresentato un riferimento per viandanti più o meno celebri: da Carlo Magno a Ottone I, Federico Barbarossa, fino a Carlo VIII, che vi transitarono coi rispettivi eserciti, pellegrini e soldati durante l&#8217;attraversamento dell&#8217;Appennino nel tratto che dalla val Sporzana raggiungeva il passo della Cisa, lungo la ben nota via Francigena. In provincia di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Finiamo l&#8217;esplorazione delle Riserve Naturali in Emilia Romagna, dopo il viaggio iniziato <a title="Le riserve naturali in Emilia Romagna/1" href="http://www.travelemiliaromagna.it/lemilia-romagna-e-i-suoi-tesori-naturali4/">nella scorsa puntata</a>.</p>
<p><a rel="attachment wp-att-5971" href="http://www.travelemiliaromagna.it/lemilia-romagna-e-i-suoi-tesori-naturali5/monte-prinzera/"><img class="alignleft size-medium wp-image-5971" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="monte prinzera" src="http://www.travelemiliaromagna.it/it/../img/monte-prinzera-300x198.jpg" alt="" width="300" height="198" /></a>Nell&#8217;<strong>Appennino parmense</strong>, tra le valli del Taro e del Ceno e Baganza, la <strong><a title="Riserva Naturale Monte Prinzera" href="http://parchi.parma.it/page.asp?IDCategoria=286&amp;IDSezione=1547" target="_blank">Riserva Naturale Monte Prinzera</a></strong> custodisce in un territorio di limitata estensione dominato dal monte omonimo (736 m s.l.m.), un insieme di elementi naturali e ambientali di eccezionale interesse, le cui caratteristiche non hanno eguali negli altri Parchi e Riserve regionali. Dalla sua sommità lo sguardo può spaziare sul medio e alto Appennino parmense sino alle vette più alte dello spartiacque ligure-emiliano e, nei giorni più limpidi, al profilo del monte Cusna nell&#8217;area reggiana. L&#8217;origine dell&#8217;aspetto particolare del Prinzera e del suo conseguente popolamento vegetale e animale sta nella natura ofiolitica delle rocce che lo compongono. Le ofioliti sono frammenti magmatici di crosta oceanica inglobati nella montagna durante l&#8217;orogenesi appenninica. Nel corso dei secoli il profilo inconfondibile del monte ha rappresentato un riferimento per viandanti più o meno celebri: da Carlo Magno a Ottone I, Federico Barbarossa, fino a Carlo VIII, che vi transitarono coi rispettivi eserciti, pellegrini e soldati durante l&#8217;attraversamento dell&#8217;Appennino nel tratto che dalla val Sporzana raggiungeva il passo della Cisa, lungo la ben nota via Francigena.</p>
<p><a rel="attachment wp-att-5974" href="http://www.travelemiliaromagna.it/lemilia-romagna-e-i-suoi-tesori-naturali5/onferno/"><img class="alignright size-full wp-image-5974" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="onferno" src="http://www.travelemiliaromagna.it/it/../img/onferno.jpg" alt="" width="221" height="125" /></a>In <strong>provincia di Rimini</strong> la <strong><a title="Riserva di Onferno" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Riserva_naturale_orientata_di_Onferno" target="_blank">Riserva di Onferno</a></strong> tutela un piccolo complesso carsico nei gessi e altri ambienti della bella valle del Conca, come le pareti arenacee della Ripa della Morte e i vicini calanchi. La principale emergenza è la grotta che si apre sotto lo sperone gessoso dove nel medioevo sorgeva il castello di Inferno. Con una temperatura interna di circa 15°C gradi che si mantiene costante durante tutto l&#8217;anno, la grotta si è originata dalle acque meteoriche che dissolgono il gesso. La cavità, caratterizzata da vistose concrezioni colorate dagli ossidi di ferro, attira ogni anno migliaia di visitatori e ospita la più importante colonia di pipistrelli della regione, oltre 8000 individui, con ben sette specie diverse tra cui il miniottero, considerato in pericolo in tutta Europa. Sulla sommità della rupe, dove un tempo sorgeva il castello, rimane un piccolo borgo in bella posizione panoramica sulla riserva e i territori circostanti: verso nord si riconosce l&#8217;inconfondibile profilo di San Marino, più a est il mare.</p>
<p><a rel="attachment wp-att-5975" href="http://www.travelemiliaromagna.it/lemilia-romagna-e-i-suoi-tesori-naturali5/parmamorta/"><img class="alignleft size-full wp-image-5975" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="Parmamorta" src="http://www.travelemiliaromagna.it/it/../img/Parmamorta.jpg" alt="" width="250" height="188" /></a>Nell&#8217;angolo nord-orientale della <strong>provincia di Parma</strong>, a breve distanza dal Po la <strong><a title="Riserva Parma Morta" href="http://parchi.parma.it/page.asp?IDCategoria=286&amp;IDSezione=1548" target="_blank">Riserva Parma Morta</a></strong> tutela un ramo abbandonato del torrente Parma, che negli ultimi secoli ha cambiato più volte percorso prima di confluire, come avviene oggi, nel grande fiume all&#8217;interno della golena destra. La Parma Morta, non più attiva dalla metà dell&#8217;Ottocento, è oggi una lunga e sottile zona umida di circa 5 km, testimonianza delle antiche dinamiche fluviali della pianura, oggetto di indagini storiografiche, oggi importante per la natura locale. Un striscia di canneto, fitti arbusti e alcuni grandi alberi che segnano l&#8217;antico percorso del torrente, sinuoso tra l&#8217;ampia estensione coltivata e gli ordinati pioppeti artificiali. La riserva funge come un vero e proprio serbatoio di biodiversità per la campagna parmense.</p>
<p><a rel="attachment wp-att-5978" href="http://www.travelemiliaromagna.it/lemilia-romagna-e-i-suoi-tesori-naturali5/piacenziano/"><img class="alignright size-medium wp-image-5978" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="piacenziano" src="http://www.travelemiliaromagna.it/it/../img/piacenziano-300x195.jpg" alt="" width="300" height="195" /></a>La <strong>Riserva Piacenziano</strong> tutela nove stazioni di grande rilevanza stratigrafica e paleontologica distribuite in cinque diverse vallate, dove rupi, pareti rocciose e calanchi interrompono il dolce paesaggio coltivato delle colline piacentine. Negli affioramenti tra le valli dei torrenti Vezzeno e Ongina gli innumerevoli strati rocciosi hanno restituito reperti fossili in ottimo stato e di grande varietà ed abbondanza. Il loro recupero sistematico iniziato dalla fine del Settecento ha portato alla formazione di una delle più importanti collezioni del Pliocene mediterraneo, attirando l&#8217;interesse della comunità scientifica internazionale. Questa eccezionale ricchezza di fossili, nota già a Leonardo da Vinci (che ne ha lasciato memoria nel codice Leicester), ha indotto gli studiosi a utilizzare il termine Piano Piacenziano, coniato dal geologo svizzero Karl Mayer, con il quale è oggi indicato il periodo di storia della terra compreso tra 3,5 e 2,5 milioni di anni fa. Buona parte dei molluschi, invertebrati e mammiferi marini rinvenuti nella zona, tra i quali spiccano gli scheletri di due balenottere, sono conservati nel Museo Geologico e Paleontologico &#8220;Giuseppe Cortesi&#8221; di Castell&#8217;Arquato.</p>
<p><a rel="attachment wp-att-5979" href="http://www.travelemiliaromagna.it/lemilia-romagna-e-i-suoi-tesori-naturali5/rupe-campotrera-800/"><img class="alignleft size-medium wp-image-5979" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="Rupe.Campotrera-800" src="http://www.travelemiliaromagna.it/it/../img/Rupe.Campotrera-800-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>La <strong><a title="Rupe di Campotrera" href="http://www.parks.it/riserva.rupe.campotrera/" target="_blank">Rupe di Campotrera</a></strong> è una imponente ed alta formazione rocciosa che emerge dalle <strong>colline reggiane</strong> nei pressi del famoso castello di Matilde di Canossa. Un paesaggio scabro, severo, dal grande interesse geologico, colonizzato a fatica da una vegetazione capace di adattarsi a condizioni ambientali estreme. Per i suoi habitat naturali inusuali e la ricchezza di biodiversità presente, la riserva è stata inclusa nella lista dei siti d&#8217;interesse comunitario voluta dall&#8217;Unione Europea. Le pareti della rupe sono lo sfondo verticale della valle del rio Cerezzola, affluente del fiume Enza. Anche la storia locale si distingue, soprattutto per la presenza vicinissima all&#8217;area protetta del castello di Canossa, che così tanto ha influenzato le vicende di questi luoghi e da cui la contessa Matilde governò il suo stato feudale a cavallo dei secoli XI e XII. Alla sua presenza, qui ebbe luogo il famoso incontro tra papa Gregorio VII ed Enrico IV, che si risolse con l&#8217;assoluzione dell&#8217;imperatore dalla precedente scomunica papale. A ridosso della fortezza, oggi in rovina, sorge l&#8217;ancora imponente castello di Rossena, pure sulla sommità di uno sperone ofiolitico al pari della vicina torre di Rossenella.</p>
<p><a rel="attachment wp-att-5980" href="http://www.travelemiliaromagna.it/lemilia-romagna-e-i-suoi-tesori-naturali5/salse-nirano/"><img class="alignright size-medium wp-image-5980" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="salse nirano" src="http://www.travelemiliaromagna.it/it/../img/salse-nirano-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a>Le <strong><a title="Salse di Nirano" href="http://www.fiorano.it/Turismo/salse%20nirano/in/index.htm" target="_blank">Salse di Nirano</a></strong>, alle prime pendici dell&#8217;<strong>Appennino modenese</strong>, sono un&#8217;ampia conca circondata da calanchi nella quale emergono numerosi conetti di fango che conferiscono al paesaggio collinare un aspetto quasi lunare. Numerosi naturalisti e viaggiatori del passato hanno visitato queste aree, una volta più diffuse poi via via esauritesi, lasciando un&#8217;importante documentazione sulla loro evoluzione. Il primo a lasciarne traccia fu Plinio il Vecchio nel I secolo d. C.. A partire dal Seicento le salse furono oggetto di studi più approfonditi, anche se spesso ancora conditi con coloriture fantastiche. Le salse sono emissioni di fanghi salati e acque melmose fredde che si depositano a forma di cono con piccoli crateri alla sommità, dai quali gorgogliano gas e sostanze bituminose dando origine a caratteristiche colate. Si tratta di un fenomeno legato alla presenza negli strati profondi di giacimenti di idrocarburi originati dalla decomposizione anaerobica di resti organici di origine animale. La risalita spontanea avviene sotto la spinta dei gas attraverso profonde fratture che intersecano il giacimento.</p>
<p><a rel="attachment wp-att-5981" href="http://www.travelemiliaromagna.it/lemilia-romagna-e-i-suoi-tesori-naturali5/sassoguidano/"><img class="alignleft size-medium wp-image-5981" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="sassoguidano" src="http://www.travelemiliaromagna.it/it/../img/sassoguidano-300x209.png" alt="" width="300" height="209" /></a>Situata nella media valle del Panaro, nel <strong>comune modenese di Pavullo nel Frignano</strong>, una balza rocciosa emerge dal bosco, allungandosi tra pareti precipita su un vero e proprio altopiano: è la <strong><a title="Riserva di Sassoguidano" href="http://www.riservasassoguidano.it/" target="_blank">Riserva di Sassoguidano</a></strong> che tutela oltre all&#8217;altopiano boscato, l&#8217;imponente dorsale accidentata del Cinghio di Malvarone (722 m s. l. m.) e la selvaggia valle del torrente Lerna, affluente del Panaro, che si sviluppa tra le rocce per poi aprirsi in un tipico paesaggio calanchivo, tra scoscese pareti e morfologie carsiche. Nel cuore della Riserva, che si estende su circa 280 ettari, è stato allestito un Centro Visita in un edificio rurale storico situato nelle vicinanze della Chiesa di Sassoguidano, di origine milleduecentesca, edificata in posizione assai panoramica. L&#8217;altro interessante edificio religioso dell&#8217;area protetta è l&#8217;oratorio di Sassomassiccio, dei secoli XI-XII, immerso nel bosco di castagni.</p>
<p>Se siete interessati, abbiamo parlato anche di <a title="Oasi naturali e Parchi Nazionali" href="../../lemilia-romagna-e-i-suoi-tesori-naturali1/" target="_self">Oasi naturali e Parchi Nazionali</a> e dei quindici Parchi Regionali (in due puntate, <a title="Parchi regionali/1" href="../../lemilia-romagna-e-i-suoi-tesori-naturali2/" target="_self">qui</a> e <a title="Parchi regionali/2" href="../../lemilia-romagna-e-i-suoi-tesori-naturali3/" target="_self">qui</a>).</p>
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		<title>L&#8217;Emilia Romagna e i suoi tesori naturali/4</title>
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		<pubDate>Thu, 31 Mar 2011 07:48:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudia Vago</dc:creator>
				<category><![CDATA[Natura]]></category>
		<category><![CDATA[Ecoturismo]]></category>
		<category><![CDATA[natura]]></category>
		<category><![CDATA[riserve naturali]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo le Oasi naturali, i Parchi Nazionali e i quindici Parchi Regionali (in due puntate, qui e qui) cominciamo oggi la scoperta delle Riserve naturali dell&#8217;Emilia Romagna. Le Riserve naturali sono definite come &#8220;territori di limitata estensione, istituite per la loro rilevanza regionale e gestite ai fini della conservazione dei loro caratteri e contenuti morfologici, biologici, ecologici, scientifici e culturali&#8220;. La Riserva di Alfonsine, istitutita nel 1990, si trova nell&#8217;omonimo comune di provincia di Ravenna. Tre piccole oasi, un&#8217;area protetta di pochi ettari, di proprietà comunale, con un ruolo strategico per l&#8217;educazione ambientale e per la conservazione del paesaggio di bassa pianura legato all&#8217;acqua. L&#8217;area più estesa è quella della fascia del canale dei Mulini: tra una chiusa ottocentesca e il fiume Reno, si estende lungo il tratto terminale di un canale dismesso. Il tratto più asciutto a primavera è impreziosito dalla presenza di alcune varietà di orchidee selvatiche. Più a est si trova la seconda area, forse più nota della riserva, e cioè lo Stagno della Fornace Violani, un&#8217;ex cava di argilla che serviva l&#8217;adiacente fornace ora demolita. L&#8217;area ospita e tutela una popolazione significativa di testuggine palustre, rettile acquatico ormai raro e simbolo stesso della riserva. Infine, la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo le <a title="Oasi naturali e Parchi Nazionali" href="http://www.travelemiliaromagna.it/lemilia-romagna-e-i-suoi-tesori-naturali1/" target="_self">Oasi naturali, i Parchi Nazionali</a> e i quindici Parchi Regionali (in due puntate, <a title="Parchi regionali/1" href="http://www.travelemiliaromagna.it/lemilia-romagna-e-i-suoi-tesori-naturali2/" target="_self">qui</a> e <a title="Parchi regionali/2" href="http://www.travelemiliaromagna.it/lemilia-romagna-e-i-suoi-tesori-naturali3/" target="_self">qui</a>) cominciamo oggi la scoperta delle Riserve naturali dell&#8217;Emilia Romagna.</p>
<p>Le Riserve naturali sono definite come &#8220;<em>territori di limitata estensione, istituite per la loro rilevanza regionale e gestite ai fini della conservazione dei loro caratteri e contenuti morfologici, biologici, ecologici, scientifici e culturali</em>&#8220;.</p>
<p><a rel="attachment wp-att-5951" href="http://www.travelemiliaromagna.it/lemilia-romagna-e-i-suoi-tesori-naturali4/alfonsine/"><img class="size-full wp-image-5951 alignleft" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="alfonsine" src="http://www.travelemiliaromagna.it/it/../img/alfonsine.jpg" alt="" width="220" height="129" /></a>La <strong>Riserva di Alfonsine</strong>, istitutita nel 1990, si trova nell&#8217;omonimo comune di <strong>provincia di Ravenna</strong>. Tre piccole oasi, un&#8217;area protetta di pochi ettari, di proprietà comunale, con un ruolo strategico per l&#8217;educazione ambientale e per la conservazione del paesaggio di bassa pianura legato all&#8217;acqua.<br />
L&#8217;area più estesa è quella della fascia del canale dei Mulini: tra una chiusa ottocentesca e il fiume Reno, si estende lungo il tratto terminale di un canale dismesso. Il tratto più asciutto a primavera è impreziosito dalla presenza di alcune varietà di orchidee selvatiche. Più a est si trova la seconda area, forse più nota della riserva, e cioè lo Stagno della Fornace Violani, un&#8217;ex cava di argilla che serviva l&#8217;adiacente fornace ora demolita. L&#8217;area ospita e tutela una popolazione significativa di testuggine palustre, rettile acquatico ormai raro e simbolo stesso della riserva. Infine, la terza area è costituita dal cosiddetto Boschetto dei Tre Canali, un vero e proprio triangolo di verde stretto all&#8217;incrocio dei canali Tratturo, Arginello e Canalina.</p>
<p><a rel="attachment wp-att-5952" href="http://www.travelemiliaromagna.it/lemilia-romagna-e-i-suoi-tesori-naturali4/bosco-frattona/"><img class="aligncenter size-medium wp-image-5952" title="bosco frattona" src="http://www.travelemiliaromagna.it/it/../img/bosco-frattona-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p>Nel comune di <strong>Imola</strong>, invece, si trova la <strong>Riserva Naturale Orientata bosco della Frattona</strong>, estesa per 15 ettari lungo la valle del torrente Correcchio dove sopravvive una preziosa testimonianza dell&#8217;antico paesaggio della prima fascia collinare.<br />
Giuseppe Scaravelli, antesignano della geologia italiana, a partire dal 1840 indagò il territorio e rinvenne preziosi reperti comprendenti resti di grandi mammiferi terrestri e utensili del Paleolitico inferiore, oggi conservati a Imola nel museo dedicatogli.</p>
<p><a rel="attachment wp-att-5953" href="http://www.travelemiliaromagna.it/lemilia-romagna-e-i-suoi-tesori-naturali4/secchia/"><img class="aligncenter size-full wp-image-5953" title="secchia" src="http://www.travelemiliaromagna.it/it/../img/secchia.jpg" alt="" width="221" height="152" /></a></p>
<p><strong>Tra le province di Reggio Emilia e Modena</strong> si estende una zona umida, appena a nord della via Emilia, originatasi in seguito alla costruzione di una diga, avvenuta nel 1980, per scongiurare il rischio di inondazioni causate dal fiume Secchia.<br />
Entro le arginature, la cassa di espansione fu progettata per porre fine alle ripetute alluvioni che nelle stagioni più piovose esondavano dal fiume, il cui corso è accelerato dagli affluenti e dall&#8217;aumentata profondità del letto causata dalle attività estrattive della ghiaia.<br />
Oggi la riserva è un ottimo luogo dove fare birdwatching e praticare la fotografia naturalistica.</p>
<p><a rel="attachment wp-att-5954" href="http://www.travelemiliaromagna.it/lemilia-romagna-e-i-suoi-tesori-naturali4/olympus-digital-camera/"><img class="aligncenter size-medium wp-image-5954" title="OLYMPUS DIGITAL CAMERA" src="http://www.travelemiliaromagna.it/it/../img/contrafforte-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p>L’area del<strong> Contrafforte Pliocenico</strong>, riconosciuta come Sito di Importanza Comunitaria (SIC IT4050012) e Zona di Protezione Speciale (ZPS) all’interno della Rete Natura 2000, è costituita da un complesso, lungo circa 15 Km, di affioramenti rocciosi di arenaria pliocenica, disposto trasversalmente alle valli del Setta, Savena, Zena e Idice, da Sasso Marconi al Monte delle Formiche, <strong>in provincia di Bologna</strong>.<br />
La riserva è stata istituita con lo scopo di conservare gli ambienti naturali, le emergenze geologiche, la flora e la fauna e per promuovere interventi di riqualificazione ambientale, tutela della biodiversità, ricerca scientifica e educazione ambientale.</p>
<p><a rel="attachment wp-att-5955" href="http://www.travelemiliaromagna.it/lemilia-romagna-e-i-suoi-tesori-naturali4/dune/"><img class="aligncenter size-medium wp-image-5955" title="dune" src="http://www.travelemiliaromagna.it/it/../img/dune-300x215.jpg" alt="" width="300" height="215" /></a></p>
<p>Nell&#8217;<strong>entroterra ferrarese</strong>, tra il Po di Volano e quello di Goro, si estende la <strong>Riserva delle Dune Fossili di Massenzatica</strong> che tutela una sequenza di dune fossili unica nel panorama regionale che testimonia la posizione di una linea della costa adriatica risalente all’età del Bronzo, circa 3000 anni fa. Oggi il mare Adriatico dista una dozzina di chilometri e le dune si sviluppano su un fronte di un chilometro e mezzo e una larghezza media di quattrocento metri, in direzione quasi parellela all’odierna linea di costa. Esse ricordano una tappa importante del delta padano, che negli ultimi millenni ha visto il lento avanzare delle terre emerse a spese del mare. Quest&#8217;area fu sede anche dei primi insediamenti umani locali, testimoniati dai ritrovamenti archeologici.</p>
<p><a rel="attachment wp-att-5956" href="http://www.travelemiliaromagna.it/lemilia-romagna-e-i-suoi-tesori-naturali4/fontanili/"><img class="aligncenter size-medium wp-image-5956" title="fontanili" src="http://www.travelemiliaromagna.it/it/../img/fontanili-199x300.jpg" alt="" width="199" height="300" /></a></p>
<p>A metà <strong>tra Reggio Emilia e Parma</strong>, dall&#8217;autostrada del Sole risalta nella campagna un caratteristico complesso rurale, con l&#8217;elegante edificio padronale sormontato da una torretta. L&#8217;antica corte è il punto di riferimento per riconoscere l&#8217;area della <a title="Riserva dei Fontanili di Corte Valle Re" href="http://www.riservavallere.it/" target="_blank"><strong>Riserva dei Fontanili di Corte Valle Re</strong></a>, istituita per salvaguardare uno degli ultimi esempi di risorgive di pianura dell&#8217;Emilia-Romagna. Ambienti oggi divenuti rari soprattutto a causa delle troppo numerose captzioni idriche ad uso irriguo che hanno abbassato le falde acquifere, e che segnavano il passaggio tra alta e bassa pianura.</p>
<p><a rel="attachment wp-att-5957" href="http://www.travelemiliaromagna.it/lemilia-romagna-e-i-suoi-tesori-naturali4/ghirardi/"><img class="aligncenter size-medium wp-image-5957" title="ghirardi" src="http://www.travelemiliaromagna.it/it/../img/ghirardi-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p>La <strong><a title="Riserva Naturale di Ghirardi" href="http://www.oasighirardi.org/ " target="_blank">Riserva naturale di Ghirardi</a></strong> interessa la porzione sud-occidentale della <strong>provincia di Parma</strong>, suddivisa tra i comuni di Albareto e Borgo Val di Taro e coincide con l’omonima Oasi WWF, che ricade all&#8217;interno dei bacini dei torrenti Rizzone, Remolà e Canal Guasto. La variegata morfologia dell’area, caratterizzata dalla presenza di suoli calcarei o acidi, substrati rocciosi od incoerenti, versanti con diverse esposizioni, creano le premesse per microclimi ed habitat molto differenti.<br />
La biodiversità vegetale dei Ghirardi è molto elevata e poco omogenea.</p>
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		<title>Emilia Romagna: tutta la natura che c’è</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Sep 2010 13:24:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanni Arata</dc:creator>
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		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
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		<description><![CDATA[Si accorciano le giornate, l&#8217;aria è diventata più frizzante e gli ombrelloni pian piano vanno a riposare. Au revoir alle vacanze quindi? Non proprio e non dappertutto, almeno stando alle ricerche più recenti, che riferiscono di una preferenza sempre più marcata degli italiani per le ferie &#8220;fuori stagione&#8221;. E a far la parte del leone, si legge ancora nell&#8217;indagine, sono in particolare le soluzioni verdi: &#8220;Il turismo ecologico fa la parte del leone con una cresciuta che gli ha permesso di raggiungere in Italia il valore di oltre 10 miliardi all&#8217;anno con un progressivo aumento del fatturato e delle presenze, anche per l&#8217;offerta di sistemazioni low cost in agriturismi o campeggi.&#8221; Il dato è interessante, soprattutto in una regione come l&#8217;Emilia Romagna che conta sedici aree protette (tra cui un parco nazionale e 8 regionali), 346 aziende agrituristiche e 23 tra prodotti DOP e IGP. E così abbiamo pensato di provare fare un po&#8217; di ricerche, raccogliendo una lista di risorse web riguardanti specificamente il turismo-natura. Inutile dire che, come sempre, la scheda che segue non ha alcuna ambizione di esaustività, ed anzi saremo strafelici di raccogliere indicazioni, critiche, suggerimenti per migliorarla. - Ermes Ambiente/Turismo. E&#8217; la sezione dedicata al [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Si accorciano le giornate, l&#8217;aria è diventata più frizzante e gli ombrelloni pian piano vanno a riposare. <em>Au revoir</em> alle vacanze quindi? Non proprio e non dappertutto, almeno stando alle <a href="http://www.agi.it/cronaca/notizie/201008281027-cro-rt10015-vacanze_coldiretti_parte_a_settembre_1_italiano_su_10">ricerche più recenti</a>, che riferiscono di una preferenza sempre più marcata degli italiani per le ferie &#8220;fuori stagione&#8221;.  E a far la parte del leone, si legge ancora nell&#8217;indagine, sono in particolare le soluzioni verdi:</p>
<blockquote><p>&#8220;Il turismo ecologico fa la parte del leone con una cresciuta che gli ha permesso di raggiungere in Italia il valore di oltre 10 miliardi all&#8217;anno con un progressivo aumento del fatturato e delle presenze, anche per l&#8217;offerta di sistemazioni low cost in agriturismi o campeggi.&#8221;</p></blockquote>
<div id="attachment_3507" class="wp-caption aligncenter" style="width: 356px"><a rel="attachment wp-att-3507" href="http://www.travelemiliaromagna.it/emilia-romagna-tutta-la-natura-che-ce/immagine-5-5/"><img class="size-full wp-image-3507 " title="Immagine 5" src="http://www.travelemiliaromagna.it/it/../img/Immagine-52.jpg" alt="Foto di Elisabetta Santolini" width="346" height="210" /></a><p class="wp-caption-text">Foto di Elisabetta Santolini</p></div>
<p>Il dato è interessante, soprattutto in una regione come l&#8217;Emilia Romagna che conta sedici aree protette (tra cui un parco nazionale e 8 regionali), 346 aziende agrituristiche e 23 tra prodotti DOP e IGP. E così abbiamo pensato di provare fare un po&#8217; di ricerche, raccogliendo una lista di risorse web riguardanti specificamente il turismo-natura. Inutile dire che, come sempre, la scheda che segue non ha alcuna ambizione di esaustività, ed anzi saremo strafelici di raccogliere indicazioni, critiche, suggerimenti per migliorarla.</p>
<p>- <a href="http://www.ermesambiente.it/wcm/ermesambiente/canali/turismo.htm">Ermes Ambiente/Turismo</a>. E&#8217; la sezione dedicata al turismo- natura del portale della Regione Emilia Romagna. Al suo interno si trovano una quantità pressoché infinita di risorse su tutti gli aspetti dell&#8217;ecoturismo, dalle strutture ricettive &#8220;sostenibili&#8221; agli <a href="http://www.ermesambiente.it/wcm/ermesambiente/pagine/itinerari.htm">itinerari</a>, dalle associazioni specializzate al cicloturismo.<br />
- <a href="http://www.appenninoeverde.it/">Appennino e Verde</a>. Appennino e Verde è il sito ufficiale dedicato ai viaggi <em>green</em> in Emilia Romagna. Presenta news ed eventi riguardanti parchi e località appenniniche, gallery audio- video, itinerari tematici e numerose offerte-vacanza tematiche.<br />
- <a href="http://www.emiliaromagnaturismo.it/verde/index.htm">Emilia Romagna Turismo/Natura</a>. Anche dalla sezione dedicata alla natura di ERT è possibile &#8220;esplorare&#8221; le mille anime dell&#8217;offerta verde in regione. Da qui si possono raggiungere ad esempio le schede relative al <a href="http://www.emiliaromagnaturismo.it/ippovie/ricerca.asp">turismo a cavallo</a>, ai <a href="http://www.emiliaromagnagolf.it/">circoli golfistici</a> emiliano- romagnoli ed agli stessi <a href="http://www.emiliaromagnaturismo.it/verde/parchi-avventura/Parchi_avventura.html">parchi- avventura</a> che punteggiano l&#8217;Appennino. Da non perdere poi la <a href="http://www.emiliaromagnaturismo.it/galleria_fotografica/tipo.asp?TIPOLOGIA=100&amp;Submit2=Cerca">gallery fotografica</a> tematica.<br />
- <a href="http://www.agriturismo.emilia-romagna.it/">Agriturismi in Emilia Romagna</a>. Il sito consente di operare ricerche tra le strutture agrituristiche della regione, segmentando per provincia o per tipologia di paesaggio.<br />
- <a href="http://www.ermesambiente.it/parchi/">Parchi in Rete</a>. Parchi in Rete offre risorse ed informazioni rispetto ai parchi, le riserve naturali e le altre aree protette della regione. Di particolare interesse la<a href="http://www.regione.emilia-romagna.it/wcm/natura2000/pagine/cartografia.htm"> cartografia interattiva</a>, la <a href="http://www.ermesambiente.it/wcm/parchi/pagine/video.htm">sezione video</a> e naturalmente  le schede sinottiche relative alle singole realtà.<br />
-<a href="http://sentieriweb.regione.emilia-romagna.it/sentieriweb_swm/"> Sentieri Web</a>. Sentieri Web consente di esplorare in maniera interattiva l&#8217;intero reticolo dei sentieri pedonali e cicloturistici della regione<br />
- <a href="http://www.bikeemiliaromagna.it/percorsi-cicloturistici-in-emilia-romagna.html">Percorsi cicloturistici</a> Una guida completa ai principali percorsi cicloturistici in regione. E&#8217; quanto offre questa pagina, contenuta all&#8217;interno dell&#8217;omonimo sito curato da APT Servizi.<br />
<a href="http://www.ermesagricoltura.it/La-pagina-del-consumatore/Prodotti-DOP-e-IGP">Guida ai prodotti DOP e IGP</a>. Le vacanze nel verde, si sa, mettono appetito. E allora non poteva mancare una directory completa relativa a tutti i prodotti DOP e IGP della regione, poi ricostruita iconicamente anche in questa <a href="http://maps.google.it/maps/ms?ie=UTF8&amp;hl=it&amp;msa=0&amp;msid=105751004964507875954.00047e49965e19accdb88&amp;t=h&amp;z=8">mappa google</a> dello Staff TER</p>
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		<title>A piedi nudi nella settimana dei parchi</title>
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		<pubDate>Fri, 21 May 2010 06:00:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanni Arata</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ecoturismo]]></category>
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		<category><![CDATA[Verde e aree protette]]></category>
		<category><![CDATA[Verde e parchi naturali]]></category>
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		<description><![CDATA[Diciassette, quattordici, duemilasettecento, trecentocinquanta. No non vi preoccupate, non abbiamo cominciato a dare i numeri e non vogliamo lanciare il primo tombolone di TER. Semplicemente, cercavamo delle cifre in grado di &#8220;raccontare&#8221; la ricchezza ambientale e paesaggistica della regione dalla quale scriviamo. E allora di nuovo: diciassette (parchi), quattordici (riserve naturali), duemilasettecento (specie di piante) e per finire trecentocinquanta (tipi di animali vertebrati). Noi tutti questi numeri non li conoscevamo. E non sapevamo neppure della Settimana Europea dei Parchi, la manifestazione indetta dalla Federazione europea dei Parchi (Europarc) per ricordare la fondazione della prima riserva naturale, avvenuta nel lontano Maggio 1909 in Svezia. Per l&#8217;occasione l&#8217;intero sistema delle Aree Protette dell&#8217;Emilia Romagna si vestirà a festa, offrendo a cittadini e turisti un cartellone di eventi ricchissimo fatto di eventi sportivi- come trekking, escursioni e visite guidate- degustazioni di prodotti tipici, concerti e rappresentazioni teatrali. L&#8217;intento è quello di far conoscere a grandi e piccini l&#8217;inestimabile patrimonio di bellezze paesaggistiche e naturalistiche che caratterizza la nostra regione, e celebrare degnamente l&#8217;Anno Internazionale della Biodiversità ONU. E se volete maggiori informazioni sugli eventi in programma, il consiglio è quello di dare un&#8217;occhiata ai profili Twitter e Facebook di Aree Protette RER.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://travelemiliaromagna.it/img/2010/05/immagine-2-276x300.jpg" alt="immagine-2" title="immagine-2" width="150" height="150" class="alignleft size-medium wp-image-2253" />Diciassette, quattordici, duemilasettecento, trecentocinquanta. No non vi preoccupate, non abbiamo cominciato a dare i numeri e non vogliamo lanciare il primo tombolone di TER. Semplicemente, cercavamo delle cifre in grado di &#8220;raccontare&#8221; la ricchezza ambientale e paesaggistica della regione dalla quale scriviamo. E allora di nuovo: diciassette (parchi), quattordici (riserve naturali), duemilasettecento (specie di piante) e per finire trecentocinquanta (tipi di animali vertebrati). </p>
<p>Noi tutti questi numeri non li conoscevamo. E non sapevamo neppure della <a href="http://www.ermesambiente.it/wcm/parchi/news/2010/2010_05_10_Emozione-Parchi.htm">Settimana Europea dei Parchi</a>, la manifestazione indetta dalla Federazione europea dei Parchi (<a href="http://www.europarc.org/home/">Europarc</a>) per ricordare la fondazione della prima riserva naturale, avvenuta nel lontano Maggio 1909 in Svezia. Per l&#8217;occasione l&#8217;intero sistema delle Aree Protette dell&#8217;Emilia Romagna si vestirà a festa, offrendo a cittadini e turisti un cartellone di eventi ricchissimo fatto di eventi sportivi- come trekking, escursioni e visite guidate- degustazioni di prodotti tipici, concerti e rappresentazioni teatrali. </p>
<p>L&#8217;intento è quello di far conoscere a grandi e piccini l&#8217;inestimabile patrimonio di bellezze paesaggistiche e naturalistiche che caratterizza la nostra regione, e celebrare degnamente l&#8217;<a href="http://www.biodiversity-day.info/">Anno Internazionale della Biodiversità ONU</a>.<br />
E se volete maggiori informazioni sugli eventi in programma, il consiglio è quello di dare un&#8217;occhiata ai profili <a href="http://twitter.com/areeprotetteRER">Twitter</a> e <a href="http://www.facebook.com/AreeProtettedellEmiliaRomagna?ref=ts">Facebook</a>  di Aree Protette RER. </p>
<p><object width="640" height="385"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/FAq5aUwlSjc&#038;hl=it_IT&#038;fs=1&#038;"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/FAq5aUwlSjc&#038;hl=it_IT&#038;fs=1&#038;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="640" height="385"></embed></object></p>
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		<title>Pedalare, pedalare!</title>
		<link>http://www.travelemiliaromagna.it/pedalare-pedalare/</link>
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		<pubDate>Wed, 05 May 2010 16:07:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lo Staff</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cicloturismo]]></category>
		<category><![CDATA[Ecoturismo]]></category>
		<category><![CDATA[Emilia romagna]]></category>

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		<description><![CDATA[Eh sì, perchè Domenica 9 maggio in tutta Italia si festeggia la prima edizione della Giornata Nazionale della Bicicletta iniziativa voluta per sottolineare come una mobilità alternativa ed ecocompatibile può essere effettivamente realizzabile! E ovviamente l&#8217;Emilia-Romagna, da Piacenza a Rimini, con il suo popolo di ciclisti non poteva mancare all&#8217;appuntamento. Che cosa succederà in regione? Diamo un&#8217;occhiata al calendario delle iniziative : A Parma la festa dura un mese intero: per tutto il mese di Maggio biciclettate, workshop, premiazioni speciali ed altre iniziative collegate saranno un&#8217;occasione di festa e relax, un modo per &#8220;cambiare aria&#8221; senza spostarsi dalla propria città. Durante le manifestazioni il centro storico verrà chiuso al traffico per favorire la circolazione delle biciclette e diventare palcoscenico delle manifestazioni in programma. Anche a Ferrara, considerata da sempre la Cità della Bicicletta, la festa si prolunga per tutto il mese di Maggio. fra i vari appuntamenti vi segnaliamo quello con il passaggio del Giro d&#8217;Italia Sabato 22 Maggio (con annesso stand gastronomico dove potrete assaggiare, in un padellone da Guinness dei primati, le prelibate Vongole di Goro) Bimbimbici: In tutti i capoluoghi di Provincia della regione e in altri 16 Comuni ci sarà Bimbimbici, con iniziative per stimolare, divertire [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-2164" title="logo_giornata_bici" src="http://travelemiliaromagna.it/img/2010/05/logo_giornata_bici.jpg" alt="logo_giornata_bici" width="400" height="263" />Eh sì, perchè Domenica 9 maggio in tutta Italia si festeggia la prima edizione della <strong>Giornata Nazionale della Bicicletta </strong>iniziativa voluta per sottolineare come una mobilità alternativa ed ecocompatibile può essere effettivamente realizzabile!<br />
E ovviamente l&#8217;Emilia-Romagna, da Piacenza a Rimini, con il suo popolo di ciclisti non poteva mancare all&#8217;appuntamento.</p>
<p>Che cosa succederà in regione? Diamo un&#8217;occhiata al calendario delle iniziative :</p>
<ul>
<li>A <strong>Parma</strong> la festa dura un mese intero: per tutto il mese di Maggio biciclettate, workshop, premiazioni speciali ed altre iniziative collegate saranno un&#8217;occasione di festa e relax, un modo per &#8220;cambiare aria&#8221; senza spostarsi dalla propria città. Durante le manifestazioni il centro storico verrà chiuso al traffico per favorire la circolazione delle biciclette e diventare palcoscenico delle manifestazioni in <a href="http://giornatadellabicicletta.minambiente.it/public/files/parma_programma_maggio_bicicletta.pdf" target="_blank">programma</a>.</li>
</ul>
<ul>
<li>Anche a <strong>Ferrara</strong>, considerata da sempre la Cità della Bicicletta, la festa si prolunga per tutto il mese di Maggio. fra i <a href="http://giornatadellabicicletta.minambiente.it/public/files/ferrara_programma_maggio_bicicletta.pdf" target="_blank">vari appuntamenti</a> vi segnaliamo quello con il passaggio del <strong>Giro d&#8217;Italia</strong> Sabato 22 Maggio (con annesso stand gastronomico dove potrete assaggiare, in un padellone da Guinness dei primati, le prelibate Vongole di Goro)</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Bimbimbici</strong>: In tutti i capoluoghi di Provincia della regione e in altri 16 Comuni ci sarà <a href="http://www.bimbimbici.it/wp/" target="_blank">Bimbimbici</a>, con iniziative per stimolare, divertire ed educare i piccoli cittadini all&#8217;uso della bicicletta come mezzo di spostamento quotidiano.</li>
</ul>
<p>Ma questo è solo un assaggio: le iniziative sono veramente tantissime! Non vi resta che consultare il <a href="http://giornatadellabicicletta.minambiente.it/?costante_pagina=eventi_emilia&amp;id_lingua=2" target="_blank">calendario completo </a>e&#8230;saltare in sella!</p>
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		<title>Pasqua e Pasquetta e le gite fuori porta: cresce il turismo ecologico</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Mar 2010 04:34:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tirena Lubrano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte e Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Cicloturismo]]></category>
		<category><![CDATA[Divertimento]]></category>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://travelemiliaromagna.it/img/2010/03/strada-vini-sapori.jpg" alt="strada-vini-sapori" title="strada-vini-sapori" width="700" height="184"  size-full wp-image-1979" /></p>
<p>La Primavera, che con l’ora legale allunga pian piano le nostre giornate, è finalmente arrivata; il sole  fa capolino e riscalda i pomeriggi mentre la natura si risveglia lentamente. La primavera è di fatto la stagione migliore per concedersi una vacanza ecologica  e uscire dal letargo invernale.</p>
<p>Va forte l&#8217;eco-turismo. Non impegnativo per il portafoglio e rigenerante psicofisicamente. Ma rispolveriamo un filino di sano bon-ton tra le fresche frasche.  Il pic-nic fuori porta, con famigliole o gruppi di amici stipati con ombrelloni e teglie di lasagne nei lembi verdi disponibili, spesso al bordo delle provinciali, pare sia out. Anche i giovani, in genere meno attenti alla forma, preferiscono il relax nel green, ma gustando le tipicità locali seduti a tavola, in strutture organizzate ( e abbordabili economicamente)  anche per i pranzi di Pasqua e Pasquetta. Con rapporto 1 italiano su 4. </p>
<p>E uno dei motivi che amplifica la scelta di vacanze, vacanzine, week end, toccate e fughe in campagna dipende, oltre che dalla buona tavola, dall&#8217;offerta ricreativa, sempre più accattivante: si spazia da equitazione, tiro con l&#8217;arco, trekking  ad attività culturali, in quasi la metà non mancano per fare degli esempi la visita di percorsi archeologici o naturalistici.<br />
Va poi precisato che  l&#8217;Italia è l&#8217;unico Paese al mondo a poter offrire una enorme varietà di percorsi turistici legati all&#8217;enogastronomia, con 142 strade dei vini e dei sapori. E sono aperte al pubblico le vendite dirette dal produttore al consumatore, per acquistare prodotti enogastronomici : 63 mila frantoi, cantine, malghe e cascine ma anche centinaia di mercati degli agricoltori</p>
<p>L&#8217;Emilia Romagna in particolare offre ben 15 <a href="http://www.strade.emilia-romagna.it/web/strade.php">strade dei vini e dei sapori</a>. Le strade possono essere così vissute come un’esperienza ricca di suggestioni nella quale il gusto di un prodotto è impreziosito dalla cornice del paesaggio e la contemplazione di luoghi artistici ci accompagna nella ricerca dei nostri capolavori gastronomici: il parmigiano reggiano, i formaggi di fossa, il prosciutto di Parma, il culatello di Zibello, l’olio di Brisighella, l’aceto balsamico tradizionale di Modena e Reggio, le anguille di Comacchio, le pesche e nettarine di Romagna, i grandi vini che nascono dalle nostre colline, da Rimini a Piacenza.</p>
<p>Viaggiare su una strada dei Vini e dei Sapori è anche viaggiare nel tempo, scoprire l’eredità che ci ha lasciato, rivedere i colori delle stagioni, sentirne i profumi, ascoltare la gente, assaporare la quiete degli spazi aperti.</p>
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		<title>Mappe digitali: l&#8217;Emilia Romagna in bicicletta</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Feb 2010 07:00:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lo Staff</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nuovo appuntamento con le nostre beneamate mappe digitali. E questa volta per venir con noi vi dobbiamo chiedere di attrezzarvi: ci vogliono infatti abiti sportivi, una buona dose di fiato e soprattutto una bicicletta funzionante. Sì, avete capito bene, una bici funzionante. Perché oggi non parliamo di un sito qualsiasi ma di http://www.bikeemiliaromagna.it, il nuovo spazio ideato e realizzato per quelli che le vacanze amano passarle in sella ad una bicicletta, e che le loro due ruote se le porterebbero appresso anche in capo al mondo. E&#8217; un fenomeno in costante crescita, il cicloturismo, e da queste parti sentivamo l&#8217;esigenza di offrire a turisti e cittadini una panoramica più completa e dettagliata sulle tante opzioni che l&#8217;Emilia Romagna offre in materia. La struttura del sito ricalca questo desiderio. A partire dalla homepage- che riprende toni cromatici non proprio sconosciuti agli appassionati di biciclette =) è immediatamente possibile accedere a tutti gli eventi riguardanti ciclismo e cicloturismo, in un continuum che va dalle tappe del Giro d&#8217;Italia fino alle &#8220;classiche&#8221; per amatori, ed anche visionare le varie offerte di vacanza che le strutture del territorio propongono ai cicloturisti. Ma non è tutto: cliccando su Percorsi si passa infatti ad una ricca [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://travelemiliaromagna.it/cicloturismo/mappe-digitali-lemilia-romagna-in-bicicletta/attachment/immagine-6/" rel="attachment wp-att-1568"><img src="http://travelemiliaromagna.it/img/2010/02/immagine-6-300x161.jpg" alt="immagine-6" title="immagine-6" width="300" height="161" class="alignleft size-medium wp-image-1568" /></a>Nuovo appuntamento con le nostre beneamate mappe digitali. E questa volta per venir con noi vi dobbiamo chiedere di attrezzarvi: ci vogliono infatti abiti sportivi, una buona dose di fiato e soprattutto una bicicletta funzionante.<br />
Sì, avete capito bene, una bici funzionante. Perché oggi non parliamo di un sito qualsiasi ma di http://www.bikeemiliaromagna.it, il nuovo spazio ideato e realizzato per quelli che le vacanze amano passarle in sella ad una bicicletta, e che le loro due ruote se le porterebbero appresso anche in capo al mondo. E&#8217; un fenomeno in <a href="http://www.menasantoro.it/escursioni/cicloturismo-una-forma-di-turismo-sostenibile/">costante crescita</a>, il cicloturismo, e da queste parti sentivamo l&#8217;esigenza di offrire a turisti e cittadini una panoramica più completa e dettagliata sulle tante opzioni che l&#8217;Emilia Romagna offre in materia.</p>
<p>La struttura del sito ricalca questo desiderio. A partire dalla homepage- che riprende toni cromatici non proprio sconosciuti agli appassionati di biciclette =) è immediatamente possibile accedere a tutti gli eventi riguardanti ciclismo e cicloturismo, in un <em>continuum</em> che va dalle tappe del Giro d&#8217;Italia fino alle &#8220;classiche&#8221; per amatori, ed anche visionare le varie offerte di vacanza che le strutture del territorio propongono ai cicloturisti. Ma non è tutto: cliccando su <a href="http://www.bikeemiliaromagna.it/percorsi-cicloturistici-in-emilia-romagna.html">Percorsi</a> si passa infatti ad una ricca panoramica sui principali itinerari cicloturistici della regione, ordinati per provincia e corredati ciascuno di mappe, riferimenti logistici e rimandi ipertestuali dedicati.<br />
Eppoi c&#8217;è lo spazio per i nostri ospiti stranieri. Perché il sito, realizzato da <a href="http://www.aptservizi.com/it/">APT Servizi Emilia Romagna</a>, è disponibile non solo in italiano ma anche in inglese e tedesco. Guten pedalaten! =)<br />
<a href="http://travelemiliaromagna.it/cicloturismo/mappe-digitali-lemilia-romagna-in-bicicletta/attachment/immagine-53/" rel="attachment wp-att-1569"><img src="http://travelemiliaromagna.it/img/2010/02/immagine-53.jpg" alt="immagine-53" title="immagine-53" width="977" height="116" class="alignleft size-full wp-image-1569" /></a></p>
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		<title>A piedi ciaspolati nel parco</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Feb 2010 14:33:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lo Staff</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ecoturismo]]></category>
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		<description><![CDATA[Chiunque ami camminare in mezzo alla neve le ha provate almeno una volta nella vita. Ce ne sono di tante forme- anche se nell&#8217;immaginazione collettiva somigliano sempre a dei gran racchettoni- e la loro popolarità è andata sempre crescendo negli ultimi anni. Stiamo parlando delle ciaspole, quei singolari strumenti che vengono impiegati per rendere più agevoli e sostenibili gli spostamenti in mezzo alla neve fresca. Nel nostro paese i primi a portarle alla ribalta sono stati i trentini- la stessa parola &#8220;ciaspola&#8221; verrebbe dal dialetto della Val di Non- e sono stati ancora gli abitanti delle profondo nord ad organizzare negli anni Ottanta le prime gare agonistiche del settore. Solo che poi, come si è detto, l&#8217;abitudine di passeggiare &#8220;con le racchette ai piedi&#8221; si è allargata a macchia d&#8217;olio sia sulle Alpi che sulla dorsale appenninica. Un po&#8217; per moda, forse, ma un po&#8217; anche perché le ciaspole consentono effettivamente di immergersi all&#8217;interno del paesaggio invernale in maniera naturale e assai poco invasiva: bastano una buona tuta, calzature impermeabili, racchettoni d&#8217;ordinanza e il gioco è fatto. Quest&#8217;anno poi, complici anche le copiose nevicate cadute alle nostre latitudini, le ciaspolate si sono moltiplicate come i funghi. Ce ne sono di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://travelemiliaromagna.it/ecoturismo/a-piedi-ciaspolati-nel-parco/attachment/ciaspole1/" rel="attachment wp-att-1518"><img src="http://travelemiliaromagna.it/img/2010/02/ciaspole1.jpg" alt="ciaspole1" title="ciaspole1" width="460" height="175" class="alignleft size-full wp-image-1518" /></a>Chiunque ami camminare in mezzo alla neve le ha provate almeno una volta nella vita. Ce ne sono di tante forme- anche se nell&#8217;immaginazione collettiva somigliano sempre a dei gran racchettoni- e la loro popolarità è andata sempre crescendo negli ultimi anni. Stiamo parlando delle ciaspole, quei singolari strumenti che vengono impiegati per rendere più agevoli e sostenibili gli spostamenti in mezzo alla neve fresca.<br />
Nel nostro paese i primi a portarle alla ribalta sono stati i trentini- la stessa parola &#8220;ciaspola&#8221; <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ciaspole">verrebbe</a> dal dialetto della Val di Non- e sono stati ancora gli abitanti delle profondo nord ad organizzare negli anni Ottanta le prime gare agonistiche del settore.<br />
Solo che poi, come si è detto, l&#8217;abitudine di passeggiare &#8220;con le racchette ai piedi&#8221; si è allargata a macchia d&#8217;olio sia sulle Alpi che sulla dorsale appenninica. Un po&#8217; per moda, forse, ma un po&#8217; anche perché le ciaspole consentono effettivamente di immergersi all&#8217;interno del paesaggio invernale in maniera naturale e assai poco invasiva: bastano una buona tuta, calzature impermeabili, racchettoni d&#8217;ordinanza e il gioco è fatto.</p>
<p>Quest&#8217;anno poi, complici anche le copiose nevicate cadute alle nostre latitudini, le ciaspolate si sono moltiplicate come i funghi. Ce ne sono di tutti i tipi- in notturna e alla luce del sole, per i grandi e per i piccini, per i decatleti come per i comuni mortali- e soprattutto ce ne sono in ogni parte della regione, dall&#8217;appennino parmigiano e reggiano a nord fin giù giù al silenzio delle Foreste Casentinesi in Romagna. Qui non ci proviamo neppure a raccontarvi tutte le iniziative proposte dal territorio- che per questo c&#8217;è l&#8217;<a href="http://www.appenninoeverde.org/eventi.html">ottimo programma</a> pubblicato sul sito Appenninoeverde.org- però qualche piccolo &#8220;assaggio&#8221; ve lo diamo comunque. I Parchi dell&#8217;Alto Appennino Modenese e dell&#8217;Appennino Tosco Emiliano, ad esempio, organizzano ogni domenica- da Febbraio ad inizio Aprile &#8211; la cosiddetta <a href="http://www.appenninoeverde.org/eventi/traversata-dellappennino-reale.html">Traversata dell&#8217;Appennino Reale</a>, un itinerario di un&#8217;intera giornata che attraversa per intero le foreste appenniniche di Bosco reale e di Abetina Reale e accompagna i partecipanti alla scoperta di alcune delle cime più suggestive della regione. Se invece volete ciaspolare alla luce delle torce, e magari in favore di luna, vi consigliamo di dare un&#8217;occhiata al programma della <a href="http://www.appenninoeverde.org/eventi/ciaspolata-al-chiaro-di-luna.html">Ciaspolata al chiaro di luna</a>, programmata presso il Parco del Corno alle Scale per il prossimo 27 Febbraio. E se invece non avete nessuna voglia di faticare, e le ciaspole vi piacciono solo quando sono associate alle salsicce? Beh, allora la scelta obbligata per voi è la <a href="http://www.appenninoeverde.org/eventi/la-ciaspolata-del-cinghiale.html">Ciaspolata del cinghiale e della polenta</a>, che si terrà presso il Parco dei Cento Laghi domenica 21 Febbraio. In questo caso il dislivello da affrontare è più limitato, la fatica minore, ma la quantità di cibo e vino che attende i partecipanti all&#8217;arrivo decisamente superiore. Ragion per cui se volete incontrare i membri dello Staff di Turismo Emilia Romagna&#8230;.</p>
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		<title>Perché l&#8217;Appennino è bello a piedi</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Jan 2010 13:00:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lo Staff</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ecoturismo]]></category>
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		<description><![CDATA[La Regione Emilia- Romagna ha firmato un protocollo d&#8217;intesa con il CAI per migliorare la sentieristica di montagna. L&#8217;iniziativa si inserisce nel più ampio quadro di interventi volti a incentivare la scoperta del nostro Appennino- tra cui anche la creazione dei 450 km di sentieri dell&#8217;Alta Via dei Parchi. Per festeggiare qui a Turismo Emilia Romagna volevamo costruire una bella mappa dei cammini presenti in regione. Poi però abbiamo scoperto che stavolta ci hanno preceduti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La Regione Emilia- Romagna <a href="http://www.regione.emilia-romagna.it/wcm/ERMES/notizie/news/2010/gen/montagna.htm">ha firmato</a> un protocollo d&#8217;intesa con il CAI per migliorare la sentieristica di montagna. L&#8217;iniziativa si inserisce nel più ampio quadro di interventi volti a incentivare la scoperta del nostro Appennino- tra cui anche la creazione dei 450 km di sentieri dell&#8217;<a href="http://eticaeturismo.blogspot.com/2009/12/nasce-lalta-via-dei-parchi.html">Alta Via dei Parchi</a>.</p>
<p>Per festeggiare qui a Turismo Emilia Romagna volevamo costruire una bella mappa dei cammini presenti in regione. Poi però abbiamo scoperto che stavolta <a href="http://sentieriweb.regione.emilia-romagna.it/sentieriweb/login">ci hanno preceduti</a>.<br />
<a href="http://travelemiliaromagna.it/ecoturismo/1368/attachment/immagine-2-2/" rel="attachment wp-att-1369"><img src="http://travelemiliaromagna.it/img/2010/01/immagine-2.jpg" alt="immagine-2" title="immagine-2" width="1030" height="512" class="aligncenter size-full wp-image-1369" /></a></p>
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