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	<title>Travel Emilia Romagnaautomobilismo | Travel Emilia Romagna</title>
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	<description>Travel Emilia Romagna</description>
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		<title>La Motor Valley emiliano-romagnola e la nascita dell’Italia</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Nov 2011 09:41:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elisa Mazzini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Articolo di Marco Montemaggi, Curatore Scientifico Progetto Motor Valley &#8212; Il 17 marzo 1861 il documento della legge n. 4671 del Regno di Sardegna proclama ufficialmente la nascita del Regno d&#8217;Italia. Nel 1853 i toscani Eugenio Barsanti e Felice Matteucci costruiscono il primo motore a scoppio, mentre nel 1884 il professore veronese Enrico Bernardi realizza un triciclo a motore che può essere considerato uno dei primi veicoli al mondo azionati da motore a benzina. I primordi del motore a scoppio sono, dunque, da un punto di vista anagrafico strettamente legati alla nascita dell’Italia, così come l’Emilia Romagna è la regione “in mezzo” a questi due luoghi così importanti della nostra storia motoristica. Sin dai tempi pioneristici del motore nella nostra regione, peraltro, già ci si “ingegnava” di meccanica, quando i mezzi erano ancora considerati poco più di un pittoresco e costoso giocattolo per clienti facoltosi e con notevole sprezzo del pericolo. Eh si.. perché all’inizio del Novecento viaggiare su questi mezzi significava spesso rischiare la vita in strade non asfaltate e con mille insidie; come non ricordare l’iconografia “avventurosa” dei primi centauri ritratti dai vari Marcello Dudovich, Antonino Salemme e Fortunato Depero? In definitiva in quegli anni la meccanica, i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Articolo di Marco Montemaggi, Curatore Scientifico Progetto <a href="http://www.motorvalley.it/" target="_blank">Motor Valley</a></em></p>
<p>&#8212;</p>
<p>Il 17 marzo 1861 il documento della legge n. 4671 del Regno di Sardegna proclama ufficialmente la <strong>nascita del <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Regno_d'Italia_(1861-1946)" target="_blank">Regno d&#8217;Italia</a></strong>.</p>
<p>Nel 1853 i toscani <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Eugenio_Barsanti" target="_blank">Eugenio <strong>Barsanti</strong></a> e <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Felice_Matteucci" target="_blank">Felice <strong>Matteucci</strong></a> costruiscono il <strong>primo <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Motore_a_scoppio" target="_blank">motore a scoppio</a></strong>, mentre nel<em> </em>1884<em> </em>il professore veronese <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Enrico_Bernardi" target="_blank">Enrico <strong>Bernardi</strong></a> realizza un <strong>triciclo a motore</strong> che può essere considerato uno dei primi veicoli al mondo azionati da motore a benzina. I primordi del motore a scoppio sono, dunque, da un punto di vista anagrafico strettamente legati alla nascita dell’Italia, così come <strong>l’Emilia Romagna è la regione “in mezzo”</strong> a questi due luoghi così importanti della nostra storia motoristica.</p>
<p><img class="size-full wp-image-10057   alignleft" title="11_25dudovich" src="http://www.travelemiliaromagna.it/it/../img/11_25dudovich-e1322555480398.jpg" alt="" width="150" height="112" /></p>
<p>Sin dai tempi pioneristici del motore nella nostra regione, peraltro, già ci si “ingegnava” di meccanica, quando i mezzi erano ancora considerati poco più di un pittoresco e <strong>costoso giocattolo per clienti facoltosi</strong> e con notevole <strong>sprezzo del pericolo</strong>. Eh si.. perché all’inizio del Novecento viaggiare su questi mezzi significava spesso <strong>rischiare la vita</strong> in strade non asfaltate e con mille insidie; come non ricordare l’iconografia “avventurosa” dei <strong>primi centauri</strong> ritratti dai vari <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Marcello_Dudovich" target="_blank">Marcello Dudovich</a>, Antonino Salemme e <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Fortunato_Depero" target="_blank">Fortunato Depero</a>?</p>
<p><a rel="attachment wp-att-10058" href="http://www.travelemiliaromagna.it/la-motor-valley-emiliano-romagnola-e-la-nascita-dell%e2%80%99italia/depero/"><img class="size-full wp-image-10058     alignleft" title="depero" src="http://www.travelemiliaromagna.it/it/../img/depero-e1322555530348.jpg" alt="" width="162" height="116" /></a></p>
<p style="text-align: left;">In definitiva in quegli anni la meccanica, i motori e la tecnologia in generale non erano solo l’invenzione di un mezzo di trasporto più veloce ma erano il portato, l’<strong>indice di un profondo cambiamento sociale</strong><span style="text-align: -webkit-auto;"> e culturale che stava attraversando l’Europa, l’incedere della </span><strong>cultura della “macchina”</strong><span style="text-align: -webkit-auto;">. </span>Come sintetizzava uno dei “cantori” di questa rivoluzione culturale, <a style="text-align: -webkit-auto;" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Gabriele_D%27Annunzio" target="_blank">Gabriele D’Annunzio</a><span style="text-align: -webkit-auto;">: “</span><em>un’automobile ruggente, che sembra correre sulla mitraglia, è più bella della <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Nike_di_Samotracia" target="_blank">Vittoria di </a></em><em><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Nike_di_Samotracia" target="_blank">Samotracia</a>!”</em></p>
<p>La <strong>produzione</strong> di tricicli, motocicli e “vetturette” a motore era all’epoca <strong>per lo più artigianale</strong>, l’industrializzazione sarebbe arrivata qualche decennio dopo, ma nella nostra regione parecchi inventori/meccanici producevano già “velocipedi” nei propri “alchemici” garage. Personaggi di cui per la maggior parte si sono perse le tracce, così come dei loro mezzi, chiamati (nel caso delle 4 ruote) <strong>“carrozze senza cavalli”</strong>.</p>
<p>Uno dei primi veri e propri <em>brand</em> emiliano-romagnoli fu la <strong>ditta di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Piacenza" target="_blank">Piacenza</a></strong>, produttrice di “automobili e velocipedi”, denominata <strong><a href="http://www.motorvalley.it/personaggi/paolo-e-leonzio-marchand.html" target="_blank">F.lli Marchand</a> </strong>che a cavallo fra il diciannovesimo e il ventesimo secolo inizia a produrre (dopo un’iniziale esperienza con le biciclette) motociclette e vetture a quattro ruote (la prima  sarà presentata pubblicamente nel 1899!). Ed è del 28 settembre 1913 la famosa (a livello nazionale) gara in salita denominata “<a href="http://www.motorvalley.it/storia/parma-poggio-di-berceto-quando-la-corsa-diventa-mito.html" target="_blank"><strong>Parma-Poggio di Berceto</strong></a>”, inquadrata nei festeggiamenti del &#8220;Centenario Verdiano&#8221;. Risultano inoltre documentazioni di competizioni regionali ancora più antiche, anche se meno note, come competizioni su pista addirittura fin dal 1904 (a <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Lugo_di_romagna" target="_blank">Lugo di Romagna</a>) e negli anni successivi a <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Faenza" target="_blank">Faenza</a>.</p>
<p><a rel="attachment wp-att-10084" href="http://www.travelemiliaromagna.it/la-motor-valley-emiliano-romagnola-e-la-nascita-dell%e2%80%99italia/dudovich-bugatti/"><img class="size-full wp-image-10084 alignleft" title="dudovich bugatti" src="http://www.travelemiliaromagna.it/it/../img/dudovich-bugatti.jpg" alt="" width="129" height="180" /></a></p>
<p>Altro personaggio di spicco di quest’epoca pioneristica era il famoso <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ettore_Bugatti" target="_blank">Ettore <strong>Bugatti</strong></a>, di nascita milanese, che (prima di trovare ben altre fortune in terra di Francia e dopo una prima esperienza con la lombarda “<a href="http://www.motodilombardia.it/marca_P/Storia_marca_PRINETTI_STUCCHI.htm" target="_blank">Prinetti e Stucchi</a>”) lasciò tracce anche nella nostra regione. Infatti, costruì una vettura  per due appassionati fratelli aristocratici ferraresi: Olao e Gianoberto <strong>Gulinelli</strong>. Una <strong>quattro cilindri monoposto</strong> assemblata nei locali forniti dai suoi orgogliosi finanziatori, nella loro tenuta alle porte di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ferrara" target="_blank">Ferrara</a>, che fu pure premiata alla Mostra Internazionale dello Sport di Milano con straordinario successo (per qualità estetiche e caratteristiche del motore) ma che purtroppo non è sopravissuta ai nostri giorni. Sempre agli albori del secolo come non ricordare anche un altro Ettore, il meccanico/pilota <strong><a href="http://www.parigipechino.it/protagonisti.htm" target="_blank">Guizzardi</a></strong> da <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Budrio" target="_blank">Budrio</a>, che accompagnò nel 1907 il Principe <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Scipione_Borghese_(principe)" target="_blank">Scipione Borghese</a> nella più avventurosa e romantica corsa automoblistica (la <strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Raid_Pechino-Parigi" target="_blank">Pechino-Parigi</a></strong> su Itala “4 cilindri”) mai organizzata.</p>
<p>Da uomini e marchi come questi (insieme a tantissimi altri) parte il <strong>mito dell’Emilia Romagna -Terra di Motori</strong> ed in questa <strong>esposizione temporanea</strong> al <a href="http://www.motorshow.it/" target="_blank"><strong>Motorshow 2011</strong></a> abbiamo voluto raccontare con alcuni mezzi e marchi rappresentativi (procedendo a decadi) questa cavalcata motoristica che, fortunatamente, non è ancora finita.</p>
<p>Si inizia con una “motoretta” di una storica casa bolognese come la <strong>GD</strong> (<a href="http://www.collezionesalsapariglia.it/img_museo/gd1923-a.html" target="_blank">GD Stella 125 2T del 1923</a>) che contribuì a formare generazioni di costruttori di moto, per poi passare ad uno dei più importanti ed antichi marchi automobilistici della nostra regione: la <strong><a href="http://www.maserati.it/" target="_blank">Maserati</a></strong>. Qui la casa del tridente è rappresentata da una rarissima e bellissima <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Maserati_6C_34" target="_blank">Maserati 6C Competizione del 1934</a> che ha calcato in numerose gare l’italico suolo.</p>
<p><a rel="attachment wp-att-10092" href="http://www.travelemiliaromagna.it/la-motor-valley-emiliano-romagnola-e-la-nascita-dell%e2%80%99italia/stanguellini-2/"><img class="size-medium wp-image-10092     alignleft" style="border-style: initial; border-color: initial;" title="stanguellini 2" src="http://www.travelemiliaromagna.it/it/../img/stanguellini-2-300x224.jpg" alt="" width="162" height="121" /></a></p>
<p>Si prosegue poi con una “mitica” modenese racing come la <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Stanguellini" target="_blank"><strong>Stanguellini</strong></a> (<strong>1100 Bialbero Sport</strong>) del 1947 per poi continuare con una “due ruote”, sempre emiliana, come la <strong><a href="http://www.motomorini.com" target="_blank">Morini</a></strong> <strong>175 GT</strong> degli anni Cinquanta.</p>
<p>La decade successiva è rappresentata da una delle macchine che forse rappresentano meglio di tutti la “Dolce Vita” italiana: la <strong><a href="http://www.ferrari.com/italian/Pages/Home.aspx" target="_blank">Ferrari</a> GTB4</strong>, seguita (in rappresentanza degli anni settanta) da un’altra vettura simbolo come la <strong><a href="http://www.lamborghini.com/it/home/" target="_blank">Lamborghini</a> Countach Lp 400</strong>.</p>
<p><a rel="attachment wp-att-10096" href="http://www.travelemiliaromagna.it/la-motor-valley-emiliano-romagnola-e-la-nascita-dell%e2%80%99italia/kb1/"><img class="size-medium wp-image-10096 alignright" title="KB1" src="http://www.travelemiliaromagna.it/it/../img/KB1-300x225.jpg" alt="" width="180" height="135" /></a>Gli anni ottanta sono ricordati da un marchio romagnolo, adriatico, che racconta il genio di un grande designer come <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Massimo_Tamburini" target="_blank"><strong>Massimo Tamburini</strong></a>: la <strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Bimota" target="_blank">Bimota</a></strong> (qui presente con il <strong>modello KB1</strong>).</p>
<p>Arriviamo poi agli anni Novanta con una fabbrica che, dalla fine della seconda guerra mondiale, rappresenta l’Italia nella velocità, la <a href="http://www.ducati.it/" target="_blank"><strong>Ducati</strong></a>, qui presente con uno dei suoi modelli di punta degli anni Novanta: la <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ducati_916" target="_blank"><strong>Ducati 916</strong></a> (che porta sempre la firma del nativo riminese sopra citato).</p>
<p>Inizia poi il nuovo secolo e si è scelto di rappresentarlo con il futuro e dunque il lavoro degli “agguerriti” ingegneri dell’<strong>Università di Bologna</strong> che da anni gareggiano con successo grazie ad una vetturetta Racing denominata <a href="http://motorsport.unibo.it/scuderia/vettura/vettura-2010/" target="_blank"><strong>Ubm 2010</strong></a>.</p>
<p>Ognuno di questi mezzi può raccontare da solo una storia bellissima così come i tanti marchi e uomini di questo mondo che, per motivi logistici, non abbiamo potuto mostrare. Ma, tutti insieme, sicuramente tracciano la cultura di una regione al centro di un interesse unico: <strong>la meccanica</strong>. Una strana “religione” che ha migliaia di adoratori in tutto il pianeta, qualcosa che ha a che fare con l’asfalto, la passione per la tecnologia, per certe melodie futuriste e soprattutto per il <strong>gusto della competizione, della velocità</strong> come forma di rincorsa dell’assoluto.</p>
<p><strong>Dedichiamo questa mostra</strong> temporanea a due amici, figli di questa terra e di questa passione, che ci hanno recentemente lasciato per un nuovo viaggio: <strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Marco_Simoncelli" target="_blank">Marco Simoncelli</a> e <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sergio_Scaglietti" target="_blank">Sergio Scaglietti</a></strong>.</p>
<p>&#8212;</p>
<p><strong>Grazie</strong> a tutti i Musei, le Istituzioni e i collezionisti che ci hanno dato i loro preziosi mezzi, a M. Masetti, A. Farneti e L. Rivola per i preziosi consigli.</p>
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		<title>Motor Valley: l&#8217;Emilia Romagna corre sul web!</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Mar 2010 10:53:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lo Staff</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://travelemiliaromagna.it/eventi/motor-valley-lemilia-romagna-corresul-web/attachment/motorvalley/" rel="attachment wp-att-1836"><img src="http://travelemiliaromagna.it/img/2010/03/motorvalley-300x137.jpg" alt="motorvalley" title="motorvalley" width="300" height="137" class="alignleft size-medium wp-image-1836" /></a><br />
<h3>E&#8217; nato, è nato&#8230; il nuovo sito</h3>
<p> <a href="http://www.motorvalley.it/">http://www.motorvalley.it/</a></p>
<p>Un restyling progettato e collaudato per “correre” più velocemente nel web, con una “carrozzeria” da favola, al passo con i tempi: colori, font, immagini, nulla é lasciato al caso.</p>
<p>Il &#8220;motore&#8221; che muove il sito è alimentato da una storia centenaria: il patrimonio culturale della regione ha dato vita ad una ricchezza di contenuti, che era oneroso rivalutare e far conoscere ai giovani appassionati di motori.<br />
Ogni settimana ci saranno sempre nuovi argomenti, attraverso le news, per gli appassionati dei motori, sia di automobilismo che di motociclismo, senza dimenticare i Kart.</p>
<p>Dunque, una rivalutazione del patrimonio storico e  una sezione news sempre aggiornata sulle ultime chicche sui motori nella nostra regione e non solo.</p>
<p>Non mancano un blog-video e i canali social per comunicare anche con gli esperti del settore!</p>
<p>Tanti i pacchetti turistici, gli eventi  e i raduni per chi non può fare a meno del circuito Motor Valley. Tutto questo perché questa regione, l’Emilia Romagna, è ricca di musei, collezioni, circuiti, piloti che hanno fatto e continuano a fare storia.</p>
<p>In definitiva, non ci siamo accontentati di offrire un&#8217;altra veste al sito, ma anche di garantire la massima trasparenza e usabilità, attraverso l&#8217;ottimizzazione delle pagine del sito per i motori di ricerca, e la divisione in distinte sezioni specifiche per ogni servizio e tematica: dalla storia al blog-video, allo spazio per i fan club. Gli appassionati di motori avranno a disposizione una ricca offerta nel il circuito motor valley,</p>
<p><strong>Tutto questo perché il rombo dei motori appartiene alla storia e alla cultura di questa regione: l&#8217;Emilia Romagna</strong></p>
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