[ParlamiditER #218] Nell’Arena delle balle di paglia

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[ParlamiditER #218] Nell’Arena delle balle di paglia


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Parlami di tER è una serie di racconti dall’Emilia-Romagna. Sono sguardi d’autore gettati sulla regione da donne e uomini che son nati, vivono o semplicemente si sono innamorati di questa singolare, bellissima, terra con l’anima. Se anche tu vuoi raccontare l’Emilia-Romagna che si vede dalla tua finestra sei benvenuto. Basta una mail a <turismoemiliaromagna[at]gmail.com> o un commento qui sotto!


In Bassa Romagna, con la Luna piena di luglio, ogni estate da nove anni nasce un teatro greco effimero, che dura solo sei giorni: è l’Arena delle balle di paglia, il più grande teatro di paglia d’Italia.
Siamo a Cotignola, in provincia di Ravenna, ma non c’è un indirizzo: l’Arena nasce “dove il fiume Senio incontra il Canale Emiliano Romagnolo”, in aperta campagna; per arrivarci bisogna percorrere le carraie dei campi, per circa un chilometro, tra i filari delle viti e dei kiwi.

Qui, dal 2009, una comunità di volontari ha scelto la paglia per raccontare una storia. Anzi, centinaia di storie: sono passati dall’Arena Marco Paolini, Moni Ovadia, Vinicio Capossela, Eric Lewis, Elena Bucci, Iva Bittova, Gonzalo Borondo, Ramin Bahrami… dalla sua nascita ad oggi, la paglia ha accolto circa 60 gruppi di musicisti italiani e stranieri, 24 gruppi teatrali, 40 opere di land art, 4 performance di danza, 25 laboratori creativi per bambini e adulti e circa 40 tra scrittori, poeti e artisti della vita.

All’Arena delle balle le orchestra vanno a ritmo con il motore a testa calda di un Landini, il palco degli attori è in un casolare contadino che racchiude i segreti di antichi mestieri, i concerti “succedono” in sentieri, golene, spazi dimenticati di una rigogliosa campagna che si prestano per alcuni giorni a diventare luoghi di scena.
All’Arena si sono viste cattedrali di canne di fiume, sipari di fronde di acacie, piante e animali giganteschi e dalle forme fantastiche, coreografie luminose per sognare nel buio; all’Arena c’è anche un bar, che è costruito con materiali di fiume e che funziona solo durante il festival.

Da scarto dell’agricoltura la paglia è diventata quindi protagonista della scena: perché ha un colore acceso, è un giaciglio fresco d’estate e caldo d’inverno, ti accoglie e ti fa sentire a casa; la paglia è stata amica dei nostri padri e prima ancora dei nostri nonni, li ha aiutati ad accudire gli animali e a rendere più bella la terra.

A Cotignola si sono trovati faccia a faccia contadini, architetti, artisti, sognatori, ragionieri, giovani e pensionati, e assieme con la paglia hanno dato vita a un sogno, lontano dalle auto, dalla frenesia, dagli automatismi della quotidianità e dalla contingenza dei doveri.

Quest’anno l’Arena delle balle si terrà da giovedì 13 a martedì 18 luglio. Il tema scelto per la nuova edizione è “Felliniani e filosofi di campagna”, e attorno a questa suggestione è costruito l’intero programma.
Sabato 8 luglio c’è invece il ritrovo nei campi all’alba per raccogliere le balle e costruire l’Arena, che è forse la festa più grande. Il lavoro sarà preceduto da un concerto di musica classica sul grano tagliato e ci concluderà con un convivio di vino, pane e mortadella all’ombra delle acacie.

Tutti i dettagli sul programma, orari e indicazioni sono disponibili sul sito primolacotignola.it e alla pagina Facebook Nell’Arena delle balle di paglia.

  • Fotogrammi @DavidLoom

  • @AlessandroCarnevali

  • Bar delle acacie

  • Casa delle Immagini

  • @DanieleCasadio

  • Vinicio Capossela 20 luglio 2015

Autore:

Giornalista, traduttore, appassionato di ecosistemi e paesaggio. Romagnolo felice di esserlo.

Un commento

  1. annalisa gramigna

    Bello! e molto belle le foto

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