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	<title>Travel Emilia Romagnaagricoltura | Travel Emilia Romagna</title>
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		<title>Eccellenze di casa nostra: l&#8217;olio DOP &#8220;Colline di Romagna&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Feb 2010 13:47:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lo Staff</dc:creator>
				<category><![CDATA[I sentieri del Gusto]]></category>
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		<description><![CDATA[L&#8217;odore è fruttato e tenue, il colore giallo con forti riflessi verdognoli, il sapore di media dolcezza e di acidità molto bassa. E&#8217; l&#8217;olio extravergine &#8220;Colline di Romagna&#8221; prodotto sulle alture del primo entroterra romagnolo fin dall&#8217;VIII Sec. A.C. e divenuto nei secoli parte integrante dell&#8217;economia- oltre che della dieta- del territorio. Perché ve ne parliamo? Anzitutto perché l&#8217;olio in questione è uno dei fiori all&#8217;occhiello dell&#8217;agricoltura emiliano romagnola- conta per l&#8217;80% della produzione olearia regionale e ha ricevuto già nel 2003 il riconoscimento ufficiale di tipicità dell&#8217;Unione Europea, allargando così la folta pattuglia di prodotti DOP e IGP. Ed un po&#8217; perché intorno ad esso, alla sua tutela e valorizzazione, è cresciuta negli anni una vivace filiera economica e culturale, fatta al contempo di produttori grandi e piccoli, associazioni, istituti di promozione come le Strade dei Vini e dei Sapori dei Colli di Rimini e di Forlì- Cesena. E&#8217; un ulteriore elemento di forza, questo sistema &#8220;a rete&#8221; cresciuto intorno all&#8217;olio &#8220;Colline di Romagna&#8221;. E da qui in avanti, oltretutto, tale sistema potrà consolidarsi ulteriormente grazie al neonato Consorzio di tutela, presentato ufficialmente lo scorso 16 Febbraio e formato insieme da olivicolturi, frantoiani e imbottigliatori, con il sostegno delle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;odore è fruttato e tenue, il colore giallo con forti riflessi verdognoli, il sapore di media dolcezza e di acidità molto bassa. E&#8217; l&#8217;olio extravergine &#8220;Colline di Romagna&#8221; prodotto sulle alture del primo entroterra romagnolo fin dall&#8217;VIII Sec. A.C. e divenuto nei secoli parte integrante dell&#8217;economia- oltre che della dieta- del territorio.</p>
<p>Perché ve ne parliamo? Anzitutto perché l&#8217;olio in questione è uno dei fiori all&#8217;occhiello dell&#8217;agricoltura emiliano romagnola- conta per l&#8217;80% della produzione olearia regionale e ha ricevuto già nel 2003 il riconoscimento ufficiale di tipicità dell&#8217;Unione Europea, allargando così la folta pattuglia di <a href="http://www.ermesagricoltura.it/La-pagina-del-consumatore/Prodotti-DOP-e-IGP">prodotti DOP e IGP</a>. Ed un po&#8217; perché intorno ad esso, alla sua tutela e valorizzazione, è cresciuta negli anni una vivace filiera economica e culturale, fatta al contempo di produttori grandi e piccoli, associazioni, istituti di promozione come le Strade dei Vini e dei Sapori dei <a href="http://www.stradadeivinidirimini.it/">Colli di Rimini</a> e di <a href="http://www.stradavinisaporifc.it/olio_oliva_prodotti.asp">Forlì- Cesena</a>. </p>
<p>E&#8217; un ulteriore elemento di forza, questo sistema &#8220;a rete&#8221; cresciuto intorno all&#8217;olio &#8220;Colline di Romagna&#8221;. E da qui in avanti, oltretutto, tale sistema potrà consolidarsi ulteriormente grazie al neonato Consorzio di tutela, <a href="http://www.romagnanoi.it/News/Economia/Romagna/Attualita/articoli/133874/Presentato-lolio-Dop-romagnolo.asp">presentato ufficialmente</a> lo scorso 16 Febbraio e formato insieme da olivicolturi, frantoiani e imbottigliatori, con il sostegno delle istituzioni locali e delle categorie produttive. </p>
<p>Ah, dimenticavamo&#8230;.qualche settimana fa abbiamo realizzato una mappa ragionata di tutti i prodotti DOP e IGP dell&#8217;Emilia Romagna. Ve la rendiamo qui di seguito, e vi raccomandiamo ovviamente di andare a visitare la scheda dedicata all&#8217;extravergine &#8220;Colline di Romagna&#8221;<br />
 <img src='http://www.travelemiliaromagna.it/it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p><iframe width="620" height="395" frameborder="0" scrolling="no" marginheight="0" marginwidth="0" src="http://maps.google.com/maps/ms?hl=it&amp;ie=UTF8&amp;msa=0&amp;msid=105751004964507875954.00047e49965e19accdb88&amp;ll=44.439697,10.974426&amp;spn=1.39811,3.558197&amp;output=embed"></iframe><br /><small>Visualizza <a href="http://maps.google.com/maps/ms?hl=it&amp;ie=UTF8&amp;msa=0&amp;msid=105751004964507875954.00047e49965e19accdb88&amp;ll=44.439697,10.974426&amp;spn=1.39811,3.558197&amp;source=embed" style="color:#0000FF;text-align:left">I Prodotti DOP e IGP dell&#8217;Emilia Romagna</a> in una mappa di dimensioni maggiori</small></p>
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		<title>Sul ponte sventola Bandiera Verde</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Nov 2009 14:02:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lo Staff</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ecoturismo]]></category>
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		<description><![CDATA[Siamo tutti quello che mangiamo, diceva uno. Poi però sono arrivati gli ipermercati e in tanti ce ne siamo dimenticati- che sulle albicocche c&#8217;era una bella offerta e comunque c&#8217;avevamo fretta. E così le cose sono andate avanti, e pian piano i nostri cibi son diventati sempre più cattivi e i nostri territori anche peggio. Ma non tutte le traiettorie sono votate alla distruzione, e anche nelle storie più noir alle volte c&#8217;è il lieto fine. E allora succede che negli ultimi anni un numero sempre crescente di agricoltori ha deciso di abbandonare la produzione massa-per-massa per provare a ripercorrere le orme dei nonni: riprendono le tecniche produttive tradizionali, tornano a impiantare specie ormai quasi scomparse, ricuperano vecchi pezzi di territorio e ne valorizzano magari di nuovi. Lo chiamano in tanti modi questo fenomeno- agricoltura sostenibile, biologico, ecocompatibile o semplicemente nostalgia- ma la cosa più importante è che funziona. Funziona per i cittadini- consumatori, che in numeri sempre più grandi guardano a queste esperienze, e funziona anche per i territori. Che nelle nuove pratiche trovano occasione di valorizzazione ambientale e sempre più spesso anche di rilancio turistico. Come l&#8217;abbiamo fatta lunga&#8230;.vabbé quello che volevamo dire è che l&#8217;unione tra produzione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://travelemiliaromagna.it/img/2009/11/bandiera_verde.jpg" alt="bandiera_verde" title="bandiera_verde" width="230" height="165" class="alignleft size-full wp-image-1074" />Siamo tutti quello che mangiamo, diceva uno. Poi però sono arrivati gli ipermercati e in tanti ce ne siamo dimenticati- che sulle albicocche c&#8217;era una bella offerta e comunque c&#8217;avevamo fretta. E così le cose sono andate avanti, e pian piano i nostri cibi son diventati sempre più cattivi e i nostri territori anche peggio.<br />
Ma non tutte le traiettorie sono votate alla distruzione, e anche nelle storie più <em>noir</em> alle volte c&#8217;è il lieto fine. E allora succede che negli ultimi anni un numero sempre crescente di agricoltori ha deciso di abbandonare la produzione massa-per-massa  per provare a ripercorrere le orme dei nonni: riprendono le tecniche produttive tradizionali, tornano a impiantare specie ormai quasi scomparse, ricuperano vecchi pezzi di territorio e ne valorizzano magari di nuovi. Lo chiamano in tanti modi questo fenomeno- agricoltura sostenibile, biologico, ecocompatibile o semplicemente nostalgia- ma la cosa più importante è che funziona. Funziona per i cittadini- consumatori, che <a href="http://travelemiliaromagna.it/turismo-lento/foodies-quando-il-cibo-e-passione/">in numeri sempre più grandi</a> guardano a queste esperienze, e funziona anche per i territori. Che nelle nuove pratiche trovano occasione di valorizzazione ambientale e sempre più spesso anche di <a href="http://www.agi.it/food/notizie/200911111321-eco-rt11106-made_in_italy_bandiera_verde_2009_il_food_vale_5_miliardi">rilancio turistico</a>.</p>
<p>Come l&#8217;abbiamo fatta lunga&#8230;.vabbé quello che volevamo dire è che l&#8217;unione tra produzione sostenibile e turismo dà frutti sempre più ricchi, e la stessa <a href="http://www.cia.it/cia/">Confederazione Italiana Agricoltori</a> (CIA) ha voluto sanzionare tale successo con un premio intitolato &#8220;Bandiera Verde Agricoltura&#8221;. L&#8217;iniziativa, giunta ormai alla sua settima edizione, <a href="http://www.agi.it/food/notizie/200911111342-eco-rt11118-agricoltura_cia_con_eccellenze_si_riscopre_territorio_rurale">vuole essere un riconoscimento</a> per tutti coloro- enti locali, aziende, individui- che promuovono produzioni sostenibili, implementano politiche a tutela dell&#8217;ambiente e del paesaggio, incentivano l&#8217;uso razionale dei suoli e il recupero delle tipicità.<br />
Nella tornata 2009 &#8220;Bandiera Verde&#8221; ha premiato <a href="http://www.agi.it/food/notizie/200911111419-eco-rt11137-agricoltura_bandiera_verde_2009_premia_camilleri_e_mazza">20 diversi soggetti</a> e, lasciatecelo dire con una punta di orgoglio, tra di essi vi sono ben tre realtà emiliano- romagnole. Si tratta in particolare dell&#8217;Azienda Agricola Biologica &#8220;Claudio Bianchi&#8221; di Ruffio di Cesena, l&#8217;Azienda Biologica Biodinamica &#8220;Massimo Biondi&#8221; di Cesena e quella di Remo Candeo, ubicata a Correggio. A tutti e tre loro, e con loro a tutti quelli che si impegnano per la valorizzazione del territorio regionale, vanno i nostri complimenti ed un ringraziamento sentito!</p>
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